Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 il tombino

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aldo

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MessaggioTitolo: il tombino   Dom Lug 17, 2011 7:09 pm

IL TOMBINO


Sto aspettando una persona. Le ho dato appuntamento all’uscita della tangenziale, dove c’è una grande rotonda, una di quelle rotonde delle quali non si può più fare a meno. A volte mi viene il pensiero che le rotonde nascano spontaneamente e vivano di vita propria. Percorri una strada che la sera prima era bella, diritta e improvvisamente ecco spuntata le rotondina…ancora piccola ora, ma dalle tempo e vedrai cosa ti combina. Come minimo crescerà fino a diventare, anzi, a prolungarsi in un centro commerciale. Si, perché i centri commerciali nascono con le rotonde, e la loro mamma è la tangenziale, non lo sapevate? Sono sinergici.
Sono parcheggiato in una posizione dalla quale li tengo d’occhio tutti e tre. Le automobili arrivano dall’uscita della tangenziale in frenata, il peso si carica a sinistra, ma quando lasciano il freno mentre imboccano la rotonda, gli ammortizzatori lavorano e contemporaneamente alla svolta a sinistra, danno una spinta verso destra, un colpo di reni all’auto che improvvisamente carica peso a destra aumentando di velocità e dopo mezzo giro, per la forza centrifuga viene fiondata nel parcheggio del centro commerciale, che lo voglia o no!! Ne sono sicuro, quei due nascono insieme. C’è un problema, però: con tante auto che arrivano, i parcheggi non bastano e una volta fatto quello sotterraneo si costruisce quello a più piani dove le auto si perdono e girano per giorni interi alla ricerca di un posto per fermarsi. Solo una questione di cemento, tanto cemento, più cemento. Semplice.

Davanti a me c’è un tombino, sulla circonferenza esterna della fagocitante rotondona. E’ color ruggine e con un chiusino di otto feritoie per ricevere l’acqua. Una cosa mi ruba la vista e mi fa pensare che Dio esiste: nello spazio, nella fessura che c’è tra il chiusino del tombino e la sua sede è spuntato un papavero, si un papavero!!!! Magari un po’ sofferente, ma è lì, delicato e testardo, sprezzante del pericolo che gli corre vicino e del risciacquo di pneumatici e motori, estremo baluardo di un tempo lontano.
Io mi ricordo, qui da piccoli si faceva il bagno nei fossi, con le mutande e i sandali, e tanto ridere e corri a casa che è già ora di cena e i piedi plik plak dentro i sandali bagnati e dove sei stato e le mutande nelle tasca.... E quando era giugno nel grano vicino, i papaveri.
Lui è rimasto lì, a ricordarmelo, nel tombino. Un fiore a ricordare anni interi, un fiore solo contro migliaia di metri cubi di calcestruzzo e di asfalto, contro migliaia di carrelli e mobili da montare ed attrezzi per montarli. Tutto sulla stessa rotonda.
La persona che aspetto non arriva. Solitamente non mi piacciono i ritardi, ma oggi ne sono quasi felice e continuo a guardare il papavero vaneggiando sulle rotonde.
Certo che dopo una passata di centrifuga, un giorno passato dentro il centro commerciale e una settimana a cercare di uscire dal parcheggio, uno è stanco ed allora ci vuole uno spazio dove possa svagarsi un po’. Hanno pensato anche a questo: al di là della rotonda costruiranno un bellissimo e avanzatissimo centro commercial-sportivo con annesso finto parco dotato di tutto quello che serve per distrarsi e mega-negozio per comprare ciò che serve per distrarsi… Non so perché tutto questo mi ricorda la gabbia del mio criceto con la ruota per farlo correre e lui che dopo aver galoppato dentro la stessa, si ferma e guarda fuori per vedere se qualcosa è cambiato. Uguale. Siamo criceti convinti di essere uomini.
Intanto per fare un parco dove un parco c’era già bisogna scavare, sbancare, costruire, ripiantare le piante che si sono tagliate, usare questo benedetto cemento. Se lo si cava bisognerà usarlo, cavolo!
Il papavero ondeggia e sventola un po’ quando a passare sulla rotonda vicino a lui sono i camion. Ora ne è passato uno carico di rotoli di prato e si è fiondato, per la stessa legge che regola le auto, ma più lentamente, nel parcheggio. Si è tenuto all’esterno, però, e cammina verso la parte di nuova costruzione, e non ancora finita, del grande centro con 200 negozi (si, perché se non hai 200 negozi dove comperare dove vuoi andare?). Ora capisco, il finto prato, o meglio, il prato vero arrotolato, viene steso sul tetto dei capannoni a creare una sorta di pendio, un pratone in salita a nascondere il cemento. L’offesa per tutti noi è questa: nascondere lo schifo e truccarlo da prato e lo schifo è sotto, come lo sporco sotto i tappeti.
…ma intanto che doveva guadagnare ha guadagnato i campi che prima, da sempre, stavano lì per sempre non ci saranno più. I campi che hanno nutrito, sfamato un infinito numero di persone non potranno tornare, mai.
Il fiore del tombino rimane, a monito, ultima resistenza all’imbecillità.

Chi stavo aspettando arriva dalla curva della tangenziale con la sua auto bella e lucida e si ferma davanti a me, innesta la retro e si avvicina…NO; NO!! Il fiore, fermati! Scende sorridendo senza sapere quale scempio ha commesso. Lo saluto e gli faccio cenno di seguirmi, col cuore in lacrime. Voglio vederlo ancora una volta, anche se schiacciato ed allora per imboccare la strada che sta subito sulla mia destra faccio un giro intero della maledetta rotonda con quello che mi segue e penserà a cosa sto facendo. Sto finendo il giro, con il fiato sospeso, con un po’ di tristezza addosso e cerco con lo sguardo il tombino…questo no…questo no…è quello e…..eccolo!! Il mio papavero è lì, ancora più testardo, salvato e salvifico, in piedi, dritto, scampato alla più lucida delle macchine.
Mi spuntano un sorriso ed un respiro. Lo saluto con la mano.

Aldo
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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Dom Lug 17, 2011 11:04 pm

Citazione :
Mi spuntano un sorriso ed un respiro. Lo saluto con la mano.



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Remigio

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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Lun Lug 18, 2011 11:15 am

aldo ha scritto:
IL TOMBINO

A volte mi viene il pensiero che le rotonde nascano spontaneamente e vivano di vita propria. Percorri una strada che la sera prima era bella, diritta e improvvisamente ecco spuntata le rotondina…ancora piccola ora, ma dalle tempo e vedrai cosa ti combina. Come minimo crescerà fino a diventare, anzi, a prolungarsi in un centro commerciale. Si, perché i centri commerciali nascono con le rotonde, e la loro mamma è la tangenziale, non lo sapevate? Sono sinergici.
C’è un problema, però: con tante auto che arrivano, i parcheggi non bastano e una volta fatto quello sotterraneo si costruisce quello a più piani dove le auto si perdono e girano per giorni interi alla ricerca di un posto per fermarsi. Solo una questione di cemento, tanto cemento, più cemento. Semplice.

Purtroppo è così.
Molte persone lucrano su questo: gli anonimi azionisti dei centri commerciali, i produttori di cemento, le imprese mafiose di movimento terra, le imprese edili camorriste che costruiscono edifici e rotonde, gli asessori e i tecnici comunali, provinciali, ecc.,che intascano bustarelle.....e così via.

No

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Foxtrot

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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Gio Lug 21, 2011 10:21 pm

Uno scritto ben costruito che fotografa attimo per attimo la scena al rallentatore .
Arriva al lettore con naturalezza. L'ho gradito molto.
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Danae
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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Ven Lug 22, 2011 10:59 am

Eccomi, aldo!
Lo sai che mi piace molto come scrivi, ho avuto già modo di mettertene al corrente. E' come se tu di sdoppiassi, come se diventassi un uomo attento al più piccolo particolare, alla ricostriuzione minuziosa di ogni attimo, pensiero, azione ( ricordo il racconto della cantina).. Tu che appari come uomo introverso, laconico, un pò tra le nuvole col tuo spirito sognatore ti vesti di abiti diversi e di un'incredibile lessico appropriato al mestier dello scrittore.
le tue poesie sono da interpretare, ne celi il significato sia tra i versi che nelle risposte a domande chiarificatrici , ma i tuoi scritti sono puliti come una immagine fotografica messa a fuoco ( come ha anche sottolineato fox) e dai colori brillanti. Traspari nella tua interezza, nelle tue emozioni e fragilità e un uomo che si mette a nudo è sempre bello da scoprirlo..
allietaci ancora coi tuoi scritti.....


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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Ven Lug 22, 2011 12:29 pm

Mi ha commosso .... mi sembra di vederti ... sembra di ascoltare il ragazzo della via Gluk ... o l'albero di trenta piani ... anche se questo tuo scritto mi piace molto molto di più .. come ha espresso Dana è una fotografia .... un atto di amore per quello che di bello esisteva .... un cacchio all'insensibilità e al consumo che pian piano ci sta annichilendo sempre più .... siamo come i criceti, i pappagallini. siamo in gabbia senza accorgercene ...
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aldo

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MessaggioTitolo: Re: il tombino   Sab Lug 23, 2011 7:23 am

troppo buoni
abito nella più bieca provincia, nella cintura milanese, quella fatta di tangenziali e centri commerciali che spuntano come funghi e che ci rubano quel poco verde rimasto.
è una zona la mia oppressa dal cemento
questa cosa di non trovare più un posto dove collocare la memoria fa male
la rotonda del caso è a un km da casa mia e il fatto descritto è reale.
queste righe verranno lette (da un attore!!!!) lunedi 25 07 all'interno di una serata che tratta della cementificazione selvaggia e delle opposizioni alla costruzione del mega centro sportivo-commerciale citato nel raccontino (catena decathlon e sarà il secondo in grandezza in europa), delle amministrazioni comunali confinanti che fanno a gara per accaparrarsi l'amicizia di chi commissiona la costruzione fregandosene di cosa pensa la cittadinanza, di come, in una zona già oppressa da un traffico sovrumano, si aggiungeranno nuovi fiumi di auto.
...ecco...
grazie a tutti
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