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 Remigio e ...: Junio Valerio Borghese

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Danae
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MessaggioTitolo: Remigio e ...: Junio Valerio Borghese   Mar Gen 26, 2010 1:02 pm

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Junio Valerio Borghese

Remigio
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Oggetto: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 16:35

In altra stanza, sotto un titolo diverso ( origini e significato di XMas), viene riportata la biografia del personaggio.
Quindi non annoierò gli amici ripetendola qui, almeno per quanto riguarda i dati anagrafici, mentre cercherò di scrivere altre cose forse meno note.
Se l'Adm. lo ritiene opportuno può disporre il trasferimento della biografia in questa stanza.
Junio Valerio Borghese è stato un grande soldato.
Dall'inizio della sua carriera militare fino all'armistizio del 8 settembre 1943, il Principe Nero si comportò con grande valore e coraggio. Penso che anche il più livoroso "sinistro" non possa negarlo.
Dopo L'armistizio in lui prevalse il senso dell'onore e, da uomo vero, rimase al fianco degli alleati germanici, pagandone infine le conseguenze.
La storia la scrivono i vincitori e Borghese ne esce male, è diventato una "non persona"
malvisto dai governi italiani del dopoguerra, odiato visceralmente dai "rossi" e motivo di imbarazzo per i "neri".
Poco si sa dei suoi rapporti con i servizi americani nel dopoguerra e non si è del tutto alzato il velo di mistero che attornia il finto "golpe" del 1970

Hanno detto di lui:

"Sembrava un leader nato, un condottiero, un capitano di ventura, come nella grande tradizione delle antiche repubbliche."
Ammiraglio di divisione Franco Maugeri

"Se la X Mas fosse stata pienamente operativa nel giugno 1940, quando gli inglesi non disponevano ancora dell'Ultra nè di buoni sistemi di vigilanza nei porti di Alessandria,Gibilterra e La Valletta, la guerra probabilmente avrebbe avuto un esito assai diverso.
James J Sadkovich

Le imprese della X Mas sono un esempio di ciò che il coraggio e l'audacia possono di fronte a un'apparente sproporzione di forze. In una guerra in cui la tecnolgia aveva assunto una importanza crescente, le loro gesta rimandavano a epoche in cui erano il carattere e il coraggio a contare più di ogni altra cosa.
Peter Kemp

segue....





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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 17:55

M piace questo argomento, e sono curioso anche per il "segue".
Borghese era un esponente di spicco quando militava nell'Ordine Nuovo, fin troppo risaputo sul fatto che era malvisto dalla sinistra, c'era anche imbarazzo della destra perchè Ordine Nuovo era drasticamente estrema sotto tutti i punti di vista, era/o nero e basta!!!





Juliet
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 18:25

decima mas



Prima Parte del Documentario dell'Istituto Luce sulla X MAS ed il suo Comandante: Principe Junio Valerio Borghese.
« In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore. Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà. La resa ed il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo. »
(Junio Valerio Borghese)
« Italiani, l'auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo [...]. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale ha cessato di esistere. Le forze armate, le forze dell'ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi; mentre, d'altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli che per intendersi, volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Gli studi Rai sono stati occupati, la camere ed il senato pure ! ... Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso tricolore, vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d'amore: Italia, Italia, Viva Italia! »
(Junio Valerio Borghese)
Junio Valerio Borghese (Artena, 6 giugno 1906 Cadice, 26 agosto 1974) membro della nobile e storica famiglia Borghese, fu militare e politico italiano.

Ufficiale di Marina, durante la seconda guerra mondiale entrò a far parte della Xª Flottiglia MAS e si rese celebre per alcune audaci imprese nel Mediterraneo. Come comandante della omonima unità indipendente aderì alla Repubblica Sociale Italiana combattendo a fianco dei tedeschi contro l'esercito anglo-americano e le formazioni partigiane. Al termine dell'attività bellica fu arrestato dal Comitato di Liberazione Nazionale dopo una tentata fuga organizzata dai servizi segreti statunitensi; fu arrestato per collaborazionismo e crimini di guerra. Rimase in carcere fino al 1949 nell'isola di Procida.
Nel dopoguerra Borghese costituì gruppi clandestini armati, in stretto collegamento con Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, due organizzazioni di estrema destra. Nel 1970 fu tra i promotori di un tentativo di colpo di stato, il fallimentare "Golpe Borghese" (noto anche come "golpe dell'Immacolata"), improvvisamente interrotto in circostanze tuttora non chiare. Borghese non nascose mai la propria aderenza politica al fascismo e il suo anticomunismo, il quale veniva spesso esternato tramite dichiarazioni estreme (è famosa una sua intervista del 1971 alla televisione svizzera nella quale sosteneva la necessità di "sterminare" tutti i comunisti italiani i quali, a suo modo di vedere, costituivano un "eterno pericolo").

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 18:46

Onore e Gloria Legittima Offesa(gli ideali)

1. L'ideale della X Flottiglia Mas, di difendere l'onore delle armi italiane, non deve spegnersi, ma, all'infuori di qualsiasi partito politico, regime od occupazione militare, deve sopravvivere quale insegnamento al popolo italiano: la Patria non si discute né si rinnega, per essa si combatte e si muore.
2. La Decima deve affrontare la sfavorevole situazione militare stringendo le fila e scagliandosi nella battaglia.
3. A questo scopo debbono essere eliminate o ridotte quelle organizzazioni della X Mas che non hanno un'immediata utilità bellica.
4. Reparti Navali. Costituzione di due gruppi di combattimento, uno tirrenico e uno adriatico. Continuare l'attività bellica con i mezzi d'assalto e con quelli insidiosi. Disposizione di massima: in caso di crollo del fronte, i reparti imbarcati non devono né arrendersi né distruggere le unità in porto, ma uscire in mare e ingaggiare col nemico l'ultimo combattimento. Questo è l'ordine che corrisponde allo spirito della X Flottiglia Mas.
5. Fanteria di marina. Riunione di tutti i battaglioni ancora autonomi ("Sciré", "Castagnacci", "NP") alla divisione "X".
6. Divisione "X". Considerato che la zona d'Italia più minacciata è quella del fronte Est, perché l'italianità di Roma, Firenze, Milano, Torino, Venezia ecc. non sarà mai messa in discussione, ma quella di Trieste, Pola, Fiume, Zara, certamente sì, e perché le truppe di Tito nella loro avanzata compiranno ancora degli scempi contro gli italiani colpevoli d'essere italiani, la divisione "X", rinforzata di tutti i complementi possibili, sarà inviata in Venezia Giulia dove si terrà pronta, in caso del crollo militare e conseguente ritirata delle forze germaniche, a difendere quelle popolazioni e quelle terre italiane contro gli slavi di Tito. All'arrivo degli anglo-americani, gli uomini della Decima deporranno le armi essendo assurdo combattere da soli contro nemici di fronte e nemici alle spalle.
7. Pur salvando il principio della lealtà verso il nostro alleato avremmo dovuto svincolare la nostra azione da quella tedesca ogni qualvolta gli interessi italiani (gli unici per i quali combattevamo) fossero stati in contrasto con quelli germanici. Al Comandante della X Mas era devoluta l'azione diplomatica necessaria a questo fine.

Junio Valerio Borghese

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 18:55

Junio Valerio Borghese
8 settembre 1943 dopo 1'annuncio dell 'armistizio il re e il governo con le valigie pronte sanno dove andare, gli italiani no. L'esercito italiano, privo di ordini, si sbanda, solo in pochi casi reparti organizzati tenteranno di resistere ai soldati della Wermacht che soffocheranno nel sangue ogni resistenza. Per migliaia e migliaia di soldati italiani si apre la tragica via dei lager. Solo in una caserma la vita sembra continuare indisturbata: è quella della Decima Mas, a La Spezia, un reparto tra i più prestigiosi. E' il comandante Junio Valerio Borghese che decide di continuare la guerra al fianco dei nazisti negoziando con gli stessi un patto di collaborazione. Ai suoi uomini lascia l'illusione di andare a combattere contro gli Alleati: saranno invece impiegati salvo rare eccezioni in piccoli reparti sotto il diretto controllo del generale delle SS Karl Wolff nei rastrellamenti e nella lotta contro i partigiani. Lo stesso Wolff, che precedentemente aveva l'incarico di capo di gabinetto di Himmler (uno dei maggiori responsabili dell'Olocausto) lo decorerà personalmente per tale collaborazione.

E' una storia esemplare di ambiguità, di doppio gioco, di trattative segrete condotte con gli Alleati dal comandante Borghese che si preoccupa, mentre i suoi uomini muoiono credendo ciecamente in lui, di chiedere ed ottenere la propria immunità e impunità.

E così sarà alla fine, indossata una divisa da tenente americano salirà su una Jeep con due ufficiali Alleati e fuggirà come concordato al Sud abbandonando i suoi uomini al loro, per molti triste, destino. Lo attenderà un processo e per qualche anno una cella (nota 1), sempre meglio del restare ad aspettare l'inevitabile resa dei conti :

ma in Marina non è tradizione disprezzare il comandante che abbandona la nave prima dei suoi uomini ?

Nella foto Ferruccio Nazionale, 22 anni, catturato in un rastrellamento ed ucciso dopo sevizie per rappresaglia ad Ivrea nel Luglio 1944.

Alessandro Antola

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Lun 28 Dic - 19:01

la decorazione ricevuta dal generale delle ss wolf, x ordine di hitler.



L'8 settembre '44 il generale Wolff, plenipotenziario delle FF.AA. germaniche in Italia conferì al Comandante Borghese, a nome del Fuhrer, la Croce di Ferro di I classe "costituisce riconoscimento e attestazione dell'opera svolta dalla Decima Flottiglia Mas per la rinascita delle FF.AA. italiane a fianco dell'alleato germanico, e vuole premiare la fede, la lealtà e l'ardimento guerresco di tutti gli uomini della Decima che combattono per l'Onore d'Italia". (Giuseppe Rossi, "Junio Valerio Borghese, prefazione del prof. Augusto Sinagra, Ed. Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale Tiburtino-Portonaccio")
Tra virgolette il commento di Borghese alla decorazione ricevuta dalle mani di Karl Wolff, generale delle SS, uomo di ghiaccio, quello che ironizza nelle sue memorie sulla nausea che colse il gerarca nazista Himmler (di cui era l'efficiente capo di gabinetto) quando durante una fucilazione collettiva a danno di intere comunità di ebrei nell'est europeo uno schizzo di materia cerebrale di lo raggiunse al volto, "... la sua faccia si tinse di verde ..." (Klaus P.Fischer Storia dell'Olocausto Newton & Compton Editori pag. 390). Da queste ispezioni nacque l'idea di rendere lo sterminio delle cosidette razze inferiori più efficiente e asettico per mezzo del gas, non certo per diminuire l'orrore delle vittime, ma bensì per ridurre l'onere psicologico dei carnefici.

Ed è un uomo con tali referenze che decora personalmente Borghese per la sua attività antipartigiana, lo stesso che pur continuando a dare ordini perché fossero perseguitati senza pietà ebrei e antifascisti verso il finire del conflitto riesce segretamente ad accreditarsi tramite i canali diplomatici vaticani con gli Alleati, scambiando, tra l'altro, la mancata distruzione del Vaticano e altre concessioni con la salvezza personale propria e di Borghese.

Fuggirà in Svizzera e come tanti altri, rimarrà impunito se consideriamo che per aver coordinato da alto livello gerarchico la strage di almeno 300.000 ebrei sconterà solo sei anni della mite condanna a quindici anni. Nel dopoguerra non incontrerà a causa del suo passato particolari difficoltà nel reinserimento sociale, mentre ad esempio di prassi diffusa, il traduttore in Germania di Primo Levi disertore dall'esercito aggregatosi in una formazione partigiana dell' Italia centrale (atto di grande coraggio, quando catturati la loro sorte era terribile) soffrirà discriminazioni in campo professionale (Primo Levi I sommersi e salvati Einaudi Tascabili pag 140-1).

Borghese sarà invece tratto in salvo dagli Alleati nascosto in una divisa da tenente americano forse preparata quando ancora i suoi uomini infiltrati in abito borghese dietro le linee nemiche venivano fucilati dagli stessi Alleati.


Antola Alessandro

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Soleazzurro
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 15:57

E' il comandante Junio Valerio Borghese che decide di continuare la guerra al fianco dei nazisti negoziando con gli stessi un patto di collaborazione. Ai suoi uomini lascia l'illusione di andare a combattere contro gli Alleati: saranno invece impiegati salvo rare eccezioni in piccoli reparti sotto il diretto controllo del generale delle SS Karl Wolff nei rastrellamenti e nella lotta contro i partigiani. Lo stesso Wolff, che precedentemente aveva l'incarico di capo di gabinetto di Himmler (uno dei maggiori responsabili dell'Olocausto) lo decorerà personalmente per tale collaborazione.
E' una storia esemplare di ambiguità, di doppio gioco, di trattative segrete condotte con gli Alleati dal comandante Borghese che si preoccupa, mentre i suoi uomini muoiono credendo ciecamente in lui, di chiedere ed ottenere la propria immunità e impunità.


E così sarà alla fine, indossata una divisa da tenente americano salirà su una Jeep con due ufficiali Alleati e fuggirà come concordato al Sud abbandonando i suoi uomini al loro, per molti triste, destino. Lo attenderà un processo e per qualche anno una cella (nota 1), sempre meglio del restare ad aspettare l'inevitabile resa dei conti :


ma in Marina non è tradizione disprezzare il comandante che abbandona la nave prima dei suoi uomini ?



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Nella foto Ferruccio Nazionale, 22 anni, catturato in un rastrellamento ed ucciso dopo sevizie per rappresaglia ad Ivrea nel Luglio 1944.



Fuggirà in Svizzera e come tanti altri, rimarrà impunito se consideriamo che per aver coordinato da alto livello gerarchico la strage di almeno 300.000 ebrei sconterà solo sei anni della mite condanna a quindici anni. Nel dopoguerra non incontrerà a causa del suo passato particolari difficoltà nel reinserimento sociale, mentre ad esempio di prassi diffusa, il traduttore in Germania di Primo Levi disertore dall'esercito aggregatosi in una formazione partigiana dell' Italia centrale (atto di grande coraggio, quando catturati la loro sorte era terribile) soffrirà discriminazioni in campo professionale (Primo Levi I sommersi e salvati Einaudi Tascabili pag 140-1).

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il post di Jul chiarisce il personaggio che ovviamente per me è del tutto in nero e non solo per l'anima e la divias che indossava .
Mi dispiace non essere d'accordo con Rem, avrei detto al stessa cosa per i partigianii che si vendicavano in Emilia dopo l'armistizio.

Borghese per me è una paromima del vero militare che non conosce la parola onore.

E' una persona che , finita la guerra, ha agito contro i principi base della democrazia.

allo stesso modo di Lucky Luciano che fu assoldato dai servizi segreti americani ( OSS) per avere appoggi in Sicilia nel 1943....anche il nobile principe si vendette ai servizi americani per tramare contro il suo paese e le libere democratiche istituzioni con proclami farneticanti di chi si crede un superuomo.

Negli anni 50-60 venne creata Gladio contro l'invasione...rossa , operazione in codice Stay Behind.
Circa 600 uomini ( io dico traditori che avevano giurato fedeltà alla Costituizione ) ...appoggio Sifar ....

Fine ultimo una repubblica presidenziale forte " forte" ( io dico basata sulla prepotenza e non sulle libere scelte dei cittadini) .

da quel momento partì la strategia della tensione con Piazza fontana , italicus , la bomba di natalae sul treno del 1985...tutto andava in una direzione....fare in modo che i cittadini chiedessero misure forti contro i famigerati rossi.

la veriità è tutta ancora da scivere ma per me Borghese non è persona degna di alcuna considerazione nè come uomo nè tanto meno come militare , un capo non vende i suoi uomini.
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La vita è un pendolo che oscilla tra la noia ed il dolore. Arthur Schopenhauer






Remigio
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 17:29

Va bene Soleazzurro , abbiamo capito tutti che il Principe Nero non ti piace. Rispetto le tue opinioni e non ho motivo di discuterle. Tuttavia vorrei che continuassimo a parlare di questo personaggio per il suo notevole contributo, in bene o in male, secondo i punti di vista, alle vicende del nostro paese.
Si tratta di una figura notevole che ha fatto cose straordinarie. Io penso che abbia dimostrato il suo coraggio in azioni di guerra compiute in prima persona.
Prima di continuare vorrei l'assicurazione che la conversazione si manterrà serena e calma da parte di tutti coloro che interverranno senza discussioni accese o litigi.
Ricordo che in questo spazio si parla dei personaggi e non delle ideologie.





Juliet
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 17:36

borghese si makkiò di molte rappresaglie, facendo fucilare molti civili innocenti....però sole, anke i partigiani non ne escono lindi e pinti...non scordiamoci le foibe!
da ogni parte durante una guerra c è sempre una parte di disonore.
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Remigio
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 17:51

No Juliet, questo modo di pensare non è corretto. Non era Borghese che comandava le rappresaglie. La rappresaglia era comune a tutti gli schieramenti, era un modo normale di fare la guerra.
Quando gli alleati bombardavano le città abitate da soli civili, uccidendo centinaia di migliaia innocenti. Quella era rappresaglia.
Quando il comandante delle forze golliste diede mano libera alle truppe marocchine e senegalesi per gli stupri in Ciociaria. Quella era rappresaglia.
Quando i titini gettavano i civili vivi nelle foibe solo perchè italiani. Quella era rappresaglia.
Ma...la storia la scrivono i vincitori...quindi non si parla di queste rappresaglie si parla solo di quelle compiute dallo sconfitto.

Sul discorso degli ebrei poi penso che Borghese non fosse affatto coinvolto.





Duca46
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 18:13

Nemmeno Gladio fu opera sua .... venne dopo ... e l'artefice fu tale Francesco Cossiga se non erro ... base operativa Poglina ... bellissima spiaggia tra Bosa e Alghero ...

La storia scritta dai vinti spesso nasconde dietro la facciata ... interpretazioni di parte e di comodo ...
Personaggio non semplice Borghese ... tuttavia fermo nei suoi ideali e fedele alla Patria che serviva .... col senno di poi si può giudicare errato tutto ciò che è appartenuto al fascismo ...
Ritengo che sia altrettanto meschina la negazione, da parte di molti, dei misfatti compiuti dai compagni sia autonomamente che in appoggio alle milizie jugoslave.
Molti hanno scelto vie di comodo .... come alcuni ex fascisti divenuti partigiani (compresi personaggi di spicco della nostra Repubblica ..... ) altri hanno deciso di stare sempre con coerenza dalla loro parte sbagliata, riconoscendone gli errori ma non rinnegandone gli ideali ....

Si potrebbe giudicare allo stesso modo Garibaldi ... ma essendo camicia rossa ... egli è consegnato alla storia come un eroe ...




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 18:48

mi dispiace contraddirti rem, ma anke al processo lui stesso ammise di aver ordinato le rappresaglie, x sono da considerarsitali anke se è un solo innocente a venire giustiziato x vendetta, dimostrazione,punizione...kiamala come vuoi
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 18:52

Il processo al principe Junio Valerio Borghese
tratto da :Storia della Repubblica italiana Giorgio Bocca Rizzoli editore.
Il processo a Junio Valerio Borghese è una burletta: presiede la Corte di Assise il dottor Caccavale, amico della famiglia Borghese e vecchio gerarca; nel collegio giudicante ci sono ex fascisti notori. La sentenza il 17 febbraio '47 supera ogni limite di impudenza: vengono concesse a Borghese le attenuanti del valor militare, per il salvataggio delle indusrtie del nord, perchè si è battuto per salvare la Venezia Giulia, per l'assistenza ai deportati dai tedeschi. Insomma sarebbe meritevole di avere assistito i partigiani e gli antifascisti che ha catturato e mandato nei lager nazisti. Con tutte le attenuanti e gli indulti, a Boghese restano ancora nove anni; su suggerimento dei difensori si studiano altri indulti finchè al principe resta un solo anno. E su questa condanna a un'anno di reclusione il processo farsa sta per chiudersi quando un'avvocato difensore ricorda al presidente che per la legge del 1946 il condono deve essere superiore a un anno e allora il dottor Caccavale torna di fretta in camera di consiglio, toglie l'ultimo anno come dal conto del salumaio e Borghese esce libero, portato in trionfo.


Nella foto : Junio Valerio Borghese che saluta romanamente alla Sx dell'ex-galeotto e ballerino Beniamino Fumai autonominatosi ufficiale di Marina. Questi cacciato per i numerosi abusi commessi persino dalla federazione del P.F.R. di Trieste troverà un comodo rifugio nella fanteria di marina di Borghese che solo dopo parecchi mesi deciderà a sua volta di espellerlo. Nel frattempo Fumai seminerà il terrore al riparo del prestigio della divisa della Decima e del suo comandante Junio Valerio Borghese.



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MessaggioTitolo: Re: Remigio e ...: Junio Valerio Borghese   Mar Gen 26, 2010 1:04 pm

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 19:00

Per l'onore, ... ma dov'è l'onore ?
"L'equivoco che scaturisce sempre dall'approccio personale ad una questione storica sta appunto tutto in questo. La Decima, infatti, non fu Nesi e la sua epica, anche se lo fu è ovvio nel suo animo e per la sua vita personale, come lo fu certamente, niente vieta di riconoscerlo, addirittura poi a 50 anni dalla pacificazione, per molti dei suoi aderenti, compresi i Vivarelli, ma non lo fu nella storia. Nella storia la Decima MAS, purtroppo per i suoi reduci, fu Bertozzi e la collaborazione nella repressione antipartigiana. Fu il nesso, il collegamento, l'ambiguità e la collusione in tal senso del suo capo e demiurgo Borghese con i vertici militari tedeschi che sovrintendevano alla Repubblica di Salò."


Tratto dall'intervento : "A proposito di Decima Mas" del Dr. Massimo Michelucci
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 19:18

ne posto uno solo degli articoli correlati.....quello di castelletto ticino xkè è nella mia zona..

Strage di Castelletto Ticino

Da un rapporto di servizio del tenente della Decima Mas Ungarelli scritto in data 1° novembre 1944, giorno stesso dell'eccidio, redatto quindi in tempi non sospetti dall'ufficiale che non potendo prevedere il futuro non cercava di minimizzare il profilo criminale delle sue azioni (volume I, fogli 29-30-31atti nel processo contro Junio Valerio Borghese e altri, Corte di Assise di Roma, 21-22 gennaio 1949): " in attesa di poter portare a termine l'inchiesta che mi avrebbe fatto individuare gli autori del delitto ritenevo opportuno dare un primo esempio di intransigente fermezza e richiedevo al comandante De Giacomo la cessione di un certo numero di ostaggi che volevo far passare per le armi sul luogo stesso del delitto il mattino successivo. Il comandante De Giacomo aderiva senz'altro alla proposta " L'eccidio di detenuti comuni viene consumato per rappresaglia a seguito dell'uccisione del sottotenente di vascello Leonardi. Da quanto sopra e dal proclama di sentenza di seguito trascritto si desume una piena consapevolezza di uccidere degli innocenti che non hanno alcuna relazione ne con il fatto che scatena la rappresaglia, ne con il movimento partigiano: "io capitano Ungarelli della Decima Mas condanno a morte mediante fucilazione alla schiena questi sei banditi volgari delinquenti comuni (e altre qualifiche ingiuriose sentite da vari testimoni) e faccio grazia al minore di essi, che verrà tradotto in Germania".
Il crimine sarà consumato di fronte alla popolazione atterrita e di fronte ai viaggiatori dei treni fatti fermare per obbligare i viaggiatori ad assistere a quello che Ungarelli chiamava "spettacolo punitivo". Questo fu il postumo elogio dell'azione a firma di Junio Valerio Borghese : "esemplare per severità e giustizia" (volume I, foglio 28 atti nel processo contro Junio Valerio Borghese e altri, Corte di Assise di Roma, 21-22 gennaio 1949), un elogio che altro non era che l'espressione di una generale direttiva, alla quale l'azione dell'Ungarelli e De Giacomo pienamente aderiva.
Ricordiamo i nomi degli uccisi :

Colombo Ernesto
Lagno Luciano
Gamarra Sergio
Clari Teresio
Barbieri Luigi
L'esecuzione avviene a raffiche di mitra consecutive e isolate in modo che le vittime potessero assistere alla fine di chi li precedeva, uno di questi, il Barbieri, grido al plotone di essere colpito al cuore perché desiderava, come ultima volontà, che il suo cadavere fosse riconoscibile, in risposta Ungarelli lo colpì con la rivoltella al viso.



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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 19:28

questo non lo posto, è atrocità gratuita...

Strage di Guadine (MS)

....circa 170 morti, in prevalenza donne e bambini.
L'eccidio inoltre non avviene per rappresaglia, ma allo scopo di seminare il terrore nei paesi che potevano fornire un qualche supporto logistico alle forze partigiane. 93 furono i militi italiani condannati.

Bibliografia : Operazioni contro i ribelli, di Giovanni Cipollini editore Mauro Baroni -Archivio della Cattedrale di Massa (MS), "Memorie e documenti, vol. VI-VIII"- La Decima Mas di Lazzero Ricciotti editore Rizzoli - La resistenza Apuana luglio 1943 aprile 1945 di Emidio Mosti

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Remigio
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 19:42

Ho capito!
Non posterò più nulla sull'argomento Borghese.
Troppo pericoloso per l'armonia e l'amicizia tra di noi.
Mi dispiace per l'amico che mi aveva chiesto il seguito. Scusami ma è meglio così.
Leggo i miei libri e tengo dentro di me le mie opinioni.






Juliet
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 19:54







Citazione:
Prima di continuare vorrei l'assicurazione che la conversazione si manterrà serena e calma da parte di tutti coloro che interverranno senza discussioni accese o litigi.
Ricordo che in questo spazio si parla dei personaggi e non delle ideologie.

se non sbaglio rem queste sono parole tue, non mi pare ke ci siano litigi o discussioni accese.
non sto postando su delle ideologie, ma su quello ke concerne il personaggio, su quello ke è legato a lui.
ma se il fatto di non essere d accordo con la visione ke hai tu dell eroismo di questo personaggio deve farti reagire in questo modo....e permettimelo...da ragazzino, me ne dispiaccio e non hai idea di quanto.

ma credo anke ke se c è ki vuole continuare su quest argomento, preferisca interloquire con te piuttosto ke con me e su quello ke posso postare....
quindi è meglio se mi ritiro io...ke titorni tra le mie foto buffe.....non voglio fare questioni con un ragazzino ke stimo molto!
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 20:12

Non hai idea di quanto piacere mi faccia sentirmi dare del ragazzino.
Comunque la mia reazione non era contro di te ma dovuta alla paura che mi ha preso rendendomi conto che il personaggio da me scelto è molto ingombrante.
Io ricordo tempo fa quando su questo forum un mio post incauto scatenò una tremenda bagarre e voglio troppo bene a questo sodalizio per ripetere l'errore.
Non ritirarti ti prego, continua nel tuo apporto a questo argomento. Io per conto mio, pur essendo per certi versi un ragazzino, ho anche la maturità e il coraggio di dire che ho detto una stupidaggine.
Quindi continuerò ad affliggervi con le mie ricerche su Borghese.
Ti voglio bene Juliet
Un abbraccio




Juliet
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 20:30







Citazione:
Comunque la mia reazione non era contro di te ma dovuta alla paura che mi ha preso rendendomi conto che il personaggio da me scelto è molto ingombrante.
credo ke ogni personaggio ke ha lasciato un impronta nella storia, vuoi positiva o negativa, sia sempre "ingombrante".







Citazione:
Io ricordo tempo fa quando su questo forum un mio post incauto scatenò una tremenda bagarre e voglio troppo bene a questo sodalizio per ripetere l'errore.
dopo la bagarre non mi risulta si sia incrinato qualcosa in questo forum (io non ricordo nemmeno l episodio)
....siamo ancora tutti qui...ok ogni tanto ci prendiamo x i capelli, ma poi con una messa in piega torniamo più belli di prima....
se tu sostenessi ke hitler fu un benefattore dell umanità....io ti direi il mio pensiero, ma non cambierebbe rispetto, stima, e il bene ke ti voglio!
x ora i miei post li metto in stand-by....in attesa di sviluppi.

un ragazzino.....ma tu sei un ragazzino......tutankhamon, il faraone-bambino.....
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 21:09

Intermezzo neutro
La parola "Mas" che ricorre spesso in questi post ha una etimologia tormentata.
In origine significava "Motoscafo armato silurante" oppure "Motoscafo antisommergibili" ma secondo altri era "Motobarca armata Svan" in quanto questo tipo di unità veniva costruito dalla Società veneziana automobile nautiche, Svan appunto.
Più tardi venne adottato il motto latino "Memento audere semper" (Ricordati di osare sempre) proprio dei marinai dei Mas.

Lo sviluppo di unità speciali di assalto iniziò durante la prima guerra mondiale. I Mas erano adatti per incursioni nei bassi fondali dell'Adriatico.Il 10 giugno 1918 un attacco di Mas distrusse la corazzata austroungarica Szent Istvan.




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 29 Dic - 23:02

Personalmente credo che vadano condannati tutti gli atti di rappresaglia da qualunque parte vengano ed ho molto apprezzato il libro di Pansa " il sangue degli innocenti" che mette in luce aspetti che la storiografia ufficiale ( come dice Rem la storia la scrivono i vincitori....è vero...ma nei paesi liberi e democratici prima o poi escnon tutte le verità....anche per Garibaldi...già parlammo in altra occasione della strage di Bronte ...)

Il mio giudizio sul principe resta negativo per aver consentito che truppe ai suoi ordini passassero sotto il comando dei tedeschi...e non mi pare da grande uomo d'onore e per il suo impegolarsi in movimenti che ritenmgo manovrati da servizi segreti esterni ( come capitò con lucky Luciano ...allo sbarco ) ed aver contribuito ad una strategia di odio e tensioni che poi sarebbbero sfociati nelle stragi di " stato " e nel terrorismo rosso e nero.

Gli episodi postati da Jul mettono in luce un personaggio alquanto dubbio per quanto concerne onore e lealtà e soprattutto un amor di patria che mi apre discutibile.

Che sia stato un buon soldato non gli da molti meriti, di buoni soldati, morti anonimi con atti di eroismo ce ne sono tanti.

Comunque un prsonaggio che non ha contribuito ad unire ma a dividere e questo non mi sembra degno di un uomo che possa ricevere stima unanime.

Ovviamente lo stesso vale per l'odio dei partigiani e le loro vendette insensate.
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 0:01

che Junio Valerio Borghese sia stato un "personaggio" del novecento è indubbio.
ma tra essere stato un "personaggio" e essere stato un "Grande personaggio"......
ci passa una "grande" differenza.
e, detto questo, per citare Sole, ...mi taccio....
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 0:48

mi ero seduto in prima fila, ascoltando, ri-vivendo il contrastato personaggio che senza dubbio (almeno per me) e' stato j. v. borghese.
credo che questo topic, anzi ne sono certo, nasca da una mia richiesta a rem fatta altrove, di approfondire il personaggio da me visto in maniera critica e da lui in maniera decisamente eroica.
penso pero' che non si possa estrapolare un personaggio così ingombrante dalla stessa ideologia che lo ha reso tale. ed è indubbio quindi, che toccano l'uno si vada a finire nell'altra. sono comunque convinto che jul dica il giusto, finora se ci siamo accapigliati su qualcosa è bastato andare pettinarsi per far tornare tutto come prima, magari con qualche iniziale mugugno poi scomparso.
personalmente sono contento che ci siano piu' scuole di pensiero.
è per noi linfa vitale. quindi, cari amici, continuate, vi prego, a raccontare dele vostre ricerche, ad esprimere le vostre idee.




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 0:52

...e poi, non avevamo iniziato un progetto? quello di parlare delle figure emblematiche del '900? io credo che il nostro sia stato una grande anche se contrastata figura, che, nel bene o nel male, o in entrambi i casi, poteva portare la nostra, ad una diversa realta', e non ci deve trarre in inganno il fatto che borghese non sia mai stata per i piu', una figura di primo piano.




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 1:02

LA REPUBBLICA

10 febbraio 2003



Le carte segrete sulla strage
L'ombra Usa a Portella della Ginestra




ATTILIO BOLZONI
e TANO GULLO

Gli agenti speciali hanno lasciato le loro impronte a Portella della Ginestra. L'ombra della strage che non ha avuto mai mandanti si allunga fino all'Office of Strategic Services, il servizio segreto americano che in quegli anni era comandato in Italia dal capitano James Jesus Angleton.

Una pattuglia di quegli uomini che lui aveva reclutato tra le file della Decima Mas e nella sbirraglia fascista, sbarca a Palermo in anticipo su quel Primo Maggio. La missione siciliana e le altre incursioni contro i “rossi” in varie città d'Italia erano state programmate da quattordici mesi. Lo testimonia un cablogramma datato 12 febbraio 1946, indirizzato al War Department e firmato da Angleton in persona: “Ho bisogno immediatamente di almeno dieci agenti per aprire basi a Napoli, in Sicilia, a Bari e a Trieste. Devono essere sottoposti ad un addestramento intensivo... Servono per operazioni militari”.

C'è aria di festa quella mattina di primavera del 1947 sulle colline intorno a Piana degli Albanesi, all'improvviso partono le sventagliate di mitraglia e il fuoco lascia per terra undici contadini. Ma non è solo Salvatore Giuliano a sparare. E non sono soltanto le armi dei suoi disgraziati banditi a far fuoco dalle rocce della montagna. Negli schedari degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti d'America, gli atti desecretati dalla CIA svelano fatti e personaggi che raccontano le vicende di Portella prima e dopo il bagno di sangue.

Ecco cosa è custodito nel labirinto di carte sepolte per oltre mezzo secolo alla Central Intelligence Agency. Ci sono indizi che portano ancora alle “squadre” del principe Junio Valerio Borghese addestrate dall'OSS e spedite in Sicilia. Ci sono banditi che incontrano spie travestite da giornalisti. Ci sono monaci ed ex funzionari dell'OVRA che trattano con il “re” di Montelepre. Ci sono mafiosi del calibro di Lucky Luciano che a sorpresa tornano nell'isola. E, a Palermo, c'è anche un covo antibolscevico collegato con le milizie di tutta Italia.

Ogni foglio del servizio Usa emana odore di intrigo. Ma lì dentro c'è soprattutto la storia di certe armi di cui nessuno si era mai curato.

La prima traccia di Portella che conduce agli agenti di Angleton è ancora oggi conficcata nei corpi dei sopravvissuti: schegge di metallo di ignota provenienza. Non sono frammenti di proiettili, non sono bombe a mano andate in frantumi. Non sono niente, ufficialmente: solo “qualcosa” che il Primo Maggio ha colpito decine di contadini, donne e bambini.

Quasi tutti i testimoni avevano allora raccontato “di aver sentito, prima degli spari, un sibilo e il tipico rumore dei mortaretti”. Alcuni avevano addirittura pensato ai giochi di fuoco allestiti per il giorno di festa. Nei documenti di College Park si trova quel “qualcosa” che fa un sibilo. Quel “qualcosa” è dentro il manuale di “Armi speciali, congegni ed equipaggiamenti" redatto dall'OSS nel febbraio del 1945. Nell'opuscolo c'è la foto della Special Weapon, bomba aerea simulata in dotazione solo agli uomini del servizio segreto. Un testo ne spiega le caratteristiche tecniche e l'uso: “Obiettivo: simulare il fischio e l'esplosione di una bomba. Descrizione: è un congegno pirotecnico che produce un fischio dopo di che esplode come un grosso petardo...”.

In molti, a Portella, vengono raggiunti da quei frammenti. In quasi tutti i primi referti se ne parla, poi le schegge scompaiono per sempre dai rapporti medico-legali. E le uniche armi che risultano agli atti sono quelle imbracciate dai banditi di Giuliano. Eppure, già all'alba di quella mattina del Primo Maggio, i contadini che si incamminano verso il pianoro di Portella sentono le voci e le paure che si rincorrono per i paesi vicini.

Tra le pieghe del processo per la strage c'è una testimonianza. Quella di Maria Baio che riferisce cosa le sussurra la vicina di casa Antonia Partelli: “Mi disse: "I contadini vanno a Portella ma lo sanno che lì ci stanno gli americani che devono buttare le caramelle?"".

Questo avviene poche ore prima della sparatoria. Ma vediamo - attraverso la documentazione dell'OSS - cosa è accaduto nei mesi precedenti. In un dossier “secret” del 20 febbraio 1946 si legge: “Molti elementi neofascisti provenienti dal Nord Italia sono stati inviati in Sicilia”. Un altro dossier, stavolta a firma Angleton, informa: “L'ex federale di Firenze Polvani ha promosso un incontro tra i principali gruppi neofascisti italiani... Polvani è arrivato per l’occasione dal Centro Nazionale neo fascista di Palermo...”.

Questo Polvani ricorre spesso negli archivi dell'OSS. Il capitano Angleton non ne riporta mai il nome di battesimo, ma negli schedari di College Park si trova il fascicolo (scritto in italiano) di un agente del Servizio Informazioni Difesa della Repubblica di Salò che si chiama proprio Massimo Polvani.

A Palermo, come abbiamo visto, è attivo il Fronte Antibolscevico. Lo sponsorizza in un'”informativa” all'OSS anche Nino Buttazzoni, ex capitano della Decima Mas, un luogotenente del principe Borghese, che comincia a collaborare con i servizi USA. Il Fronte Antibloscevico di Palermo ha sede nel centro storico, in via dell'Orologio. Proprio qui, dopo la strage di Portella e dopo gli assalti del 22 giugno del 1947 alle Camere del Lavoro di mezza Sicilia, vengono ritrovati gli stessi volantini lanciati dai commando che, con bombe e mitra, avevano seminato morte e terrore.

Ma non ci sono solo i fascisti che fanno scorribande in Sicilia. A Palermo, soggiorna un boss che tutti davano ormai residente negli Stati Uniti. E' Lucky Luciano. Si aggira per i paesi di mafia intorno a Portella a bordo di una Dodge rossa carrozzata Torpedo. Sul boss circolano tante leggende. Una - sempre smentita dagli storici - lo voleva a Gela durante lo sbarco alleato. Ma questa volta la “prova” della sua presenza sull'isola la forniscono gli stessi americani, catalogando nei loro archivi un “promemoria” che ricevono da Napoli il 27 agosto 1947: “Lucky Luciano giunse in Palermo proveniente da Genova il 2 gennaio ultimo scorso... dal 15 gennaio prese alloggio all'Excelsior e il 30 maggio passò alle Palme. Il 22 giugno lasciò Palermo per Capri. Durante la sua dimora in Palermo non risulta abbia svolto attività di sorta”.

L'appunto poliziesco è vero solo in parte. Nei mesi trascorsi a Palermo il mafioso non sta proprio con le mani in mano. Lo avvistano a Carini con una ciurma “di otto eleganti giovanotti” due ore prima dell'attacco alla Camera del Lavoro. Lo avvistano a San Giuseppe Jato quando da una Dodge rossa sparano contro la sezione comunista. Per conto di chi agisce Lucky Luciano? Perché torna in Sicilia libero mentre dovrebbe trovarsi in un penitenziario americano per scontare una pena per traffico di droga?

E' lo stesso boss che confiderà in seguito allo scrittore Tom Mangold: “Spero che non accada mai niente a James Angleton perché verrebbero sicuramente a cercare me”.

E' sempre in quel periodo che in Sicilia vengono paracadutate altre pedine fondamentali della “rete” di Angleton. Uno è il monaco benedettino scomunicato Giuseppe Cornelio Biondi, catturato dall'OSS (rapporto 4 aprile 1945) come “agente nemico” e poi internato in un campo di concentramento. All'improvviso viene misteriosamente liberato, qualche mese dopo ce lo troviamo in Sicilia. E' a Monreale insieme a Gaspare Pisciotta, il braccio destro di Giuliano.

Poi c'è Ciro Verdiani, ex agente dell'OVRA che diventerà Ispettore Capo della polizia nell'isola. Anche lui è catturato come “agente nemico” (rapporto OSS 9 luglio 1945), anche lui scende a Sud, da super poliziotto al servizio di Angleton, per banchettare con il “re” di Montelepre. E infine c'è il giornalista Mike Stern che fa scoop a ripetizione, intervistando il bandito. Più che giornalista, Stern è una spia, ha il grado di capitano dell'Office Strategic Services. Manda le sue corrispondenze alle riviste Life e True fino agli ultimi assalti alle Camere del Lavoro del palermitano. Poi sparisce per sempre dall'isola.

Nell'orbita dell'esercito di Angleton intanto entrano altri personaggi. Già siamo nel 1951 quando l'OSS è ormai CIA. Il documento ha la data del 30 novembre: “Dovrebbe aver luogo la nascita di un Fronte nazionale che raggruppa neofascisti come Valerio Borghese e i fondatori del Fronte nazionale monarchico, deputati Giovanni Francesco Alliata di Montereale e Tommaso Leone Marchesano”. Quei due saranno accusati di essere tra i mandanti del massacro. A fare i loro nomi è Gaspare Pisciotta, prima di bere quel famoso caffè all'Ucciardone.

Questa è la storia di Portella della Ginestra “riletta” con i documenti del servizio segreto americano. Questa è la storia di una strage che volevano in tanti.

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 1:19

L'antisemitismo del settimanale di Junio Valerio Borghese





L'Orizzonte era il settimanale che doveva essere la voce del comandante della X MAS Junio Valerio Borghese tanto da essere proibito dalle stesse autorità di Salò nel timore che il Principe nero oscurasse la fama di Mussolini.
Addirittura per contrastare il suo ritiro era distribuito sotto la sorveglianza armata dei marò, è quindi indubbio che Borghese lo considerasse importante e di conseguenza è lecito pensare ne abbia controllato la linea, in specie nel primo numero e negli articoli di testa. Vediamo in prima pagina (ne aveva Cool sul primo numero, in evidenza con titolo in grassetto "Contro le potenze occulte" cosa si legge: "E' storicamente dimostrato che l'attuale guerra fu voluta, preparata e scatenata dal giudaismo ... " vi risparmio il resto. Firma, Giovanni Preziosi, quello che scriveva al duce che "... compito principale della RSI deve essere la totale eliminazione degli ebrei, ...". Ecco a chi si rivolgeva Borghese per divulgare le scuole di pensiero di riferimento della sua X MAS.





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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 1:21

ehi jul, se sapevo che andava così non te lo toccavo il tuo xmas.
complimenti per la ricerca. ma proprio da essa si evince che il nostro borghese non fosse piu' un'italico nazista, viene da pensare che fosse un agente u.s.a, o forse, dopo l'epilogo della II guerra mondiale, un prezioso collaboratore per fare estendere nel mediteraneo il potere d'oltre oceano.
non dimentichiamo che se i fascisti sono l'antitesi dei comunisti, gli "americani" sono l'equidistante terza via, e certamente lo erano 60 anni fa.
per quanto riguarda la strage di Portella della Ginestra, se coinvolgimento di borghese ci fu, non credo fosse per il suo essere fascista, ma, come si evince dal tuo stesso documento, si voleva sradicare il comunismo per evitare un proliferare che portasse l'italia, e quindi il centro del mediterraneo, in mano russa. e, se ci fossero state, come ci sono state delle gravi responsabilita', queste sono da attribuire o ai latifondisti del luogo, o alla futura cia, o ad entrambi, non riesco a inserire borghese fra i responsabili di questo eccidio.






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MessaggioTitolo: Re: Remigio e ...: Junio Valerio Borghese   Mar Gen 26, 2010 1:04 pm

Juliet
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 1:42

L'antisemitismo del settimanale di Junio Valerio Borghese






"L 'Orizzonte", che dovrebbe rappresentare, più che un settimanale scritto, un giornale di idee combattendo agli ordini di Mussolini, si avvale della collaborazione del seguente primo gruppo di scrittori, giornalisti, uomini politici, ufficiali, etc.: Rolandi Ricci, Preziosi (1), Lando Ferretti, Pettinato, Cione, Podestà, Spinelli, Caporilli, Santamaria, Manunta, Antoniotti, Spampanato, Jeri, Soldini, Pertile, Moroni (inviato), Caprili (inviato), Zanfagna (inviato), Bolzoni (inviato), Genta(inviato}, Amadio, Sanvito. Disegnatori: Bazzi, Boccasile, Schipani, Benso.

firmato Il comandante:
Valerio Borghese


Autorizzazione del Ministero della Cultura Popolare n. 1992 del 29 gennaio 1945-XXIII, concessa per conto del ministro Mezzasoma, dal Dr. Giorgio Almirante (2) , suo capo di gabinetto.



1) Con questa nota il comandante Borghese legittima tra gli altri la collaborazione del noto antisemita Giovanni Preziosi al suo settimanale di "idee". Quali siano queste "idee" pervase di rozzo e bieco antisemitismo regolarmente autorizzate ognuno può accertarlo da se leggendo l'articolo a fianco del Preziosi.

(2) Giorgio Almirante sarà riciclato nel dopoguerra nel Movimento Sociale Italiano (MSI), siederà in parlamento e sarà per molti anni la guida di tale partito. Bibliografia : Archivio centrale di Stato, Roma, Carteggio Riservato RSI, segreteria particolare del duce (busta 48 fascicolo 544) - Ricciotti Lazzero "La Decima Mas" Rizzoli editore.

































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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 1:54

prima fai i danni e poi vuoi incollare i cocci???
un coinvolgimento di borghese è fortemente sospettato il quel post, certo se così fu...non sarebbe stato certamente lui a premere il grilletto...ma si parla di sue..squadre.
penso fosse troppo in alto a questo stadio x accumunarsi alla manovalanza!
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 2:14

lungi da me l'idea di voler "riabilitare" la figura di borghese, in questo forum vi sono ben altri piu' interessati e competenti di me a farlo. è solo che, proprio in merito alle alte responsabilta' di cui parlavi tu, mi sembra che ci siano ben altri a tirare le fila.




Hermes



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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 2:16

ops, chiedo scusa a rem, per il mio post delle 0,52. non avevo visto che l'argomento è in effetti nel topic delle figure del '900.




Duca46
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 10:11

Anche io ho apprezzato il libro di Giampaolo Pansa, onesto e serio, anche se un pò tardivo, peccato che il commento più dolce da lui ricevuto a sinistra sia stato "Traditore o Mistificatore".
Tutto vero quanto riportato da Juliet, compreso il passaggio su Almirante, usando tuttavia lo stesso metro di giudizio per le azioni dei Titini, molti dei comunisti anche di spicco hanno avuto la stessa speciale riabilitazione.
Gli episodi riportati fanno tutti parte di una Guerra, la più orribile delle Guerre mai combattuta finora, non credo che si possano ricordare per la distruzione di caramelle o cioccolatini le Guerre.

Ricordo che molti democristiani anche di spicco, durante il ventennio erano fascisti ed iscritti al fascio, appena terminata la Guerra si sono riciclati come tanti, allora o si stava da una parte oppure dall'altra, i vili non hanno il coraggio di difendere le proprie posizioni di allora, altri le hanno mantenute fino alla morte, mi pare che Nilde Jotti sicuramente non fascista, andò a rendere omaggio alla salma di Giorgio Almirante, dovrebbe bastare questo per chiarire lo spessore del personaggio.

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 10:40

d'accordo con duca circa la coerenza che nel nostro Paese è spesso merce rara.

Come sono d'accordo che la Persona ed il rispetto dovuto ad ogni essere umano va distinto dalle sue azioni che possono essere nefande e da condannare ma che resta pur sempre persona che sarà giudicata dall'Onnipotente e dalla Storia.

Come tutte le persone di buon senso la Iotti capì, secondo me, che bisognava mettere fine alla stagione degli odi e cercare nuovi dialoghi.

Si facesse anche oggi nello squallido scenario politico che viviamo ....per dialogare occore che ci siano due predisposizioni alla pari...capacità di ascoltare e capire gli uni le posizioni degli altri e non la prepotenza di imporre e di imporsi.

Oggi mi appare più dificile dei tempi in cui due ideologie si contrapponevano per il solo fatto che di ideologie non ne intravvedo all'orizzonte ...solo interessi di parte o interessi privati.

Per Her , io considero gli Usa una grande potenza amica che ha consentito ed aiutato lo sviluppo e la crescita dell'Italia, ma le trame dei servizi segreti sono altra cosa , e sia la Cia che il Kgb fecero dell'Italia un terreno di scontro non solo ideologico.

in tale ottica chiunque si vendesse ad uno di quei servizi segreti non merita stima.

Non dimentichiamo quanti segreti di Stato ancora pesano su stragi irrisolte e quante persone hanno sofferto per guerre non dichiarate , vittime innocenti di ideologie astratte e di interessi economici di altre potenze .
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 11:40

Sì Soleazzurro, oggi le ideologie non ci sono più, la politica attuale è solo un tornaconto a se stessi, politici di un certo spessore di alcuni decenni fa non ci sono più, oggi sono bravi nel remare sempre a loro...favore.
Vero anche il pensiero di Duca46, c'è poco da ribadire.




Duca46
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 12:51

Per dovere di verità .... fu Giorgio Almirante il primo (e lo dico da non missino) quando rese omaggio ad Enrico Berlinguer ... a cercare e offrire rispetto per l'avversario ... certo che l'ipocrisia oggi resta sovrana ... appena possibile posterò qualcosa in merito relativamente ... partendo dai Presidenti della Repubblica ... non tutti stimabili e scevri da ombre

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 13:43

Lo sapevo, Duca46, grazie per averlo ricordato.
Giorgio era un signore con la "S" maiuscola, un uomo che ha sempre rispettato tutti, ce ne fossero come lui.
Io parlo da missino, la sua perdita ci mise in ginocchio, non lo dimenticherò mai.
GRANDE UOMO!!!




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 14:13









Tanto si è scritto e tanto si è detto che, nella coscienza collettiva, il tentativo di colpo di stato noto come Golpe Borghese è diventato sinonimo di un maldestro tentativo di rivolta istituzionale messo in atto da un gruppo di sgangherati nostalgici. Niente di più che una buffonata. E invece non è così. L'insurrezione armata che si verifica nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970 (la notte dell'Immacolata) è ancora oggi un altro dei tanti punti oscuri della storia repubblicana. Non è chiaro perché fu messo in atto, a cosa realmente mirasse e soprattutto perché fallì e chi lo fece fallire. Tutto ha inizio nella tarda serata del 7 dicembre quando gruppi di militanti dell'estrema destra si riuniscono in alcuni luoghi della capitale: nel quartiere di Montesacro, nei cantieri del costruttore Remo Orlandini, legato al SID di Vito Miceli; in pieno centro storico, nella sede di Avanguardia nazionale; attorno all'Università; in una palestra non distante dalla stazione Termini. Alle porte di Roma si è concentrata intanto anche una colonna armata di guardie forestali, mentre un gruppo di neofascisti è già penetrato nell'armeria del ministero dell'Interno. Il quartier generale del Golpe si è sistemato nel quartiere Nomentano. Ne fanno parte: il principe Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas, vero capo del complotto; il generale a riposo dell'Aeronautica Giuseppe Casero; il maggiore della polizia Salvatore Pecorella. Il piano prevede, oltre all'occupazione dei ministeri della Difesa e dell'Interno, della sede della RAI (da dove Borghese leggerà un proclama alla nazione), degli impianti telefonici e quelli di telecomu- nicazione, anche la mobilitazione totale dell'Esercito. Tutto, insomma è pronto, comprese le liste delle personalità politiche e sindacali da arrestare.

Eppure il Golpe Borghese fallisce. Lo stesso principe nero riceve una telefonata da un misterioso generale (l'inchiesta della magistratura non chiarirà mai hi fosse) che ordina la sospensione del tentativo insurre- zionale. Tutti a casa. Cosa è successo quella notte a Roma? Prova generale per un vero colpo di Stato? Avvertimento inviato ai politici sulla falsariga del Piano Solo di De Lorenzo? Oppure il classico doppio gioco: mostrare i muscoli e allo stesso eliminare l'ala dura del Partito del Golpe che da anni ormai cresce e si ramifica? Di quanto accadde a Roma nella notte dell'Immacolata una sola cosa è certa: i servizi segreti sapeva- no. Ed erano stati informati anche diversi uomini politici di governo. Lo proverà la documentazione che Andreotti consegnerà alla magistra- tura romana soltanto cinque anni dopo. Quella stessa magistratura che farà di tutto per insabbiare l'inchiesta giudiziaria e per trasformare il Golpe Borghese in un Golpe da operetta.



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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 14:19

Si trattava probabilmente solo di tradimento e manipolazione da parte di servizi segreti stranieri e utili o inutili idioti si prestarono....il grave è che al tentativo di golpe parteciparono uomini che si definivano d'onore...e militari che avevano giurato fedeltà alla Costituzione ed alla Repubblica....e forse erano implicati ben altri personaggi...io continuo a dire persone senza valori ed onore....a cominciare dal principe nero di anima e di camicia....e questo senza voler offendere chi crede in ideologie di parte....ma sovvertire la volontà del popolo , ieri come oggi è atto malsano e deprecabile. e disonorevole per chi lo compie.
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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 14:20









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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 14:23




si fece ironia e satira ...ma il tentativo di vendere il proprio paese , purtroppo, era reale....ed i personaggi tragicamente comici

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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mer 30 Dic - 14:27







Citazione:
Eppure il Golpe Borghese fallisce. Lo stesso principe nero riceve una telefonata da un misterioso generale (l'inchiesta della magistratura non chiarirà mai hi fosse)

Si sapeva chi fosse, dopo questo periodo venne degradato a Colonnello, prese i comandi in una caserma della Campania.




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Oggetto: Re: Junio Valerio Borghese Mar 5 Gen - 11:14

Putroppo era una pratica diffusa vendere il nostro paese .... anche del dossier Mitrokin si è fatta barzelletta e satira ma chissà cosa cela ... leggere qualche analisi di Giampaolo Pansa con spirito critico e di verità aiuterebbe i Sinistri del nostro Paese a valorizzare meglio la Resistenza e consentirebbe di aprire squarci di verità su molte pagine scure della nostra Repubblica... senza addossare sempre la colpa ad altri .. tacendo sulle proprie.
Non credo che i missini di allora o i cattolici conservatori fossero tutti dalla parte dei golpisti è un'analisi errata oltre che limitata e provinciale equivarrebbe a dire che tutti i comunisti e socialisti erano pronti a sostenere un'eventuale invasione sovietica.
Mi rifiuto di ragionare così ... ha portato a quello che siamo ... un grande partito di popolo che da le scalate alle banche e alla finanza attraverso le sue holding nemmeno nascoste.... un grande venditore di giornali che col populismo e l'anticomunismo si è trovato a dirigere una nazione .... una lobby giustizialista priva di logica .... e noi costretti a subire e indignarci senza poter modificare lo stato delle cose

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