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 pink floyd - Another Brick in the Wall

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MessaggioTitolo: pink floyd - Another Brick in the Wall   Mar Gen 26, 2010 10:44 pm

Another Brick in the Wall, tratto da The Wall, un doppio album dei Pink Floyd del 1979.



A mio modesto parere è tra i dischi più belli in assoluto di tutti i tempi, qui di seguito riporto alcune note e la storia dell’album (liberamente tratta da wikipedia):

Alla sua uscita The Wall ha scatenato pareri contrastanti: c'è chi lo reputa il migliore album dei Pink Floyd, e chi invece lo considera non solo non all'altezza dei precedenti, ma anche la fine dei veri Pink Floyd, ormai totalmente egemonizzati da Roger Waters.
Il sound del disco infatti è molto diverso rispetto ai Pink Floyd classici e sono spesso accusati The Wall, e il successivo The Final Cut (1983), di subordinare la musica ai testi. In realtà la cosa è infondata: entrambi gli album sono basati su melodie impeccabili e ben articolate. Quello che probabilmente spiazza i fan dei Pink Floyd classici è l'assenza delle tipiche tastiere "a tappeto" di Richard Wright, che fino all'album precedente si erano rivelate fondamentali nel dare al sound dei Floyd quell'atmosfera spaziale e onirica: a rimpiazzarle pianoforte e orchestra, elementi da sempre tipici della dimensione cantautorale. Forse The Wall non è un disco esente da pecche, ma la forza dirompente del suo concept e le tinte forti donate con maestria da Waters ne hanno fatto uno dei pilastri stessi del Rock.

Il disco è un concept album e narra la storia di Pink (in gran parte ispirata alla vita di Roger Waters), che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria vita (il padre morto in guerra mentre lui era ancora in fasce, la scuola disumanizzante, la madre iperprotettiva, l'alienante vita da rock-star, le groupies, il divorzio), si chiude dietro ad un muro psicologico invalicabile, che, per proteggerlo dal mondo esterno lo soffoca inesorabilmente, trascinandolo nella follia.
Le canzoni dell'album spaziano tra sbotti di rabbia anche molto violenti (One of My Turns) e ballate delicate ma strazianti (Nobody Home). La novità del sound si afferma fin dai primi brani dell'album.
Le quartine suonate sul rullante da Mason (In the Flesh) evocano un suono più heavy di quello dei precedenti albums. Il disco richiama spesso suoni bellici (è ancora la batteria di Nick Mason a richiamare sventagliate di mitragliatrice). L'elicottero di Another Brick in the Wall p. II evoca scene di guerra che, legate alla morte del padre di Waters (deceduto nel 1944 ad Anzio), dominano la prima facciata dell'album.
Viene forse suggerito anche un rapporto tra la massificazione, subita dai ragazzi ad opera del rigido ed alienante sistema scolastico, e l'inquadramento militare. Dall'infanzia e dalla prima giovinezza di Pink, si passa - nel lato B del primo disco - al difficile rapporto del protagonista, ormai divenuto un rock-star, prima con la madre, poi con il successo. Intanto il rapporto tra Pink e la moglie si incrina a causa della loro incomunicabilità; il muro ormai si è chiuso. Con esso Pink cerca di proteggersi dalle delusioni, da ogni dolore, ma resta più che mai solo. Tenta di vincere il proprio isolamento, ma inutilmente (Is There Anybody Out There? - Nobody Home). Pink è solo ed in balia dei propri produttori che lo salvano da un'overdose solo per sbatterlo su un palco per il suo ennesimo concerto. Waters immagina che la massificazione giovanile, la perdita di identità delle masse di adolescenti venga favorita e forse anche sfruttata dalle rock star, il cui seguito acritico potrebbe addirittura far rivivere gli incubi del nazismo. Ma resta l'isolamento del protagonista. Tale solitudine può essere vinta in un solo modo: analizzare la propria vita, rivedere il proprio percorso. Si apre un processo (The Trial), il cui esito è la condanna, forse dolorosa, forse liberatoria, ad abbattere il muro, ad eliminare le proprie difese, ad esporsi - nudo - ai propri simili.
Il doppio album si chiude con la ballade Outside the Wall, poesia delicata e dal tono introspettivo (Soli, o a coppie - Quelli che davvero ti amano - Camminano su e giù fuori dal il muro - Qualcuno mano nella mano - Qualcuno si riunisce in band - I cuori sanguinanti e gli artisti - Fanno la loro comparsa - E quando hanno dato tutto ciò che potevano - Alcuni barcollano e cadono - Dopo tutto non è facile - Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi), eseguita, alla fine del concerto, da Waters, che prima suona il tema con il clarinetto e poi, affiancato da una band folk (con chitarre e fisarmonica), recita, sul sottofondo del coro, il testo della canzone.
The Wall è il punto di arrivo della complessiva esperienza musicale dei Pink Floyd. La critica è abbastanza unanime nel ritenere questo doppio album il capolavoro dei Pink Floyd in quanto connubio perfetto tra musica, testo e rappresentazione dal vivo, segnando una tappa fondamentale nella comunicazione multimediale. L'album è attraversato dal "leit motiv" di Another Brick in the Wall (ma dal vivo i leit motiv sono vari - il tema di Empty Spaces ad esempio ricorre prima di Goodbye Cruel World). In tal modo Waters inserisce nel rock elementi della musica classica. Inoltre l'opera è anche una rappresentazione teatrale: The Trial si svolge addirittura nel palcoscenico della mente di Pink. È un'elaborazione mentale attraverso la quale Pink processa se stesso, immaginando, come testimoni a carico, il maestro, la moglie, la madre.
Infine The Wall diventa un film, diretto da Alan Parker con il contributo grafico di Gerald Scarfe.

Per concludere, aggiungo una delle canzoni che mi piace di più di quest’album:
HEY YOU ( con la traduzione del testo):



Ehi, tu! Li fuori al freddo
Che diventi solo, che diventi vecchio
Puoi sentirmi?
Ehi, tu! Che stai in piedi nei corridoi
Con i piedi dolenti e fievoli sorrisi
Puoi sentirmi?
Ehi, tu! Non aiutarli a seppellire la luce
Non arrenderti senza lottare
Ehi, tu! Li fuori tutto solo
Seduto nudo al telefono
Vuoi toccarmi?
Ehi, tu!Con l' orecchio contro il muro
Aspettando che qualcuno ti annunci
Vuoi toccarmi?
Ehi tu!vuoi aiutarmi a portare la pietra
Apri il tuo cuore, stò tornando a casa
Ma era solo immaginazione
Il muro era troppo alto, come vedi
Per quanto provasse, non poteva essere libero
E i vermi mangiavano dentro il suo il cervello
Ehi, tu! Li fuori in strada
Che fai quel che ti dicono
Puoi aiutarmi?
Ehi, tu! la fuori oltre il muro
Che rompi le bottiglie nel corridoio
Puoi aiutarmi?
Ehi, tu! Non dirmi che non c'è proprio più speranza
Insieme noi stiamo, divisi cadiamo.


Enim
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