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 Juliet e.....Dolci tradizioni del Natale

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Danae
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MessaggioTitolo: Juliet e.....Dolci tradizioni del Natale   Mer Gen 27, 2010 12:34 am

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Juliet
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Oggetto: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 14:46





Con il suo sapore soffice e delicato,il pandoro è diventato un simbolo del tradizionale pranzo natalizio.
Dopo aver tanto festeggiato non può non apparire sulla tavola questo dolce dal colore giallo intenso,arricchito di zucchero a velo e talvolta impreziosito da abbondanti farciture di crema….


Origini del pandoro ....
Il nome pandoro deriva dal colore giallo oro intenso di questo dolce. Le sue origini però sono incerte. A lungo gli storici hanno cercato di capire da dove provenisse questo tanto amato dolce e le tesi sono tutt'ora contrastanti. Alcuni studiosi pensano che il pandoro sia nato nella Repubblica Veneta del '500, quando venivano serviti sulle ricche tavole dei nobili dei dolci di forma conica, ricoperti da foglie d'oro, chiamati appunto "Pan de Oro".
Secondo altri,invece, l'origine deriva da un antico dolce, a forma di stella, che i veronesi consumavano a Natale: il "nadalin".
La tesi però più accreditata lega la nascita del pandoro alla Casa Reale degli Asburgo.
Fin dal '700-'800 erano ben conosciute le tecniche di lavorazione del "Pane di Vienna" che sono rimaste alla base della preparazione del pandoro.
La lavorazione del"Pane di Vienna" prevedeva di completare l'impasto aggiungendo una maggiore dose di burro con il sistema della pasta sfoglia, dove diversi strati di pasta vengono alternati a strati di burro, con il risultato che durante la cottura il dolce acquista volume.
Dall'Ottocento la produzione del pandoro si perfeziona a Verona a fine '800.Il pandoro è stato l'espressione più tipica della produzione dolciaria di Verona e oggi è famoso in tutta Italia è uno dei dolci tipici delle festività natalizie.
Dell'antico "nadalin" il pandoro conserva ancora oggi la forma stellare. La sua struttura tronco-conica, a grandi costole disposte secondo il tipico disegno di una stella a otto punte.

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Juliet
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Oggetto: lombardia, il panettone Sab 12 Dic - 14:50




Il panettone è il tipico dolce milanese a forma di cupola fatto con farina, lievito, uova, burro, zucchero, impastato con uva sultanina e piccoli dadi di cedro candito. Il panettone ha come antenato il pane grande e tondo, ricco di frutta, uva passa, canditi, spezie e miele, che veniva usato nei riti cristiani (le donne per aiutarne la lievitazione tracciavano una croce con la fede nuziale sull'impasto). Si narra che si tratti di un dolce nato per una storia d'amore presso la corte di Ludovico Maria Sforza. Ughetto degli Antellari, nobile cavaliere milanese, si finse garzone del fornaio Toni per conquistarne la figlia Adalgisa. Egli preparò un pane dolce ricco di uvetta e scorze candite di arancia e cedro. Un altro racconto, ancora di origine milanese, fa risalire il panettone sempre alla corte di Ludovico il Moro, quando il cuoco Toni si accorse troppo tardi che il dolce preparato per la cena di Natale stava bruciando. Cercò di rimediare guarnendo il pane dolce con frutta candita e uvetta. Quel dolce ebbe molto successo e divenne il "pane del Toni", ovvero il panettone. Secondo un altro aneddoto, sarebbe invece una monaca, Suor Ughetta, ad aver inventato la ricetta (da notare l'assonanza tra i nomi che compaiono nelle diverse leggende e la versione milanese dell'uvetta, ovvero l'ughetta). P. Verri già lo chiamava pane di tono (pane grande). La ricetta era comunque alquanto laboriosa e il panettone poté diventare uno dei dolci natalizi più diffusi solo quando la grande industria (Motta e Alemagna) negli anni '50 riuscì a produrlo in notevoli quantità. Angelo Motta creò l'odierno panettone alto, fasciando l'impasto con carta sottile in modo da farlo crescere verticalmente.


La curiosità - Il 3 febbraio ricorre la festa di San Biagio. Nella tradizione popolare il santo è invocato contro il mal di gola perché, secondo la leggenda, avrebbe salvato miracolosamente un bambino che si era conficcato una spina in gola. L'episodio avvenne mentre era portato al martirio, dopo essere stato catturato dai romani. Nel giorno della sua festa i sacerdoti toccano la gola dei fedeli con olio benedetto; nel milanese è usanza mangiare una fetta del panettone conservato da Natale. L'usanza si è sparsa in molte altre zone d'Italia e sancisce lo "smaltimento" dei panettoni natalizi.

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Juliet
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Oggetto: piemonte....torta di nocciole. Sab 12 Dic - 15:19





La Torta di Nocciole ha, invece, origini più proletarie, veniva, infatti preparata per Natale nelle case dei contadini con le nocciole avanzate dal raccolto estivo. Proprio per la sua origine contadina, la ricetta della Torta di Nocciole non è stata codificata fino ai giorni nostri, si trovava, infatti, con l'aggiunta di ingredienti diversi con farina o senza, con cacao oppure con ruhm, con il lievito o senza, morbida o friabile.
Solo ai giorni nostri i pasticceri della zona l'hanno posta sotto un disciplinare auto-imposto, con il nome di Torta Cortemilia, che prevede l'utilizzo dei seguenti ingredienti: Nocciole Piemonte IGP (minimo 35%), uova fresche, zucchero (al massimo in parte uguale alle nocciole), burro (15%). Qualche aggiunta è concessa, tra gli ingredienti consentiti ci sono la farina di grano tenero, il lievito, il ruhm e un poco di cacao. Sono, invece, esclusi additivi o altri ingredienti.
Il cuneese, nello specifico le Valli del Viso, vantano, inoltre una specificità nella coltivazione di frutti che hanno ottenuto l'IGP, questi sono la castagna di Cuneo, la fragola di Cuneo, la mela rossa di Cuneo e i piccoli frutti di Cuneo.

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Juliet
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Oggetto: emilia romagna, panone di natale Sab 12 Dic - 15:31





Questo prodotto adopera materie prime tipiche del territorio come i fichi secchi, cacao, cioccolata fondente, il miele e la mostarda di mele cotogne di Bologna. Questi ingredienti vengono lentamente mescolati alla farina lasciandoli riposare per lungo tempo in modo da favorire la lievitazione dell’impasto che ha un quantitativo di lievito maggiore di una normale torta. Prima di infornarlo viene poi creata una farcitura superficiale con canditi, cioccolata e frutta secca.

Nato dalla sapiente cucina degli speziali medioevali, a Bologna troviamo il “Panspeziale. Il nome potrebbe derivare dagli stessi speziali (farmacisti dell’epoca) o dal dialetto “spezièl” che significa pane speciale in quanto legato alla festa. Gli ingredienti sono: cioccolato fondente, farina, miele, marmellata di frutta, frutta candita, pinoli, cacao burro e cannella. Questo dolce prese poi il nome di “Certosino” in quanto la sua produzione fu ripresa dai monaci della certosa di Bologna.


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Juliet
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Oggetto: lazio, pangiallo Sab 12 Dic - 15:43





Natale era anticamente definito “il giorno del pane”. Si tratta del “Pangiallo”. Le radici di questo dolce risalgono addirittura all’età Imperiale romana ove vi era l’usanza di distribuire dolci d’orati durante il solstizio d’inverno al fine di favorire il ritorno del sole. Il nome “Pangiallo” può derivare dalla pastella d’uova di cui è coperto che nel forno diventa una crosta d’orata oppure perché in origine si faceva con la farina gialla. Anche se questo dolce dall’antichità ad oggi ha subito numerose trasformazione gli ingredienti che troviamo ancora oggi sono: farina, frutta secca, miele e cedro candito, il tutto messo a cottura dopo lievitazione ricoprendolo di una pastella d’uovo. Sempre nel Lazio concludiamo citando la” nociata” che l’antesignana laziale dell’odierno torrone. Noci tritate mescolate al miele cotto con l’aroma dell’alloro erano gli ingredienti di questo dolce che veniva preparato alcuni giorni prima del Natale.

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Hermes



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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:03

ecco, brava jul, prepara i dolci che ai primi ci pensiamo noi.





Juliet
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:08

seeeeeeeeeeeee.....ke poi mi trovo nel piatto due spaghetti alla gricia...

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MessaggioTitolo: Re: Juliet e.....Dolci tradizioni del Natale   Mer Gen 27, 2010 12:34 am

Soleazzurro
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:45

mi sfidi....a parte che adoro la gricia....ora ti rispondo con un pò dei nostri dolci....:

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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:46


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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:46


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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:47


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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 16:48


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Oggetto: molise....cicerchiata Sab 12 Dic - 17:04




Ed ecco le “carogne” o caragnoli, cheragnoli, frittelle, fraitte, zucchette, rosechetarre, ossia le fettuccine di pasta all’uovo, tagliate, fritte e inzuccherate. E le “scorpelle” o scrippelle, scurpelle, sfrengele, sfringiune, sempre fritte, cioè zeppole. Poi, mostaccioli, panettoni,“rococò”, tutta una serie di mezzelune ripiene di impasto di ceci aromatizzato in modi e nomi differenti: calcioni, cecacioni, oppure di mostocotto e marmellate, i mostaccioli, o stajelle, e le strepitose “moffette” e “ostie ripiene” di Agnone. E, sulle tavole di ogni tempo, trionfa la “cicerchiata”, si presenta composta da palline dorate di pasta fritta (dette “cicerchie” perché ricordano nella forma questa varietà di legume) in olio bollente, e composte a ciambellone a piramide, a mezzo cono, farcite di miele odoroso ed ornate di tanti confettini colorati e frutta candita.

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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 17:08

no sole, nessuna sfida.....veramente era un omaggio ke stavo facendo a ogni pigiamino....postando il dolce o i dolci natalizi tipici della sua regione....beh alla campania ci hai pensato tu vedo.......
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MessaggioTitolo: Re: Juliet e.....Dolci tradizioni del Natale   Mer Gen 27, 2010 12:34 am

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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 17:09

grande Jul...però sto a dieta.....
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 17:14

ma a natale non lo sarai....almeno non quel giorno!
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Soleazzurro
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 17:27

....avrò...una deroga....ma come faccio a mangiarli tutti?
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 17:45

se vuoi ti aiuto.....salto il pranzo e passo direttamente ai dolci.....intanto gli faccio la guardia così, non si avvicinerà nessuno vedrai

vi faccio.....


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Aldo



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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Sab 12 Dic - 18:05

posso contribuire?

bisciola valtellinese


E' chiamata anche Pan di Fich.
Dolce valtellinese per eccelenza; è una pagnotta di frutta secca (uvetta, noci, fichi), molto gustosa e sostanziosa.
Viene spesso offerta in occasioni delle festività natalizie in sostituzione del panettone e del pandoro




Juliet
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Oggetto: sardegna.. Sab 12 Dic - 18:16

certo aldo. tutti possono partecipare....ecco fatto, buon lavoro

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Juliet
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Oggetto: sardegna, gueffus e.... Sab 12 Dic - 20:46

Sulle tavole sarde a Natale non possono mancare:.....
Gueffus dolcetti dove il sapore predominante è, come per i sospiri, quello delle mandorle, con un retrogusto liquoroso





e le pabassinas (noci e mandorle tritate, uvetta, buccia d'arancia, semi di anice e sa - sapa, mosto cotto).

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Juliet
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Oggetto: puglia, cartellate Sab 12 Dic - 21:17












La Puglia detiene una radicata vocazione enogastronomia, che sostenuta da generazioni, oggi costituisce un patrimonio di inestimabile valore. Per nulla scalfita da nuove consuetudini, le antiche ricette si mantengono ben salde sulle nostre tavole riproponendosi puntualmente nei giorni di festa.
I quaderni, con le antiche ricette della nonna sono tirati fuori dai cassetti e diventano protagonisti assoluti durante i preparativi di pranzi e cenoni.
Cartellate, pettole, mostaccioli, struffoli, ecco i nomi di alcuni dolci più comuni con varianti a seconda del paese pugliese in cui sono fatti.
Alla base della ricetta troviamo ingredienti semplici e poveri: farina, zucchero,
Vincotto, mandorle, buccia di limone o arancia per profumare l'impasto, ma il risultato è un dolce carico di tradizione. Le cartellate o carteddate, forse il più tipico dolce pugliese legato alla ricorrenza natalizia.
le cartellate, insieme ad altri dolci, erano offerti nelle giornate di festa alle famiglie che si erano mostrate più generose nelle donazioni durante l'anno. Questo è un dolce tipicamente mediterraneo, probabilmente giunto in Puglia grazie agli spagnoli o agli arabi, con testimonianze anche nei suk marocchini. Per alcuni, il nome deriva dal latino "cartellus", canestro, per altri dal verbo incartocciare, per il popolo incartellare, o addirittura dal siciliano "cartedda", canestro.
Un'altra credenza vuole che le strisce di pasta, sarebbero servite per avvolgere Gesù Bambino. Comunque sia la cartellata e il
Vincotto sono il simbolo più dolce del nostro Natale.


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Oggetto: calabria, la pasta confetto Sab 12 Dic - 22:32


Il capitolo della gastronomia è rilevante non tanto per la naturale propensione da parte dei calabresi alla cucina, ma per la scelta di cibi sostanziosi e per il modo in cui vengono cucinati. D'altronde, se è vero che l’inclinazione per i grandi banchetti ebbe particolare sviluppo nel corso del XVIII secolo, in questa regione la storia dei pasti pantagruelici come fine e conclusione di eventi e avvenimenti di ogni sorta, non ha vita lunga: risale soltanto al secolo passato, ed è quindi, contemporanea la ricetta di quelle pietanze ancora oggi in uso.
In inverno, il periodo ancor più intenso per quanto riguarda la cucina, è quello delle festività natalizie, anche per il maggior trionfo di dolciumi.
Nei piccoli centri calabresi ci sono invece usi che si rinnovano di anno in anno, in particolare quello di “mettere la frissura” il primo dicembre, un modo come un altro per dare il benvenuto al periodo dell’ avvento. Si provvede, cioè, alla produzione in casa di dolci tipici della tradizione locale, un sapore, un aria, un gusto unico che inebria i vicoli dei vari centri, e dove è consuetudine, oltretutto, offrire vicendevolmente parte della propria produzione ai vicini e parenti più prossimi, laddove i più piccini sono dediti a far da fattorini nello scambio di piatti e guantiere, ricevendone in cambio qualche piccola mancia.

E tra le varie ghiottonerie dolciarie del periodo si ritrova, così la giurgiulena. Il sesamo, si sa, è alimento basilare nella cucina araba in genere, ed il nostro meridione è stato per lungo tempo influenzato da questo popolo, in Calabria in particolare ha lasciato l'uso del prodotto in questo dolce tipico natalizio: la giurgiulena. Si tratta di un torrone lavorato con miele, mandorle, zucchero, confettini colorati ed aromi di arancia in modo tradizionale, sì da mantenere per lungo tempo la sua fragranza e il suo sapore inconfondibile, tagliato a tozzetti romboidali.

La pasta confetto rappresenta un’altra originale ghiottoneria decembrina. Di forma irregolare, c’è chi punta ad una forma quasi sferica, chi la preferisce di forma oblunga. La ricetta originale non prevede l’uso di lievito chimico, in quanto la pasta confetto deve crescere in padella con un movimento lento e costante, conferito all’olio di cottura in movimento. Terminata l’operazione di cottura le forme sferiche si addensano in una pentola mediante il miele.

I crustuli, turdilli o cannaricoli calabresi, sono dei tozzetti di pasta frolla, ove ingredienti essenziali per la relativa produzione sono farina, acqua, vermouth, olio di oliva, miele, sale. Una chicca di questo prodotto: nei decenni passati questo era sì uno dei tipici dolci natalizi, ma in epoca di ristrettezza e di magra come allora, allorquando le merendine e le brioss erano di là da venire, i crustuli si conservavano nei tradizionali “tarzaruli”, contenitori di creta o argilla dotati di apposito coperchio in legno, e si consumavano fino a primavera inoltrata.

La riganella è un dolce e/o pane tipico del rituale delle comunità Arbëreshë (albanesi), presenti in vari centri in Calabria (ma anche in Basilicata, Puglia e Sicilia) per sfuggire secoli addietro ai saccheggi dei turchi; ma anche delle comunità delle Presila Greca con qualche variante anche nel nome, ove viene detta “la riganata”. Nei rituali calabresi è sempre presente il significato di rigenerazione ciclica della vita, che si esprime attraverso le forme, legate nella maggior parte dei casi al cerchio ed alla spirale. E’ difficile darne uno spessore storico certo; ma è inevitabile qualche confronto con mosaici tardo-medioevali .
altre prelibatezze sono:

dolciumi, conditi di miele e cosparsi di zucchero semolato, si va dai..
Turdilli, di semplice fattura, che possono essere conservati anche a lungo, alle Scalille, Pittulille, Ciccitielli e Cullarielli, di pasta di farina fritta prima da sola e poi nel miele e in seguito, a seconda dei gusti, cosparsa dì zucchero semolato; alla mpignulata, a base di noci ed uva secca, ai passuli, impastati con miele di fichi; fino ad arrivare alle chinulille, imbottite di ricotta fresca o di mostarda di uva, e alla passulate, dolce croccante al miele composto da noci, mandorle, uva sultanina, chiodi di garofano, cedro candito, miele, farina e vino dolce passito
In queste occasioni in cucina si preparano tantissime varietà di frittelle natalizie che hanno come base farina impastata e lievitata; si consumano come dolci e sono chiamate crispeddi,ciambelline; crùstuli (a forma di polpette allungate e solcate)e tardiddi (palline attaccate con miele come gli struffoli napoletani).
Altro dolce natalizio sono i Petrali: una pasta sfoglia a forma di semiluna imbottita con un impasto di fichi secchi macinati, mandorle, noci e frutta candita a pezzetti, il tutto impastato con vino cotto.
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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Dom 13 Dic - 10:37

mmmmm...le cartellate! potrei uccidere!




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Oggetto: Re: dolci tradizioni di natale...... Dom 13 Dic - 12:07

aldo tu uccederesti solo x le cartellate????
io scartati i dolci del nord......ucciderei x tutti gli altri!!!!!!!!!!!!!


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