Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 Sole e....Erano le 19,34 del 23-11-1980

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Danae
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MessaggioTitolo: Sole e....Erano le 19,34 del 23-11-1980   Mer Gen 27, 2010 12:38 am

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Soleazzurro
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Oggetto: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 20:16

una fortissima scossa di terremoto di 7 gradi della scala Richeter che durò 1 minuto e 37 secondi interminabili ed indimenticabili ( per il terrore ).

Epicentro a 30 km di profondità. Il terremoto sconvolse le regioni Campania, Basilicata, Puglia , Molise, basso Lazio, e parte dell'Abruzzo.

Interi comuni distrutti. 3000 morti, circa 300.000 sfollati, circa 9000 feriti.

680 Comuni interessati, Avellino, caserta, benevento, Potenza, Matera , Salerno, Foggia subirono il danneggiamento del 74 per cento delle case, Napoli ebbe "solo" un centinaio di morti ma danni incalcolabili nel patrimonio abitativo.


I soccorsi furono lentissimi, non esisteva la Protezione civile e la maggior parte dei Comuni di montagna erano , a causa dei danni alla viabilità, irragiungibili.

Solo il volontariato, i carabinieri , le forze dell'ordine,i vigili del fuoco, i radiomatori riuscirono a rendere quel dramma meno disastroso.


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L'entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l'interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l'allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò ad evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l'altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati. Il rapporto pubblicato dall'"Annuario statistico 1980 dell'attività svolta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco" informava che dei 679 comuni facenti parte delle otto provincie interessate dal sisma, «ben 508 sono stati danneggiati. In 36 comuni della fascia epicentrale (compresi i centri storici di Avellino e Potenza) si sono avuti circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili, mentre al di fuori della fascia epicentrale il danneggiamento ha riguardato altri 50.000 alloggi»



Il dramma


Molto interessante, da un punto di vista storico-cronologico, la descrizione che, in tre giorni successivi, il quotidiano Il Mattino di Napoli riportò della catastrofe. Il 24 novembre il giornale titolò «Un minuto di terrore - I morti sono centinaia», in quanto non si avevano notizie precise dalla zona colpita, ma si era a conoscenza del crollo di Via Stadera a Napoli. Il 25 novembre, appresa la vastità e gravità del sisma, si passò a «I morti sono migliaia - 100.000 i senzatetto», fino al titolo che, apparso il 26 novembre, è passato alla storia nella sua drammaticità, tanto che la pagina è esposta in alcuni musei di tutto il mondo quale testimonianza dell'evento[15]: «Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti (sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto (250.000?) - FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla». La cifra dei morti, approssimativa per eccesso soprattutto per i gravi problemi di comunicazione e ricognizione di quei tragici giorni, fu poi ridimensionata fino a quella ufficiale riportata nella presente voce, ma quella dei senzatetto non è mai stata valutata con precisione in quanto, in seguito, pesantemente influenzata da danni alle abitazioni reali o presunti.
mancati soccorsi [modifica]









Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi
Al di là del patrimonio edilizio, già fatiscente e datato a causa dei terremoti del 1930 e 1962, un altro elemento che aggrava gli effetti della scossa è il ritardo dei soccorsi. I motivi principali sono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell'entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un'organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza è il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 25 novembre, nonostante il parere contrario del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri[16], il capo dello Stato si reca in elicottero sui luoghi della tragedia, ritrovando l'allora Ministro degli Esteri e potentino Emilio Colombo. Di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, denuncia con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi che arriveranno in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni[17]. Le dure parole del presidente della Repubblica causano l'immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni dell'allora Ministro dell'Interno Virginio Rognoni[18].
  • Regioni colpite: 3 (Campania, Basilicata e Puglia).
  • Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia). Di questi circa 70 "disastrati" e circa 200 "danneggiati"[26].
  • Superficie colpita: 17.000 km².
  • Popolazione coinvolta: 300.000 abitanti.
    Abitazioni ricostruite a spese dei contribuenti: 150.000.


    Chi ha vissuto quei momenti ha capito il valore della vita e non potrà mai dimenticare la paura.

    Alle 24 circa un'altra scossa di elavatissimo potenziale colpì quei martoriato territori.

    Intere popolazioni restarono per giorni al freddo avendo paura di tornare a casa, nacque solidarietà e forme di assistenza scambievole.

    Un ricordo a chi in quel terribile evento perse la vita.



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  • Danae
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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 21:43

    Il ricordo di quel giorno è stampato indelebile nella mia mente..
    Avrei compiuto 21 anni due giorni dopo...
    Mi trovavo con mio figlio Rossano di 2 mesi e mezzo a casa della signora al piano superiore..Ero seduta in un angolo, addossata al muro, dietro il tavolo della cucina e il bimbo beveva dalla sua bottiglina..
    La mia amica Giovanna era incinta di poco più di 7 mesi e stava seduta di fronte a me e con le spalle alla porta. La vidi scattare e urlare: "ecccolo, eccolo...Mario ( rivolgendosi al marito), prendi il bambino ( aveva un altro bimbo di 5/6 anni)!
    Tutti si alzarono con uno scatto felino ed io...li guardavo confusa, non capivo ( poi mi spiegarono che loro avevano vissuto quello del friuli quindi sapevano distinguere i primi movimenti)..
    Poi realizzai..Mi alzai con fatica, non riuscivo ad uscire dall'angolo, le sedie erano sparpagliate davanti al tavolo chiudendomi il passaggio...
    Mario mi vide in difficoltà e tornò indietro mentre la moglie incinta, il figlioletto e la cognata corsero incoscientemente giù dalle scale!
    Lui mi fece appoggiare sotto ad una porta e il ricordo più assurdo che ho ancora nitido davanti a gli occhi è il buio ( si era tolta la corrente) e la luce della luna che filtrava dal balcone che era nella stanza di fronte ..Ma la luce la vedevo ad intermittenza...!
    Il movimento tellurico faceva oscillare così violentemente le pareti che le stesse a volte si interponevano tra me e il balcone, senza che io mi muovessi...
    Stringevo mio figlio e non riuscivo a dire niente...
    Adun certo punto sentii il signor Mario che mi spingeva dolcemente ma con fermezza verso le scale..ma non lasciando mai il mio braccio e la mia schiena dove teneva appoggiate le mani..
    Quando scendemmo giù mi accorsi che la temperatura non era delle migliori anche se nell'aria si sentiva ancora quel caldo "strano".
    Mi allontanai qualche metro dal palazzo e fermandomi tra la gente che si era raggruppata pregai qualcuno di darmi una giacca, una maglia , qualcosa per coprire il bambino che aveva solo una tutina leggera...Era piccolo e raffreddato( io indossavo solo una maglietta, avrei dato scandalo se l'avessi sfilata)
    Nessuno mosse un dito....
    Non persi tempo..mentre la casa ancora oscillava lasciai il bambino tra le braccia di una inquilina e corsi a casa prendere qualcosa per lui....
    Arraffai latte, pannolini e tuta spaziale e tornai giù con grande difficoltà..il pavimento ancora non era stabile e fermo..ancora oscillava..
    Non c'erano i cellulari...non avevo modo di avvisare mio marito...E la sensazione di impotenza era devastante...Non sapevo dove fosse e se stesse bene, non potevo fargli sapere di noi, non avevo soldi con me...
    Insieme a Giovanna e il suo pancione , a Mario, al loro figlioletto ci infilammo in una mini 1000 e ci allontanammo in uno spiazzale..Costipati lì dentro passammo la notte aspettando speranzosi che il sole portasse con sè un nuovo giorno..
    Fu grazie ai vigili del fuoco che mio marito seppe dove ci trovavamo...Li pregai di avvisarlo in caserma..e furono davvero bravi a farlo.
    Avevo 21 anni...ero una ragazzina con un cucciolo per la strada e per la strada rimanemmo x 6 giorni..Ma non me ne andai. Non avrei mai lasciato qui mio marito solo senza aver modo di sapere se stava bene ( ricorderete che a lungo le linee telefoniche non funzionarono).
    Rientrare il 7° giorno a casa fu terribile..sembrava che le pareti mi si curvassero addosso...Dormimmo vestiti per lungo ( io anche con le scarpe..)tempo..anche se usare il verbo dormire è un eufemismo..

    Ricordo che da quello spiazzale guardavamo il lampadario illuminato ( era tornata la corrente)di un appartamento al 3° piano di un palazzo un pò distante...si muoveva con un moto interminabile per le continue scosse , ma la cosa più triste fu apprendere che in quell'appartamento c'erano 2 anziani che aspettavano lì il volere del Signore perchè non avevano forza e salute per passare una o più notti per la strada.
    Ancora oggi mi si stringe il cuore al ricordo...

    Una esperienza che segna...
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    MessaggioTitolo: Re: Sole e....Erano le 19,34 del 23-11-1980   Mer Gen 27, 2010 12:39 am

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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 22:19


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    ricordo una luna grande e rossa, un aria strana, una calma irreale prima e dopo il terremoto...ricordo il rombo sordo della terra che non finiva mai , era la voce della morte , ricordo il rumore dei vetri che andavano un frantumi a migliaia, ricordo le grida di paure e gli occhi senza lacrime, ricordo i bambini che le mamme stringevano come unica cosa da dover salvare, ricordo una nebbia che improvvisamente ci avvolse, ricordo i lambadari che ballavano, e le mura che si crepavano, le tompagnature che crollavano, le crepe che si parivano nelle mura prima di sbriciolarsi, ricordo le fenditure delle mura dei palazzi, le richieste di aiuto , il freddo umido e schifoso, ricorda la nostra disperazione , il nostro invocare Dio, il timore di stare pagando per i nostri peccati,ricordo quella luna enorme e giallo rossa, molto piu grande del normale, ricordo i gatti che miagolavano ed i cani che abbaiavano incessantemente...,ricordo la paura che ti da coraggio, ricordo che per 7-8 giorni non avevamo il coraggio di rientrare in casa, ricordo quel borsone con le cose essenziali che una volta rientrati in casa....lasciammo vicino alla porta per due tre anni....ricordo che quando il 14 febbraio stavamo festeggiando san Valentino...arrivò un'altra delle migliaia di scosse di quel terremoto...di grande intensità ma fortunatamente breve....una ventina di secondi....ricordo anxche che le persone sembravano piu buone.
    Ricordo le campane di tutte le Chiese che suonavano all'impazzata, ricordo i palazzi che si piegavano avvicinandosi ed ondeggiavano come se si dovessero spezzare da un momento all'altro.
    Ricordo il titolo dei giornali " fate presto", ricordo che si scavava con le mani nei paesi piu colpiti e si udivano i gemiti dei sepolti vivi .

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    Danae
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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 22:26







    Citazione:
    ricordo quel borsone con le cose essenziali che una volta rientrati in casa....lasciammo vicino alla porta per due tre anni....

    e' vero..quel borsone davanti alla porta non fece dimenticare la paura...per anni..
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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 22:28

    il terremoto segna..e per tutta la vita purtroppo, io avevo 3 anni quando ci fu quello in Friuli ed è ancora un ricordo vivo nella mia memoria sebbene allora piccola bimba..ricordo che mia mamma mi prese dal lettino ed era spaventata e si mise a correre verso la porta di casa e io che piangevo chiedendo che succedeva e lei urlava "il terremoto"..io a 3 anni non potevo sapere cosa era un terremoto ma quando uscimmo e vidi tutta la gente della strada fuori spaventata, alcuni piangevano e che poi dormimmo per notti in macchina capii. E ancora oggi quando c'è una scossa mi prende veramente il panico.

    Una preghiera per le vittime innocenti, mi unisco a voi.
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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 23:39

    eppure dopo ventinove anni e un sacco di promesse mai mantenute e di soldi stanziati, ci sono ancora persone ke vivono nelle barakke......
    mi kiedo quanti si sono ingrassati il portafoglio su questa disgrazia?????
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    Soleazzurro
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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Lun 23 Nov - 23:51

    quello che dici è vero, Jul.
    In tutte le disgrazie che colpiscono le persone , vi sono sempre le iene pronte ad appprofittare.
    E capita sempre , è solo questione di ,...quantità....
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    Ultima modifica di Soleazzurro il Mar 24 Nov - 0:10, modificato 1 volta



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    Oggetto: Re: Erano le 19,34 del 23-11-1980 Mar 24 Nov - 0:05

    già, le disgrazie sono sempre le più reditizzie x certi skifosi
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