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 la P.F.M. - impressioni di settembre

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Enim
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MessaggioTitolo: la P.F.M. - impressioni di settembre   Ven Gen 29, 2010 7:35 pm



Impressioni di settembre
Premiata Forneria Marconi (PFM)

Mogol - Pagani – Mussida (1971)

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.



La Premiata Forneria Marconi è un gruppo che amo moltissimo..... in particolare proprio impressioni di settembre
Riporto quì un pezzo tratto dal sito della PFM nella sezione curiosità:

La voce del moog

Franco - Impressioni di settembre è’ un brano a cui sono fortemente legato.
E’ uno di quei brani che sono usciti di getto, come un dono del cielo che arriva inaspettato, e al momento giusto. Un momento di ispirazione vissuto sul divano dei miei genitori, con lo sguardo sognante, le dita che trovavano da sole gli accordi che servivano ad accompagnare una melodia che esce di getto, un canto il cui sviluppo cercava di portarmi verso un culmine, una sorta di immagine di apoteosi, di supremo appagamento, di sfogo benefico e positivo che è sfociato nell’inciso musicale.
Impressioni di settembre nacque così, e così rimase con la sola aggiunta a posteriori di un momento gridato sulla seconda parte, sollecitato dalle necessità del testo di Mogol.
Franz - "Impressioni di Settembre" venne composto sulla base di una intuizione fantastica di Franco: era la prima canzone che non aveva il classico ritornello. Mi correggo: il ritornello c'era, ma era suonato, non cantato. Quell'inciso era talmente bello che ci sembrava di non avere a disposizione lo strumento adatto per farlo. Provammo con il flauto, ma non aveva la forza evocativa, lo facemmo con la chitarra, ma era troppo normale. Mancava lo strumento... ma questo strumento esisteva. Lo avevamo sentito in un disco di Emerson Like & Palmer che si chiamava "Luky man". Era uno strumento dalle sonorità nuove, simili a quelle delle tastiere e dei fiati. Sapeva di terra, di cielo, di mare e di tutte queste cose insieme. Ci informammo e venimmo a sapere che lo importava la ditta Monzino. Si chiamava Moog, dal nome del suo inventore ed era composto da tre oscillatori che creavano delle onde da mescolare insieme. Potevi giocare con delle manopole e creare il tuo suono. Potevi farlo più acuto, più morbido, come volevi: poteva sembrare una sega, un clarino, un ottavino... poteva sembrare tante cose ma era comunque sfacciatamente sintetico e tremendamente bello e affascinante, perché ti scuoteva. Era la prima volta che si sentiva un suono sintetico e ci entusiasmò.
Come nelle migliori fiabe, arrivò un colpo di fortuna. Incontrammo il Signor Monzino quasi per caso, alla "Mostra dello strumento" del 1971. Aveva con se un prototipo di Moog, il secondo, perché fino a quel momento lo possedeva solo Keith Emerson, che lo aveva ricevuto dal signor Moog in persona. Al solo pensarci sospiravamo di sconforto: giocavamo ad armi veramente impari. Così guardavamo estasiati il Moog dei nostri sogni - un modello portatile - convinti che fosse proprio quello che ci serviva. "Quanto costa?" chiedo a Monzino. Costava uno sfracello e mezzo. E noi uno sfracello e mezzo non ce l'avevamo. Ancora una volta riappare l'abruzzese che c'è in me e dico a Monzino: "Guarda, io penso che questo strumento potrebbe veramente dare una svolta alla musica italiana. Dallo a noi e ne venderai almeno dieci". Non so come, ma Monzino ci diede il moog. Con il suo suono incidemmo Impressioni di Settembre. Uscì il disco e fu un botto pazzesco. Era un suono nuovo, una novità per i sensi, una nuova creazione di immagini e suggestioni. Ci diede una marcia in più (oggi si direbbe un vantaggio competitivo) e ci fece conoscere come un gruppo originale, innovativo. Un vero gruppo di pop music. Il primo in Italia. Fu da questo successo che nacque l'idea di fare il primo LP.
Quanti Moog vendette Monzino? Molti più di dieci!

ecco alcuni link che consiglio di visitare (per chi vuole conoscere qualcosa di più sulla P.F.M.:
http://www.pfmpfm.it/
http://www.pfmpfm.it/anni_70/curiosita70.htm
http://www.pfmpfm.it/anni_70/storia70.htm


Enim
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MessaggioTitolo: Re: la P.F.M. - impressioni di settembre   Sab Gen 30, 2010 12:45 am

Molto interessante Enim,non sono un esperto di musica ,ma condivido che il Moog sia una pietra miliare della musica moderna.

Da incompetente credo che il moog abbia un ruolo primario nella canzone Angoli di cielo dei Tiro mancino :



O ho preso una grossa cantonata ?
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Mou
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MessaggioTitolo: Re: la P.F.M. - impressioni di settembre   Sab Gen 30, 2010 6:26 am

Un gruppo storico, osannarlo è il termine giusto perchè loro hanno offerto alla musica italiana uno tra i tanti tasselli che compongono lo scenario musicale.
La scelta di Enim è indiscutibile, il brano menzionato è stupendo.
Ricordo anche il particolare della PFM quando decisero nei primi anni del 1970 di cambiare casa discografica, passarono senza pensarci su alla Numero Uno, eh sì, era la casa discografica di Lucio Battisti.
Un particolare piccolo piccolo: Il nome Forneria Marconi deriva da una forneria di Chiari (Bs) con l'aggiunta poi di Premiata.

Bravo Enim.


Mou
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