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 L'antico potere della Benedizione -

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licla

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MessaggioTitolo: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 3:52 pm

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IL SEGRETO DELLA SCIENZA PERDUTA DELLA PREGHIERA

Quattrocento anni fa i grandi saggi della nazione Navajo, stanziata nei profondi deserti del sud-ovest americano, erano messi a dura prova dalla terra, dalla natura e dalle tribù confinanti. Attraverso le condizioni estreme che la siccità, il calore intenso e la carestia imponevano alle loro comunità, i Navajo si resero conto che sarebbe stato necessario fare appello al potere della sofferenza interiore per riuscire a sopportare le durissime condizioni esteriori imposte dalla vita. La loro sopravvivenza dipendeva proprio dal saper applicare quella lezione. Avendo compreso che le prove della vita li sospingevano ai limiti delle più intense sofferenze, i Navajo scoprirono che quelle sfide erano anche in grado di far emergere i loro maggiori punti di forza. La chiave della sopravvivenza consisteva nell'immergersi nelle lotte della vita, ma senza perdere se stessi durante l'esperienza. Avrebbero in pratica dovuto trovare una sorta di "ancora" - una convinzione che avrebbe dato a ciascuno la forza interiore necessaria per sopportare le prove - da aggiungere alla consapevolezza che ci sarebbero stati giorni migliori. Quel luogo interiore di potere conferì loro la fiducia necessaria per poter correre dei rischi, cambiare la loro vita e dare un significato al loro mondo.

Forse anche la nostra vita di oggi non è poi così diversa da quella dei valorosi che scorrazzavano nei deserti del sud-ovest americano molti secoli prima della fondazione di questo paese. Sebbene lo scenario sia mutato e le circostanze non siano più le stesse, anche oggi ci capita di trovarci in situazioni che scardinano le basi delle nostre credenze, mettendo alla prova i confini della nostra sensibilità e sfidandoci a superare gli eventi che ci arrecano dolore. In un mondo che, a detta di molti, "sta dando i numeri" ed è costellato di atti insensati ispirati dall'odio, di una quantità esorbitante di rapporti finiti, famiglie divise e malattie che minano la sopravvivenza di intere società, siamo tuttora davanti alla sfida di trovare uno stile di vita quotidiano capace di trasmetterci un senso di gioia, ordine e pace.

Con l'eloquenza tipica dell'antica saggezza, la tradizione navajo fa riferimento a un concetto di vita che attribuisce direttamente a ciascun individuo la responsabilità di vivere nella felicità o nella sofferenza. Esso è giunto fino a noi col nome di "Preghiera della Bellezza", con formulazioni che variano a seconda dei documenti o delle tradizioni orali, ma la cui essenza può essere riassunta in tre brevi frasi. In sole venti parole, gli anziani navajo ci tramandano una ricercata forma di saggezza, che ricorda l'esistenza di un collegamento fra il nostro mondo interiore e quello esterno, un legame riconosciuto dalla scienza solo di recente Ogni frase, composta di tre parti, ci offre la percezione del nostro potere di modificare la chimica del corpo umano e di influenzare in senso quantistico le possibilità presenti nel mondo. A livello superficiale, le parole sono autoesplicative. I Navajo usano la frase «Nizhonigoo biliina»,che corrisponde approssimativamente alla seguente traduzione:

La bellezza di cui ti circondi,

La bellezza secondo cui tu vivi,

La bellezza su cui fondi la tua vita.

Grazie alle parole di un autore da tempo dimenticato, la semplicità di questa preghiera porge una nuova vena di speranza, quando ogni altro tentativo sembra fallito. Ma la "Preghiera della Bellezza" è molto più di un semplice testo verbale. Nella sua linearità si cela la chiave per risolvere uno dei maggiori misteri umani: come sopravvivere alle ferite della vita? Anziché proteggersi ed evitare proprio le situazioni che danno un significato alla vita quotidiana, col potere della bellezza e della preghiera possiamo calarci dentro l'esperienza, guidati dalla consapevolezza che qualunque ferita è solo temporanea. Il popolo dei Navajo ha trovato da tempo la forza, il conforto e il modo giusto per gestire la sofferenza nel mondo attraverso la "Preghiera della Bellezza". Quali segreti sono stati custoditi e protetti dai Navajo nel sud-ovest americano, dai monaci e dalle monache del Tibet e da altre tradizioni, mentre gran parte della popolazione mondiale perdeva il suo rapporto con la terra, con gli altri esseri umani e con un potere più alto? Da quale saggezza attingevano le tradizioni di allora, che possa anche oggi farci diventare persone migliori e aiutarci a creare un mondo migliore? [...]

Benedire significa lasciare andare.

"Ti benedico" è l'antico segreto che sospende l'esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l'atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos'altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza".

La bellezza trasforma.

Le tradizioni più sacre e antiche ci ricordano che la bellezza permea tutte le cose, a prescindere dal modo in cui le interpretiamo nella vita quotidiana. La bellezza è già creata, ed è sempre presente. Per soddisfare il nostro mutevole concetto di equilibrio e di armonia possiamo modificare ciò che ci circonda, instaurare nuovi rapporti o trasferirci in altri luoghi ma i tasselli che vanno a costituire quella nuova bellezza sono già al loro posto. Al di là dell'apprezzamento rivolto a cose che sono semplicemente gradevoli allo sguardo, le antiche tradizioni di saggezza descrivono la bellezza come un'esperienza capace di influenzare anche il cuore, la mente e l'animo umani. Grazie alla nostra capacità di percepire la bellezza perfino nei momenti più brutti della vita, possiamo elevarci al di sopra del dolore per il tempo sufficiente a dargli un diverso significato. In tal modo la bellezza diventa un dispositivo capace di proiettarci in una nuova prospettiva. La chiave, tuttavia, sta nel fatto che la bellezza sembra essere dormiente, fino a che noi non concentriamo su di essa la nostra attenzione. La bellezza si risveglia soltanto, quando è invitata nell'esistenza umana.

La nostra modalità perduta di preghiera.

Viviamo in un mondo fatto di esperienze che mettono alla prova la nostra sensibilità e ci spingono ai limiti di ciò che è considerato accettabile da esseri razionali e capaci di amore quali noi siamo. Come provare emozioni collegate a un senso di pace e guarigione, mentre siamo testimoni di guerre e genocidi che avvengono al di là dei nostri confini e di fronte all'odio basato sulla diversità che si manifesta nelle nostre stesse comunità? È chiaro che dobbiamo trovare un modo per interrompere il circolo vizioso di dolore-sofferenza-rabbia-odio, se intendiamo trascendere le situazioni in cui ci troviamo. Col linguaggio del loro tempo, le antiche tradizioni ci hanno tramandato istruzioni precise su come fare proprio questo! Quelle parole ci ricordano che la vita non è niente di più e niente di meno che uno specchio della nostra evoluzione interiore. La chiave per sperimentare la vita in quanto bellezza o dolore sta soltanto nella nostra capacità di impersonare queste qualità in ogni momento della giornata. Oggi un corpus crescente di prove scientifiche sta rafforzando sia l'attendibilità di questa forma di saggezza sia l'importanza del nostro ruolo personale nell'alimentare la sofferenza o la guarigione nel mondo.

Alcuni esperimenti svolti sul finire del XX secolo hanno confermato che siamo immersi in un campo di energia che collega tutti noi agli eventi che avvengono nel mondo. La ricerca ha dimostrato che grazie a questo campo energetico, al quale sono stati attribuiti i nomi più diversi, da Ologramma quantico a Mente di Dio, le convinzioni e le preghiere che trovano posto dentro di noi sono trasmesse al mondo fuori di noi. Sia la scienza che le antiche tradizioni ci indicano lo stesso concetto: dobbiamo incarnare nella vita quotidiana le condizioni che desideriamo sperimentare nel mondo. Nascoste nelle più isolate e remote località che restano ancora sulla Terra, si trovano le istruzioni per praticare una modalità perduta di preghiera che ci aiuta proprio a fare questo.

Nella primavera del 1998 ho avuto l'onore di facilitare un pellegrinaggio durato ventidue giorni nei monasteri del Tibet centrale, ricercando le prove di una forma di preghiera antica e dimenticata un linguaggio capace di parlare al campo che unisce tutte le cose. I monaci e le monache che vivono in quei luoghi hanno condiviso con noi le istruzioni riguardanti un modo di pregare che è andato largamente perduto in Occidente, a causa dei tagli imposti alla Bibbia dalla Chiesa paleocristiana. Conservata per secoli nei testi e nelle tradizioni dei popoli stanziati sul tetto del mondo, questa modalità perduta di preghiera non si basa né sulle parole né sull'esteriorizzazione. È fondata unicamente sulle emozioni. In particolare, ci invita a evocare in noi stessi la sensazione che la nostra preghiera sia già stata esaudita, anziché quella di sentirci inermi e bisognosi di aiuto da parte di una fonte superiore. In anni recenti, le ricerche hanno dimostrato che questa specifica qualità di sentimento riesce effettivamente a "parlare" con il campo che collega l'umanità con il mondo. Attraverso preghiere costituite da emozioni, possiamo riappropriarci del potere di contribuire alla guarigione della nostra vita e dei rapporti, oltre a quella del corpo fisico e del mondo.

Fare come gli Angeli.

La chiave di utilizzo di questo modo di pregare risiede nel riconoscere il potere nascosto della bellezza, della benedizione, della saggezza e del dolore. Ognuno di questi stati gioca un ruolo imprescindibile nell'arena più vasta che ci permette di sentire, imparare, lasciar andare e trascendere le nostre più profonde ferite. Le parole di un anonimo scriba che annotò gli insegnamenti di Gesù quasi duemila anni fa ci ricordano che sia il potere di cambiare il mondo, sia gli ostacoli che si frappongono fra noi e quella facoltà, risiedono entrambi dentro di noi. Gesù affermò semplicemente che «la cosa più difficile da fare [per gli esseri umani] è di pensare i pensieri degli angeli. e di fare come gli angeli».

La preghiera rappresenta il linguaggio di Dio e degli angeli. È anche il linguaggio dato all'umanità per guarire le sofferenze della vita mediante il ricorso alla saggezza, alla bellezza e alla grazia. Oggi, apprendere il potere della preghiera su internet o su un'antica pergamena del primo secolo non fa differenza. Il messaggio è lo stesso: riuscire ad accettare la nostra capacità di usare quel linguaggio universale può rivelarsi la sfida maggiore della nostra vita. Allo stesso tempo, però, rappresenta anche la nostra maggiore fonte di forza. Quando non ci resterà più alcun dubbio sul fatto che sappiamo già parlare il linguaggio fatto di sentimenti di cui è costituita la preghiera, risveglieremo una parte di noi che nessuno ci potrà mai sottrarre, rubare o portare via. Questo è il segreto della scienza perduta della preghiera.

Gregg Braden

Taos, Nuovo Messico








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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 7:02 pm

Citazione :
"Ti benedico" è l'antico segreto che sospende l'esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro
Dalle mie parti ( Agnone) è pratica comune rivolgersi alle persone, in determinati frangenti, con una frase: " Dio ti bendedica"!
E' importante dirlo, è tacitamente richiesto, il non farlo può a volte causare piccoli incidenti nei rapporto tra le parti.
La richiesta e l'augurio di una benedizione speciale da parte di Dio, dà l'illusione che non ci sia maliziosità nelle parole complimentose che hanno preceduto la frase finale.
Faccio un esempio: Incontrare una mamma con un bambino e complimentarsi con lei della bellezza , dello stato di salute o dello stato fisico del bimbo senza la richiesta di benedizione finale, dà alla mamma l'impressione che i complimenti possano contenere invidia...e che lo stato del bambino possa in qualche modo risentirne..
Oppure venire a conoscenza di un percorsoottimale negli studi di un ragazzo...Complimentarsi è d'obbligo e piacevole ma......metterci il:
"Dd' t' bndoica", rende meglio l'idea... I love you

Aggiungo che tale preziosa abitudine sta sparendo con le nuove generazioni.. Peccato!


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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 7:32 pm

Carissima dana

Già partendo dalle sane abitudini, dalle più ancestrali ad oggi, si è perso via, via, ciò che fa parte integrante delle ns. più vive tradizioni, oggi vanno sempre più di moda gli inglesismi ( passami il termine ) mentre il " rispetto " della nostra stupenda unica lingua Italiana, fa o almeno dovrebbe essere parte integrante della ns. cultura e magari andarne fieri...ma così non è, sarà anche questo un segno dei tempi? Forse non siamo più noi a dover rispondere di tutto ciò?

l'esempio che hai citato nella Tua apertura, cosa c'è di puù intensamente meraviglioso di vedere una Madre in dollce...attesa...è la VITA che si perpetua, ed è il completamento della donna nella cosa che è più sacra...cioè la Maternità...cioè la Vita che si rinnova dando alla luce....un figlio/a forse, e ripeto forse, siamo ancora in tempo per recuperare i nostri più vivi e veri sentimenti recuperando il patrimonio delle nostre
" radici " grazie per avermi letto, i Tuoi sapienti interventi sanno sempre essere
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 8:10 pm

Ho letto con interesse il post di licla e con qualche fatica....gli occhi non sono il mio forte....

Mi è venuta una prima spontanea riflessione : non riflettiamo più !

Siamo passivi verso la vita, la subiamo , subiamo il bombardamento quotidiano che ci porta tante informazioni, ci fa conoscere tanta parte del mondo ma ci distoglie da una funzione che andiamo perdendo ....il riflettere su tutto.

Da giovane ebbi tupende esperienze dagli esercizi spirituali di San'Ignazio di Loyola...non i tre giorni...ma il mese : scoprii il silenzio ed imparai a dominare le mie umane ire , a riconoscere gli angoli bui che sono in me e parlare veramente con LUi.

Il post di licla mi ha riportato a quello stato , la ricerca dei valori di un Uomo che non vuole essere miope o cieco di fronte alle grandi verità che non siano quelle propinate...dai mass media ogni attimo della nostra vita.

Gli indiani 8 le antiche popolazioni degli indiani di America) , poi, erano una fonte di saggezza incredibile ed unica.
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 10:47 pm

scusate..mi nasce spontanea una domanda..
Noi crediamo in un essere superiore che è Dio..
Poi i musulmani in allah...
Poi ci sono gli atei..
Poi ci sono gli indiani e manitù...
Ci sono stati indiani che non hanno creduto nelle celesti prateri e nel loro manitù?
Indiani "atei" per intenderci..?



Manitù


Forza impersonale che, nelle concezioni degli Indiani del Nordamerica, accompagna e protegge il guerriero nella sua vita. Il manitù si rivela al giovane durante i riti iniziatori che, per le prove cruente che li accompagnano, provocano una sorta di trance: la visione, che può essere un'entità inanimata (per esempio un fulmine) o animata (per esempio un lupo), designa il manitù di ciascuno ed è fatto obbligo di portare per tutta la vita (nel sacchetto delle medicine) un frammento del corpo del manitù (o un oggetto che lo ricordi); inoltre questo diventa tabù: per esempio se è un animale il cacciatore non può ucciderlo per alcun motivo. Con lo stesso nome (in tal caso si indica con la maiuscola) i Delaware e in genere gli Algonchini designano l'Essere supremo, forza ultraterrena del bene e del male.


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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Dom Feb 07, 2010 11:56 pm

credo ke ...Dio ti benedica...in passato era unmodo di salutare e di ringraziare molto diffuso.
ricordo ke l anno scorso, ero da mia zia a verona, anke se non ho fatto nulla di speciale, se non aiutare una persona anziana a portare le borse della spesa fino all auto.....questa nonnina mi ringraziò dicendi.....ke Dio te benediga butela...(ke Dio ti benedica ragazza).
rimasi colpita da quel modo di ringraziare....ke non sentivo più da tantissimo tempo...comunque mi ha fatto piacere.

gli indiano d america sono stati un popolo fantastico, con una religiosità ke coinvolgeva ogni parte del creato, ke trattavano con il massimo rispetto.
ogni animale, albero, fiume, roccia viveva il Grande Spirito.
amo molto questa cultura, i loro canti, le loro storie, la loro filosofia di vita.
grazie licla x il post
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 7:17 am

licla ha scritto:
Carissima dana

Già partendo dalle sane abitudini, dalle più ancestrali ad oggi, si è perso via, via, ciò che fa parte integrante delle ns. più vive tradizioni, oggi vanno sempre più di moda gli inglesismi ( passami il termine ) mentre il " rispetto " della nostra stupenda unica lingua Italiana, fa o almeno dovrebbe essere parte integrante della ns. cultura e magari andarne fieri...ma così non è, sarà anche questo un segno dei tempi? Forse non siamo più noi a dover rispondere di tutto ciò?

l'esempio che hai citato nella Tua apertura, cosa c'è di più intensamente meraviglioso di vedere una Madre in dollce...attesa...è la VITA che si perpetua, ed è il completamento della donna nella cosa che è più sacra...cioè la Maternità...cioè la Vita che si rinnova dando alla luce....un figlio/a forse, e ripeto forse, siamo ancora in tempo per recuperare i nostri più vivi e veri sentimenti recuperando il patrimonio delle nostre
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MessaggioTitolo: Momento di riflessione....   Lun Feb 08, 2010 7:36 am







Carissimi DANA, Juliet, Soleazzurro

Non avevo dubbbi che avrei avuto risposte degne di nota, vedremo di postare altri ineressanti argomenti su cui poterci porre delle domande...sperando che arrivino anche le risposte...penso che il video allegato, possa già iniziare a porci degli interrogativi...grazie di cuore, a VOI tuttti.








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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 7:58 am

mi sembra degna di nota l'ultima affermazione
NON aspettarsi nulla...
e tutto, anche poco, quello che riceverai sarà davvero un dono
le restanti frasi (e di conseguenza messaggi) funzionano con una concatenazionei alterna di negazione sull'affermazione
paiono più un giochetto che stimolo per pensare
vero è che toccano temi così grandi che non basterebbe un libro...
alcune, poi, come quella sull'amore sono discutibili nel concetto stesso

...come dire... è facile fare un elenco di positività, molto più difficile viverne l'essenza

un sorriso a te, licla, e a tutti
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MessaggioTitolo: DEDICATA A DANA -   Lun Feb 08, 2010 8:30 am

[center]






PREGHIERA DAI NATIVI AMERICANI, DEDICATA A DANA...







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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 10:09 am

Il volo della libertà è un video che si fa guardare con piacere e che ci fa porre molte domande..
Mentre leggevo pensavo che alcune cose erano vere, che altre avrei dovuto imparare a farle e che per altre ancora non era nè facile nè possibile..
Mi sono soffermata su un pensiero:" prendi a morsi la vita prima che la vita prenda a morsi te.."
Devo essere sincera..io non sono per i Carpe Diem, non sono per il tutto e ad ogni costo, non sono per l'esasperazione del momento..Io sono per lo stare bene con me, per il non vivere con ansia il passare del tempo, per avere il mio spazio nel dolore e nel piacere, per il coccolare i miei pensieri, i miei ricordi, i miei sogni pindarici..
Solo ogni tanto mi viene da dire a me stessa: "Il tempo vola e tu non gli stai dietro!"...Ma è un magone che dura poco....Io vivo le emozioni a 1000 e per me, anche le più belle, diventano fonte di una sorta di dolore viscerale..Meglio adagiarsi sui cuscini morbidi al calduccio..che correre la cavallina. Mah, sarà l'età!


La preghiera indiana è bellissima ( anche la musica!! adoro lo loro musiicalità) .
A differenza loro forse noi non ringraziamo Dio per l'universo, per le bellezze di cui ci ha circondato, per il vento che ci accarezza il viso con la frescura o per l'acqua che ci permettere di vivere... Non ringraziamo per ciò che i nostri occhi possono vedere e il nostro cuore vivere..
Quanti di voi si soffermano a guardare la propria mano e a capirne il mistero immenso che racchiude: i movimenti, la precisione, ciò che può creare, ciò che ci regala col tatto...?Io ne rimango affascinata e a volte mi piacerebbe riuscire ad esprimere le sensazioni che provo nel riconoscerne la grandezza...Come di ogni parte del nostro corpo..
Dovremmo imparare a chiedere a Dio la forza di saper apprezzare e non distruggere ciò che ci ha regalato in natura..come loro.

Grazie Licla della dedica, della bellezza di queste immagini, della profondità delle loro parole e se mi permetti giro la tua dedica a tutti gli amici del forum..te compreso.


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MessaggioTitolo: Indicazioni per dana...   Lun Feb 08, 2010 11:28 am

DANA sai essere UNICA!!!!

Pensa che mi sono detto...giuro, ( prendi a morsi la Vita, prima che la Vita prenda a morsi TE ) cosa ti trovo.....aahahah, Ti allego un libro....Tu poi che ami le belle foto..
di Gregg Braden divoro i Suoi libri....L'antica scienza perduta della preghiera, tra
l'altro contiene una sintesi dei 7 specchi Esseni,,,ricordi? bene, penso che questo libro
di piccole dimensioni ma, con un contenuto, ai massimi livelli...sono sicuro che mi ringrazierai......







La Scienza Perduta della Preghiera
Il potere nascosto della Bellezza, della Benedizione, della Saggezza e del Dolore. Nuova Edizione

Gregg Braden

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Con grande competenza Gregg Braden ci introduce al modo giusto di pregare per ottenere che la nostra richiesta venga sempre esaudita.

Scopriremo che la preghiera non riguarda tanto il chiedere, quanto la capacità di superare il dubbio che spesso accompagna i nostri desideri, sviluppando le tecniche e gli atteggiamenti che nel libro vengono spiegati accuratamente.

Sono le scuole di antica saggezza che ci hanno tramandato questo stile di preghiera, lo stesso che ancora oggi viene praticato nei monasteri arroccati sulle montagne del Tibet.

Gregg Braden ci spiega che non è necessario usare parole specifiche, tenere le mani in una data posizione o esprimere qualcosa esteriormente, attraverso il corpo; questa antica modalità di preghiera ci invita piuttosto ad assumere un ruolo attivo per ottenere la guarigione fisica, per richiamare l'abbondanza sui nostri amii e familiari e per portare la pace nel mondo.

La preghiera come la conosciamo oggi nella società occidentale si differenzia sensibilmente dalle forme tramandateci per migliaia di anni dalle antiche tradizioni. Secondo Braden, gli antichi ritenevano che le emozioni – specialmente quella forma di sentire che chiamiamo “preghiera” – fossero la più potente forza presente nell’universo, al punto da influenzare concretamente la materia di cui è fatto il mondo.
Se si pensa che pregare significhi fare qualcosa, congiungere le mani e pronunciare delle parole, l’effetto della preghiera è di breve durata.

Ma le antiche testimonianze, secondo Braden, indicano che la preghiera è molto più di un fare: la preghiera è ciò che noi siamo!
Il segreto non si cela nelle parole che compongono le preghiere, ma nell’umano sentire che le evoca.
La qualità del sentire è la preghiera. Se il sentire è preghiera e se noi siamo costantemente nello stato del sentire, ciò significa che siamo in uno stato permanente di preghiera. Ogni momento è una preghiera. La vita è una preghiera!

Noi inviamo continuamente un messaggio allo specchio della creazione, e la vita non è altro che la Mente di Dio, che riflette in quello specchio ciò che proviamo, ossia la preghiera che abbiamo formulato. Se siamo in grado di sentire qualcosa nel cuore – non solo di pensarlo, ma anche di sentirlo veramente – allora quel qualcosa diventa possibile sul piano dell’esistenza.


Gregg Braden ha partecipato in qualità di ospite di spicco a numerosi convegni internazionali ed eventi mediatici, esplorando il ruolo della spiritualità in ambito tecnologico. Dopo aver intrapreso una carriera come esperto di progettazione di sistemi informatici, geologo informatico e direttore delle operazioni tecniche (Cisco Systems), oggi Braden è considerato un'autorità indiscussa nell'arte di collegare la saggezza del passato con la scienza, la tecnologia e la pace del futuro. Da più di vent'anni Gregg Braden svolge ricerche in villaggi di alta montagna, remoti monasteri e antichi templi e studia testi antichi dimenticati, alla ricerca dei loro segreti immortali. Tra il 1998 e il 2005, le visite di Gregg ai monasteri del Tibet centrale hanno rivelato una forma di preghiera di cui si era perso il ricordo, a causa dei tagli effettuati sulla Bibbia dalla chiesa paleocristiana.



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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 3:49 pm

il video e la canzone della preghiera Lay o Lay Ale Loya sono bellissimi, uno dei canti ke più mi piace di questo grande popolo.
grazie licla
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 6:34 pm

Juliet

Condivido in pieno, quanta saggezza era ed è connaturata nel loro " SAPERE "
vivere nel rispetto totale della Natura, rispettando le LEGGI che ne fanno parte, vedi
un picclo esempio, noi Bresciani abbiamo delle montagne stupende, nelle varie valli, qando mi reco nel trentino, oppure in Austria, non si vede un pezzo di carta in giro speciaalmente nei prati, credi anche da NOI???? Ti sei già data la risposta....
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 6:39 pm

ALDO

Grazie del TUO pensiero, ma alle volte, lo scegliere fa la differenza...non credi?

Il difficile è, saper fare la giusta scelta...
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juliet
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 6:43 pm

mia mamma è bergamasca della val seriana licla....la risposta è no
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licla

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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 6:53 pm

Carissimo soleazzurro

Nel silenzio Tu, avrai meditato S ignazio di Lojola, e dalle Tue riflessioni ne avrà tratto sicuramente beneficio....lo stare bene con se stessi, lo spirito e non solo , ne esce
rinvigorito,, anni fa, quando praticavo Meditazione, come Tu giustamente sottolineavi, si incontra il silenzio, quando andavo al mare, nel primissimo mattino, mi recavo a vedere il sorgere dell'Alba....poi, nella pineta, stendevo il mio tappetino, praticando meditazione, non tanto, anche solo una sana mezz'oretta, ma Ti assicuro che, questo contatto con la natura oserei dire immersione nella stessa, mi mettava in PACE con me stesso...e di riflesso con il prossimo mio...grazie.
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 6:55 pm

si ma la vita non è solo una scelta
e sopratutto non tra quelle del video
è come dire se preferisci una carezza o una martellata sul ditino del piede!
per favore!
le sfumature sono così tante e diverse che la scelta a volta non esiste e se esite è ij funzione di così tante variabili che non lo è più
poi, licla, perdonami
sono spesso bastian contrario
ti sorrido e ti stringo la mano forte
aldo
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licla

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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 7:39 pm

ALDO

Tu, con quel toscanello fra le labbra, mi sei simpatico, e ricambio di cuore la Tua stretta di mano, chiaro ed evidente che la VITA intesa come tale...Te la giochi sempre sul campo di battaglia, ma fra i due contendenti, Maestri degli scacchi...ad un certo punto, la scelta, risulta sempre fondamentale, con tutte le attenuanti o aggravanti del caso.

Oggi, si parla tantissimo di " attrazione " intesa su come attrarre a Te denaro, Amore e via, via, bene, ora chi tenta la famosa fortuna al gioco, magari attraverso varie forme
tantissimi giocatori, se non la maggior parte, parte da un concetto che al contrario dovrebbe essere perlomeno positivo, beh io gioco...ma tanto, non
" non vincerò MAI!!! " statistiche alla mano, quelle persone che acquistano il classico biglietto della lotteria Italia, è stata posta loro una domenda, Lei che ha acquistato il biglietto della lotteria Italia pensa di vincere...la risposta maggiore è stata NO!!!

Forse non c'entra nulla, ma credo che Ti sarai già dato la risposta, alla prossima...
ne sono sicuro...
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 8:11 pm

Citazione :
il video e la canzone della preghiera Lay
eheheh..che coincidenza..mi viene da sorridere. da ragazza, soprattutto mio marito, mi chiiamavano Lay.... Rolling Eyes


.



Chi ama per gioco se ne pentirà quando per gioco sarà amato (J.Morrison)



Si sbaglia sempre..Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia..Si sbaglia per imparare.
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.






.
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 8:27 pm

Cara DANA


Ultimamente, mi sto sorprendendo....in quanto con delle persone Amiche, mi sorprendo a fare senza saerlo come dire...delle sorprese quasi che loro si aspettassero da me, Tu ne sei la riprova....avrò degli strani poteri? BOOOOOHHHHH, ahahah.
ciao, ciao.
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   Lun Feb 08, 2010 9:52 pm




Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto






Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
La nostra terra vale più del vostro denaro.
E durerà per sempre.
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.
Finchè il sole splenderà e l'acqua scorrerà,
darà vita a uomini e animali.
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;
è stato il Grande Spirito a porre qui la terra
e non possiamo venderla
perchè non ci appartiene.
Potete contare il vostro denaro
e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa,
ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia
e i fili d'erba della nostra terra.
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo
e che potete portare con voi,
ma la terra mai.
Piede di Corvo, Piedineri

(L'immagine, Tamara Lempicka - Ragazzachedorme)
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MessaggioTitolo: Re: L'antico potere della Benedizione -   

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