Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 Cinque secondi forse di più.

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soleazzurro
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MessaggioTitolo: Cinque secondi forse di più.   Mar Gen 19, 2010 4:56 pm

Nascere disgraziati talora è una fortuna. Se è vero che nel corso di una vita fortuna e sfortuna, bene e male finiscono per pareggiare i conti, Tonino poteva essere certo che la vita gli avrebbe elargito a piene mani felicità e ricchezze.
Che il padre fosse ignoto non era una grande perdita, di certo un delinquente o comunque un farabutto , niente di buono, forse nemmeno sapeva della sua nascita.
Che nemmeno fosse stato denunziato all’anagrafe, avendo la mamma partorito in “ privato” , con il tempo poteva avere anche qualche buona conseguenza.
Se non esisti non hai doveri, niente tasse, niente militare, niente di niente , ovviamente nemmeno diritti. Una vita da fantasma, ma in fin dei conti non sarebbe stato il primo né l’ultimo e poi ai bisogni primari della persona non servono carte d’identità
Ed anche essere venduto dalla mamma poteva avere i suoi lati positivi, di certo lasciava una mamma snaturata e, per equità di fortuna, avrebbe trovato una buona ed amorevole mamma.
L’aveva comperato Nanninella che era sposata a Turillo ed avevano un cane mastino che si chiamava demonio , un cane tutto nero , cattivissimo, incatenato da sempre a vigilare la stalla maleodorante
Il prezzo era d’affare, tutto in natura, pochi salami , una decina di uova e qualche kilo di frutta..

Tonino , ricordo , arrivò una mattina di primavera, c’erano le ciliegie sugli alberi e la natura si risvegliava all’amore.
Quando arrivò, avrà avuto pochi giorni o pochi mesi, non lo so, sarebbe stato la “ supponta “ per quei due nuovi genitori, avanzati già negli anni, lui di mestiere carrettiere ( fino agli anni 60 a Napoli esisteva ancora il trasporto a mezzo carro con cavalli dei prodotti della campagna) , lei , invece, portava latte , appena munto, sulle case dei signori.
Tonino per i primi mesi ed anni della sua vita non smise mai di piangere, ricordo il suo pianto continuo quasi da convulsione , poi cominciò a diventare grandicello , a cinque sei anni doveva lavorare come un mulo , chè Turilllo e Nanninella lo avevano pagato , lavorare , ogni tipo di lavoro, anche ammazzare “ zoccole ( grossi ratti )” con un bastone, e per ricompensa riceveva mazzate da cecato sempre e comunque.
Tutti , oramai , lo picchiavano e di brutto, non solo Turillo e Nanninella. Con chiunque avesse a che fare , giù botte e pian pianino scomparve anche il suo nome, non più Tonino ma “ o’ strunz”.
In questo Paradiso in terra crebbe Tonino e , non pianse quando Turillo e poi Nanninella abbandonarono questo mondo crudele anche con loro.

Restato solo , ebbe la fortuna di trovare lavoro. Il proprietario di un garage ebbe la bella e buona idea di utilizzare “ o’ strunz” .

Gli approntò un lettino in fondo al garage, i topi non lo spaventavano, ed in quel garage Tonino visse circa tre anni.

Là mangiava, talora qualche signora gli calava con il panierino un piatto di rimanenze , tanto pure si doveva buttare, là dormiva , il suo lavoro era notte e giorno, no stop, cosi il padrone risparmiava la paga di un lavorante e poi…ovviamente il suo era un atto di carità cristiana…nemmeno poteva assicurarlo …Tonino non esisteva per le carte del mondo., in quello spazio buio e solitario sentiva i suoi sensi fremere ma sapeva anche come tacitarli e poi nessuna donna sarebbe mai andato con Tonino o’ strunz , credo che non conoscesse cosa significa l’acqua ,il sapone, poi, era roba da nababbi.

Un brutto giorno Tonino fu mandato via dal padrone a calci nel sedere.

Due tossici di notte si erano intrufolati nel garage e avevano portato via una macchina, ovviamente non assicurata , le spese che il padrone sosteneva erano già tante....ed i ricavi scarsi...

Gli avevano puntato un coltello alla gola e lui non aveva difeso la sacra proprietà del padrone.

Per Tonino cominciano giorni duri.

Inizia la sua vita di mendicante ubriacone , dormiva alal stazione dentro un cartone e cercava da mangiare dovunque anche nella spazzatura.

Qualcuno talora gli dava una monetina per comperarsi un panino o qualche altro qualche sigaretta o ancora meglio tanto vestiario da buttare , lui tutto prendeva, e tutto metteva in un borsone che portava sempre con se .

Ogni tanto il borsone si sgonfiava e si sgonfiavano le sue tasche con quei pochi spiccioli che la carità (? ) cristiana aveva donato, si sgonfiava passando nel borsone e nelle tasche di un altro disgraziato più disgraziato di lui, a volte aveva la pelle nera , altre volte parlava una lingua strana, altre volte era il compagno con cui la sera aveva fumato quella sigaretta ricavata da mozziconi raccolti per strada.

Ma il mondo si sa , talora ti offre all’improvviso” il bene”.

Ed il “ bene” arrivò per Tonino con il viso dolce e sorridente di una donna strana, poi avrebbe saputo che si chiamavano tra di loro “ sorelle “ e che parlavano di una certa Suor Teresa che viveva tanto lontano
Un letto pulito , un pasto la sera alle 18, la finzione obbligatoria di una preghiera , sembrava un Paradiso ma alle 7 in punto di mattina …fuori per la città a pitoccare e cercare nella spazzatura.

Quella vita durò pochi giorni solo, perché Tonino ebbe la fortuna di trovare lavoro.

Lavoro è una parola grossa, direi lavoretti.

Dei giovani ben vestiti con moto rombanti gli davano dei pacchetti, a volte bustine e lui le portava a destinazione, e i destinatari erano tutti gran signoroni, di quelli che la domenica occupano il primo banco in Chiesa, che fanno i dottori o gli avvocati, che hanno auto, soldi e amanti ed anche moglie e figli..

Ora non lo chiamavano più “ o’ strunz” era salito di grado ora per tutti era “ piezze e m…”.

Tonino per quei “ signori “ era una garanzia ,non solo non era mai nato, ma inebetito dalle botte prese per una vita , Tonino non solo non avrebbe mai fatto nomi ed indicato persone , nemeno le guardava in faccia e lo stesso maresciallo dei carabinieri sapeva che era inutile chiedergli qualcosa e poi chiedere a chi , un non esistente?.
Per comodità il capobanda decise che “ o’ piezze ‘e m….” stesse sempre a loro disposizione gli “ fittarono “ un intero palazzo in costruzione già sequestrato dalla magistratura perchè abusivo e senza licenza…..

Tonino poteva dormire e stare dove voleva , a qualsiasi piano, dovunque solo mura in cemento , solo lo scheletro del palazzo, ma per Tonino era una reggia....però , appena serviva , a qualsiasi ora, lo chiamassero ...lui doveva correre .
Botte umiliazioni violenze non oso immaginare.

Era una notte serena e piena di stelle , stelle che ballavano e cantavano con una luna che indiscreta e curiosa spiava gli innamorati mentre si baciavano e facevano l'amore, era la sua notte, la notte in cui la vita gli avrebbe ridato ciò che gli aveva tolto.

Furono i cinque secondi più felici della sua vita, cinque forse di più calcolò il magistrato, tanto occorre per volare dal settimo piano ed atterrare, che fosse caduto o fosse stato aiutato a cadere importava poco, Tonino non esisteva per nessuno.

Cinque o forse più i secondi in cui si sentì libero e felice.




Ultima modifica di soleazzurro il Mar Gen 26, 2010 10:15 pm, modificato 1 volta
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Danae
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MessaggioTitolo: Re: Cinque secondi forse di più.   Mar Gen 26, 2010 10:10 pm

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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 12:20

letto d'un fiato, non ho sentito l'ultimo battito del suo cuore
quello prima della terra del cantiere
un pensiero di tonino

dai, raccontamelo

o forse il suo non essere e anche non pensare
il quarto secondo è quello che stringe le stringhe, che chiude il sacco

o forse il sacco deve restare aperto, sospeso

grazie sole
aldo




Aldo



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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 12:25

....o forse...






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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 12:28

Aldo , io che mi sento non migliore di quel mondo per cui Tonino il figlio di Nanninella è stato solo " o' piezze e' m..." , non piansi qaundo seppi del suo volare libero.
Ora che dal fondo di ricordi sbiaditi mi è riapparso il suo volto sempre senza sorriso amo pensare che mentre volava percepisse giardinii fioriti e canti e carezze.
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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 13:16

cavolo sole, mi hai fatto piangere. come aldo l ho letto tutto in un fiato, vedendo mano a mano ke le righe scorrevano, tonino crescere, subire e tacere. quanti tonino ci sono? quanti invisibili vivono la loro non vita poco lontano da noi? io il suo sorriso l ho immagito durante quel volo, un sorriso verso quel posto dove non sarà più " o' piezze e' m...", ma sarà tonino e basta, dove non ci saranno più botte, freddo e fame..
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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 15:17

spero che sia così , Jul, anche perchè se così non fosse sarebbe troppa infamia la beffa.
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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 15:49

io ne sono sicura sole.......è stato ultimo tutta la vita, ora sarà tra i primi dove si trova
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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 16:42

Corriere della Sera > Cronache >« Clochard ucciso nell’acqua gelata»


Un marocchino di 37 anni è trovato senza vita. «Rimasto ore con gli abiti bagnati»
«Clochard ucciso nell’acqua gelata»

La denuncia dei volontari che si occupano dei senzatetto: è stato aggredito da un gruppo di giovani


NAPOLI - Non è stato soltanto il freddo a uccidere Yussuf Errahali, marocchino di 37 anni trovato morto martedì mattina su una panchina nella centralissima piazza Cavour, davanti alla stazione della metropolitana. Anzi, per quanto la temperatura della notte fosse stata gelida, Yussuf probabilmente l’avrebbe sopportata: non era la prima volta che dormiva in strada, ci dormiva sempre, come ci dormono in tanti in quella piazza di Napoli e in molte altre piazze e strade, soprattutto in prossimità delle stazioni ferroviarie. Però Yussuf la temperatura vicina a zero gradi l’ha affrontata inzuppato d’acqua gelata, dopo che un gruppo di balordi l’aveva buttato in una fontana lì a due passi e lui, intontito cronico per una vita consumata a scolare bottiglie e a cercare i soldi per la droga (fino all’altro giorno era in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio di disintossicazione), non ha saputo reagire, e nemmeno è stato capace di tirarsi su in fretta. È rimasto lì chissà per quanto tempo, e anche quando ne è uscito non aveva certo un posto dove andare a asciugarsi, cambiarsi e prendere calore.
L’inedita ricostruzione di quella che sembrava una tragedia della miseria (nella stessa notte a Napoli ce n’è stata un’altra: un uomo di 45 anni è stato trovato morto nei pressi di un’altra stazione della metropolitana) è di Stefano Piedimonte del Corriere del Mezzogiorno, che ha rintracciato testimoni e particolari. Ad accorgersi delle particolari condizioni di Yussuf sono stati i medici del 118 intervenuti tra le nove e le dieci di martedì su segnalazione di alcuni passanti. Hanno visto che l’uomo aveva i vestiti inzuppati, ma in quel momento hanno cercato di rianimarlo, hanno fatto tutte le manovre possibili, prima di arrendersi e rassegnarsi all’idea di essere intervenuti troppo tardi. Ma il racconto di quello che era successo la notte lo si deve ai volontari dell’associazione «Il Camper», operatori sociali che, per conto del Comune, girano la città cercando di portare assistenza a chi ne ha bisogno. È stato con loro che si sono confidati quelli che durante la notte avevano assistito all’aggressione subita da Yussuf. È gente che vive in strada, abituata alla diffidenza di molti: comprensibile che cercassero qualche faccia amica per raccontare quello che avevano visto. Non lo hanno fatto con i vigili urbani né con la polizia, ma con i volontari sì. E tutti hanno riferito la stessa scena: a buttare il marocchino nella fontana sarebbe stato un gruppetto composto per lo più da giovani e giovanissimi che già in altre occasioni si erano fatti vivi da queste parti e sempre per insultare e aggredire. Stavolta hanno fatto di peggio, al pari di quelli (sempre che non siano gli stessi) che nel settembre scorso diedero fuoco a un anziano che dormiva davanti alla stazione: non lo uccisero, ma da allora quell’uomo non è mai più uscito da un ospedale, in un infinito calvario tra il centro grandi ustionati del Cardarelli, la rianimazione dello stesso ospedale, e una riabilitazione difficilissima.
Probabilmente si tratta di balordi che vengono dal vicino rione Sanità, un posto che è il simbolo delle contraddizioni di Napoli, dove avvengono scene come quelle riprese in un video che pochi mesi fa ha fatto il giro del mondo (l’omicidio in pieno giorno del pregiudicato Mariano Bacioterracino), ma dove vive e opera da anni un sacerdote come don Antonio Loffredo, che è riuscito a offrire ai giovani del quartiere opportunità di lavoro che in altre parti di Napoli se le sognano, e lo ha fatto utilizzando soprattutto il patrimonio artistico e culturale della zona, come le antichissime catacombe che portano al tesoro di San Gennaro.
Che siano venuti dalla Sanità o da qualche altra parte, comunque, agli aggressori di Yussuf Errahali sta dando la caccia la polizia, informata dagli operatori de «Il camper»: e rintracciare una banda di balordi non dovrebbe essere un’impresa troppo difficile.


lui non si kiamava tonino e nemmeno lo kiamavano "o' piezze e' m..." ma era uno ke faceva parte della stessa famiglia, e anke lui vittima dell indifferenza e di giovani ke non hanno nessun valore nella vita, mi sconvolge pensare ke uomini saranno domani.
ora questo tonino sarà in posto dal nome diverso da quello in cui c è il nostro tonino, ma sicuramente cambia solo il nome e null altro.
un grazie x quello ke fanno ai volontari dell’associazione «Il Camper», operatori sociali che, per conto del Comune, girano la città cercando di portare assistenza a chi ne ha bisogno.
e un grazie al comune di napoli li sostiene
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MessaggioTitolo: Re: Cinque secondi forse di più.   Mar Gen 26, 2010 10:11 pm

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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 17:01

Quest'uomo lo trovavi appena uscivi dalla modernissima uscita della metropolitana e con lui altri disperati , con bottiglie di vino, spesso ubriachi , sempre vestiti di stracci e sporcizia, talora danno fatidio ai passanti e dormono all'aperto sotto gli alberi in estate e nei cartoni in inverno.
Ne è piena la città di Napoli ma tante altre città ne sono piene , la solidarietà umana delle associazioni umanitarie è come una goccia nel mare.

a pochi passi dalla fontana cui gente senza cuore ha fatto "bagnare" il povero Cristo vi è la sede di Mani tese, meravigliosi ragazzi che davvero danno una mano agli ultimi , ma sta chiusa di notte e poi per uno che salvano ne perdono tanti altri e non fanno cronaca nemmeno.

Il giorno prima erano stati trovati altri due straccioni morti per il freddo sempre a Napoli.

La mia riflessione amara è che c'è poco da fare, che a poco serve il volontariato, don Alex zanotelli e i don Loffredo e i Cardinali come Sepe, cardinale di Napoli, che ha donato tutto ciò che ha, anche lo stipendio per gli ultimi.

Nulla c'è da fare finchè una piccolissima percentuale di persone avrà la stragrande maggioranza della ricchezza, e finchè il modello proposto è l'opulenza e la ricchezza.

L'economia liberista ( rem di certo non sarà d'accordo ...) di per se crea sfruttamento e miseria da un lato e per pochissimi ricchezze smodate.

Basta pensare quanto riceve uno schiavo a Rosarno per una interminabiile giornata di lavoro di 15-16 ore ed ancora di piu quando guadagna un operaio e con quale disinvoltura si chiudono le fabbriche per mandare la gente in strada appena i guadagni non soddisfano più...

Non voglio fare discorsi politici , non è il luogo .
So solo che Cristo ha predicato Amore e non trovo Amore nelle società occidentali dove l'economia deve crescere sempre ...il famoso Pil....ma cresce solo in senso verticale...i ricchi sempre più ricchi e non nel senso di portare benessere in senso orizzontale per tutti.....è falllita l'ideologia marxista ma è fallita anche l'deologia liberista, forse sarebbe il momento di cercare vie giuste ed eque allo sviluppo , vie che pongano l'uomo libero al centro e quindi l'economia come mezzo non come fine.

Ma i Tonino del mondo devono pesare su tutte le nostre coscienza.
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Ultima modifica di Soleazzurro il Gio 14 Gen - 17:14, modificato 3 volte



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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 17:07



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Oggetto: Re: Cinque secondi forse di più. Ieri a 18:34

stupenda canzone sole....




Il Testamento Di Tito
(Testo e Musica di Fabrizio De André)


Tito:
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".



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MessaggioTitolo: Re: Cinque secondi forse di più.   Mar Gen 26, 2010 10:22 pm

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MessaggioTitolo: Re: Cinque secondi forse di più.   Mar Gen 26, 2010 10:23 pm

..... per completare il post....



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MessaggioTitolo: Re: Cinque secondi forse di più.   

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