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 Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.

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algiuga

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MessaggioTitolo: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Dom Lug 18, 2010 11:15 am

I due re erano entrambi della stirpe di Eracle, non di rado in contrasto fra loro. C’era un governo di cinque efori (ispettori) e una «gherousia» (senato) di 28 membri. Sparta aveva un’assemblea dei cittadini, però solo consultiva, e una società dalla struttura rigidamente piramidale, articolata in tre caste. I cittadini di pieno diritto erano chiamati spartiati ed erano a numero chiuso, poche migliaia di famiglie che vivevano sul lavoro della casta inferiore, gli iloti, servi della gleba che coltivavano i campi per i loro padroni spartiati. Erano tenuti a fornire loro una certa quantità di prodotti agricoli ogni anno e vivevano, o sopravvivevano, con quello che restava, a prescindere dall’andamento dell’annata. Non avevano alcun diritto, era loro vietata qualunque forma di aggregazione, quindi niente villaggi, solo fattorie sparse.In pratica erano schiavi. La casta in posizione mediana, quella dei perieci («periferici») era composta probabilmente di artigiani liberi ma senza diritti civili. Da ultimo venivano appunto gli spartiati che avevano una sola attività da svolgere: la difesa della comunità, e a questo si preparavano per tutta la vita.
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Dom Lug 18, 2010 5:33 pm

Si ritiene di solito che gli spartiati fossero i discendenti degli invasori dori che sarebbero calati nel Peloponneso alla fine del XII secolo a.C. Gli iloti sarebbero stati gli antichi abitanti della regione che, avendo opposto dura resistenza, sarebbero quindi stati ridotti in servitù. I perieci avrebbero accettato i nuovi dominatori senza opporsi e avrebbero ottenuto migliori condizioni di vita.

Gli spartiati, benché fossero in cima alla scala sociale, erano forse l’unica classe aristocratica dell’antichità a non avere privilegi, anzi facevano una vita forse più dura dei loro servi. Fin dalla nascita i bambini che presentavano malformazioni fisiche venivano abbandonati sul monte Taigeto, dove erano preda di lupi e orsi, a meno che non venissero trovati da qualcuno delle caste inferiori che decidesse di allevarli, cosa che si suppone avvenisse assai di rado. I sani venivano immersi appena nati nelle acque gelide dell’Eurota per metterne a prova la resistenza. Restavano con la loro famiglia pochi anni e poi la lasciavano ancora bambini per entrare in una specie di collegio militare ed essere addestrati da istruttori spietati chiamati «paidotribi» (letteralmente "trituratori di bambini".

Per prima cosa erano condotti lungo il fiume a tagliare canne con cui preparare il loro giaciglio: su quei duri steli avrebbero dormito per tutto il tempo dell’addestramento. Portavano lo stesso abito d’inverno e d’estate e mangiavano soprattutto un cibo, il misterioso «zomòs melas», o brodo nero, immangiabile per gli altri greci ma probabilmente molto calorico e nutriente. Erano ammessi anche pane, formaggio e olive nelle razioni dei guerrieri. Praticavano la lotta, la scherma, il pugilato, e subivano, a ogni errore o manifestazione di debolezza, punizioni durissime, ma al tempo stesso erano educati nel culto e nell’orgoglio dell’onore militare, nella devozione assoluta allo stato, nell’idea che nessun sacrificio fosse abbastanza duro per la salvezza della comunità. I modelli di comportamento erano quelli degli eroi omerici per quanto concerne lo sprezzo del pericolo, l’onore, il coraggio, però imparavano da subito a rinunciare all’individualismo e a muoversi in gruppo come un sol uomo.
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Lun Lug 19, 2010 9:13 pm

Non esisteva denaro, ogni forma di lusso e ogni cosa superflua era vietata nelle case.

Le donne non erano da meno dei loro uomini: fin da ragazze si addestravano in palestra vestite solo di una corta tunica. «Mostratrici di cosce» le chiamavano gli altri greci, per i quali quel comportamento era uno scandalo. A differenza che nella democratica Atene, dove le donne vivevano segregate nel gineceo e uscivano solo per nozze, funerali e cerimonie religiose, le spartane andavano dove volevano, avevano le loro proprietà e alcune addirittura scuderie di purosangue con cui correvano a Olimpia.

Certi episodi narrati dalle fonti ci fanno capire che da piccole erano coccolate e vezzeggiate dai genitori. Quando Aristagora di Mileto, che nel 491 a.C. guidava la rivolta dei greci della Ionia, venne a Sparta a chiedere aiuto contro i persiani, entrò in casa del re Cleomene I senza che ci fossero né guardie né servitori e arrivò fino alle camere interne trovandosi di fronte a un uomo che andava a quattro zampe sul pavimento con la figlioletta sulla schiena che giocava a cavalluccio. Allo stupore degli ospiti rispose: «Non è certo questo il modo per un re di ricevere ospiti stranieri ma se siete padri mi potete capire». La bimba era Gorgò e sarebbe diventata la sposa di Leonida.
Altre testimonianze ci fanno capire che le donne avevano una loro tradizione sapienziale, con detti e proverbi tramandati di madre in figlia. Anche loro avevano un ruolo importante nell’educazione dei figli. A un giovane che faceva notare che la spada spartana era troppo corta la madre rispose «allungala di un passo». Ed erano le madri a consegnare ai figli lo scudo nel momento in cui andavano in guerra con la terribile frase: «(Torna) con questo o sopra di questo». Lo scudo rovesciato e con due lance passate nelle corde interne era usato come barella per riportare i morti dal campo di battaglia. La frase, in altri termini, significava: «O vinci o muori».
Quando il re Pausania, vincitore della battaglia di Platea, fu sospettato di tramare di nascosto con i persiani, fu murato vivo nel tempio di Athena Calcieca in cui aveva cercato rifugio e fu sua madre a mettere gli ultimi mattoni.
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Lun Lug 19, 2010 10:34 pm

la madre mise gli ultimi mattoni?
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Lun Lug 19, 2010 10:42 pm

Si.
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Mer Lug 21, 2010 10:33 am

Le donne di Sparta avevano molta più libertà e considerarione di quelle degli altri popoli dell'epoca,sia da ragazze che da sposate,non si truccavano o facevano uso di gioielli ed ornamenti per attrarre l'attenzione degli uomini,frequentavano le palestre per irrobustirsi e mascolinizzarsi,educavano i figli al senso dell'onore e della comunità,alla parsimonia ed al disprezzo del superfluo.
Quando una madre si vedeva riportare il figlio morto in battaglia sullo scudo che lei stessa gli aveva dato al momento della partenza,si soffermava a guardare se le ferite erano davanti o dietro il corpo :nel primo caso sorrideva,nel secondo piangeva.
La battaglia delle Termopili, combattuta contro la più possente autocrazia del mondo di allora, è diventata un paradigma dell’etica dell’Occidente. In nome della libertà tutti possono diventare eroi, i combattenti indomabili di una città di guerrieri come i semplici cittadini.
Nel novembre del 1973 gli studenti del Politecnico di Atene in rivolta contro il regime dei colonnelli, ai militari che intimavano loro la resa, risposero con la frase di Leonida ai persiani che imponevano loro di cedere le armi: «Molòn Labè, vieni a prenderle!».
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MessaggioTitolo: Re: Sparta,un popolo forse non giustamente valutato.   Gio Lug 22, 2010 9:38 am

Soldato spartano

Ragazza spartana

Artigiano.


 




Molto spesso gli storici, mettendo a confronto Sparta e Atene, sottolineano maggiormente i caratteri negativi della prima e quelli positivi della seconda. Si parla così di Sparta come di una società tipicamente schiavista. È ben vero infatti che Sparta utilizzò largamente il lavoro servile degli iloti; ma tutte le città greche, compresa Atene, si servivano del lavoro degli schiavi. Spesso, inoltre, si considera Sparta come la città greca più guerriera del suo tempo. Ciò è vero, in quanto la società spartana era una società di soldati; tuttavia Sparta fu coinvolta in un numero assai minore di guerre che non Atene, città desiderosa di espandersi militarmente. Lo scopo dello Stato spartano infatti fu generalmente quello di salvaguardare se stesso e il proprio sistema politico. Perciò si limitava a controllare le regioni dipendenti o ad appoggiare i partiti aristocratici delle città vicine. 





Se l'immagine lasciata da Sparta nella storia è stata quella di un'oligarchia guerriera determinata e ben decisa a non accettare alcun accenno di dialogo con le popolazioni sottomesse, Atene, invece, viene da sempre associata alla democrazia e al massimo sviluppo artistico e intellettuale della Grecia. Molte delle invenzioni del pensiero dovute ai Greci sono legate alla città di Atene





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