Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 in giardino

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AutoreMessaggio
aldo

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MessaggioTitolo: in giardino   Dom Ago 29, 2010 7:40 am

ciao a tutti
non scrivo in questo periodo, ma leggo molto
attraverso un momento piuttosto movimentato nel capitolo salute e davvero non ho voglia di scrivere
stamattina invece ho avvertito la vostra mancanza (non è egoismo)

proprio ieri sera ho terminato la lettura di "in giardino" herman hesse
e lo rileggerei subito per la sua semplicità e naturalezza anche nello sviluppo dei concetti che in hesse sono abbastanza ostici
il libro lega la natura, l'esercizio costante che il giardino impone ai processi teorici che si sviluppano nella mante
fantastico e mi ha messo la voglia di approfondire
stamattina ho cominciato "il giuoco delle perle di vetro"
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Remigio

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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Dom Ago 29, 2010 8:14 am

Grazie per avermi ricordato Hesse. Non ricordo di aver letto il libro che citi, se l'ho fatto à stato anni fa.
Lo cerco e lo (ri)leggo.
Un abbraccio
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algiuga

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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Dom Ago 29, 2010 9:41 am

Citazione :
La natura ha migliaia e migliaia di colori, e noi ci siamo messi in testa di ridurne la scala solo ad una ventina.
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Remigio

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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Lun Ago 30, 2010 9:28 am

Sicuramente è la traduzione di "Studien im Garten", pubblicato nel 1936.
Lessi l'originale molto tempo fa, ma a causa della difficoltà della lingua non ne apprezzai il contenuto.
Cercherò la traduzione italiana ( ai miei tempi non c'era, forse).
Ancora grazie per il suggerimento
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lapanchinasulmare



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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Lun Ago 30, 2010 9:40 am

avvicinandosi l'autunno consiglierei un libricino di Hesse che lessi da studentessa...
"Pellegrinaggio d'autunno"...
inserisco un brano sperando sia gradito...

Il temporale
Hermann Hesse


Quando, la mattina seguente, mi disposi a proseguire il viaggio, non certo di buon'ora, nel cielo burrascoso veleggiavano nastri di nubi sfrangiate, grigie e lilla, e mi accolse un forte vento.

Fui presto sul crinale della collina e vidi sotto di me la cittadina, il castello, la chiesa e il piccolo imbarcadero, addossati l'uno all'altro sulla riva, simili a giocattoli. Mi tornarono in mente alcune storie divertenti dei tempi in cui abitavo in quella zona, e scoppiai a ridere.

Ne avevo bisogno perché, quanto più mi avvicinavo alla meta del mio viaggio, tanto più mi sentivo oppresso e avvertivo una stretta intorno al cuore, anche se non volevo ammetterlo.

Mi fece bene camminare in quell'aria fresca e sibilante.

Ascoltavo il vento impetuoso e, mentre procedevo sul sentiero di cresta, vedevo con crescente piacere che il paesaggio si faceva più vasto e possente.

Il cielo si andava schiarendo, a partire da nordest: laggiù la vista era libera e si potevano vedere lunghe catene di montagne, disposte in modo meravigliosamente regolare.

Man mano che salivo, il vento aumentava.

Cantava una melodia autunnale, con gemiti e risa, accennando a passioni favolose accanto alle quali le nostre non erano altro che bambinate.

Mi gridava all'orecchio parole mai udite, di un mondo primigenio, come nomi di dei antichi.

Dipingeva su tutto il cielo, coi rimasugli delle nuvole erranti, strisce parallele che contenevano qualcosa di dominato a stento e sotto le quali i monti parevano incurvarsi.

Davanti al mugghiare dei venti e alla vista di quel vasto paesaggio montuoso, la lieve oppressione che incombeva sulla mia anima scomparve.

Da quando, agli occhi miei, strada e clima si erano riempiti di vita, il fatto che mi stessi avvicinando a un incontro con la mia gioventù e a una cerchia di stimoli ancora ignoti non era più così importante ed esclusivo.

Poco dopo mezzogiorno mi fermai a riposare nel punto più alto di quel sentiero d'altura, mentre il mio sguardo volava sull'immenso paesaggio che si estendeva intorno a me, perlustrandolo commosso.

C'erano montagne verdi e, più lontano, montagne azzurre coperte di boschi e gialle montagne rocciose, colline dalle mille pieghe e, dietro ancora, il monte più alto, con pinnacoli scoscesi e pallide piramidi di neve.

Ai miei piedi, in tutta la sua estensione, il grande lago, azzurro come il mare e punteggiato dalla schiuma bianca delle onde, con due vele solitarie e fugaci, che scivolavano curve; sulle sponde verdi e marroni gialli vigneti fiammeggianti, boschi variopinti, bianche strade maestre, villaggi di contadini tra alberi da frutto, villaggi di pescatori, più spogli, città turrite, chiare e scure.

Sopra tutto, a spazzar via quelle nuvole grigiastre, tra brandelli di un cielo limpidissimo, pervaso da una luce verde azzurro e opalescente, raggi di sole disposti a mò di ventaglio sulle nubi.

Tutto mosso, anche le catene montuose parevano correre avanti, e così le cime alpine, irregolarmente illuminate, scoscese e discontinue.

Con la burrasca e le nuvole, anche i miei sentimenti e desideri si dispersero febbrili e violenti per quel vasto paesaggio, abbracciando lontani pinnacoli innevati e posando fugaci su verdi insenature lacustri.

La mia anima fu assalita dalle note, seducenti sensazioni di ogni vagabondaggio, fuggenti e variopinte come l'ombra di una nube: rimpianto per quanto si è perduto, brevità della vita e pienezza del mondo, mancanza di una patria e ricerca della patria, alternate a una fluente sensazione di totale distacco da spazio e tempo.

Lentamente trascorsero i flutti, cessarono di cantare e spumeggiare, e il mio cuore si placò e riposò immobile, come un uccello ad alta quota.

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lapanchinasulmare



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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Lun Ago 30, 2010 9:42 am

aldo, spero che la tua salute migliori presto... flower
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algiuga

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MessaggioTitolo: Re: in giardino   Lun Ago 30, 2010 9:49 am

Citazione :
Lentamente trascorsero i flutti, cessarono di cantare e spumeggiare, e il mio cuore si placò e riposò immobile, come un uccello ad alta quota.
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