Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 befana

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aldo

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MessaggioTitolo: befana   Lun Set 06, 2010 6:43 pm

finalmente!
sabato iniziamo il laboratorio per la realizzazione della befana nel lambro!!
anche quest'anno un tema:
LA MACCHIA come inquinamento delle acque di tutto il mondo, come inquinamento delle menti
è una esperienza che, se non fosse per la lontananza mi piacerebbe condividere
è unica
per farvi un piccolo esempio vi incollo le mie impressioni di una di queste befane
quella realizzata nel 2009 dove il tema era: Befana senza paura, nel senso della paura buona rubata ai bambini e trasformata in terrore dalla nostra società

eccola, buona lettura e...non me ne vogliate!


BEFANA SENZA PAURA 2009
 Piccole impressioni di laboratorio e ed ancor più piccole riflessioni, alla buona



Amo le cose semplici, grandemente inconsuete.

A CASA DI ANTONIO ( il cubano)

“Uhei, geometra, come stai?”. Lui è seduto di fronte alla porta e a chi entra con la barba bianca, quasi immacolata, da bambino. Non l'ho mai visto senza il berretto.
Di tutto un anno passato senza vederci non c'è traccia.
Diversi bozzetti sono sul tavolo grande di legno ed intorno a questo altri visi conosciuti sono in attesa. Enrico passa i fogli come si passano le carte per la briscola, con la stessa naturalezza.
Guardo Antonio seduto sul divano, fuma e sembra che guardi la televisione ma ho imparato a stargli vicino: proprio quando sembra distratto è il momento in cui filtra quello che ascolta e lo registra. A volte sembra che non ti veda nemmeno poi ti passa accanto e ti lascia cadere una parola vicino che è solo per te, unica e calda. E' un gatto. Conoscendo la mia passione per il toscano mi offre un cubano messo via nel sacchetto per non perderne l'aroma che rifiuto cortesemente in quanto non apprezzo i sigari. Mi dispiace, però. La sua è stata una attenzione particolare, per farmi stare a mio agio e per aprire di più la sua casa. Ci si sente bene con lui.
“La Befana senza paura.” Questo è il tema del laboratorio di quest'anno. Difficile ma quanto mai centrato. La sensazione è che siamo defraudati anche della valenza positiva della paura da una sovraesposizione continua e mirata da parte dell'informazione e della società ai valori ormai normalmente mostrati e spesso ostentati come apparire, prevalere, superare, scavalcare, sfidare, vincere. Condizione necessaria di questa dinamica è l'operare affinché la paura svanisca e venga cassata, cancellata dalle menti sopratutto più giovani e assuma invece valenza di allarme e terrore, di tensione costante e incontrollabile . Che alla fine sia un mito dissolto. Una conseguenza potrebbe essere il crescere di generazioni che vedono annullate anche le paure istintive per merito e per mezzo di una parte della società onnipotente, onnipresente e padrona, quasi divina che attanaglia le menti attraverso la pseudo-protezione dall'allarme che essa stessa crea. La tensione sfocia poi nella aggressività madre della violenza e della fragilità. Quest'ultima diventa il filo conduttore delle esistenze e un'esistenza fragile è più facilmente controllabile; la violenza poi, si schiaccia semplicemente con altra violenza.
Si apre una bottiglia di rosso e appaiono alcune fette di salame. Mason continua con le idee, le possibilità, chiede conferme. E' attento a ciò che viene detto come se fosse pronto a cogliere dalle idee come da un mazzo di fiori. Si accarezza la barba. Antonio sorride. Amo la confusione dei progetti iniziali che prendono successivamente una forma distinta.
Acquarelli, disegni, voci, mani, vino, legno, amici, odori. Di nuovo tutto si fonde, di nuovo i confini si confondono, le idee camminano cambiano, volano e si trasformano. Violini e contrabbassi. Mi piace questa casa.
Si ricomincia o forse non si era mai finito.


NOVEUNDICIDUEMILAOTTO (spaccalegna)

Il ponte di Agliate compare in fondo alla discesa, il Lambro è alto, torbido, pauroso. Scendiamo dall'automobile nel piazzale vicino al capannone, c'è già qualcuno. E' strano come possa accadere che dopo dieci mesi di lontananza da un luogo, quando ci ritorni, sembra di di averlo lasciato la sera prima.
Una nascita a ritroso, un ritorno nel ventre. Respiro a fondo, ho bisogno di sentire gli odori. Legno e terra. Nel capannone tutto è fermo, cristallizzato. Mi ricorda il carro di Mangiafuoco con tutti i burattini appesi, in attesa. L'impressione è di ritrovare nella medesima posizione tutte le cose lasciate un anno fa.
I luoghi, i posti cari ci attendono con pazienza, si fanno attraversare dai venti, coprire dalla neve violentare dai temporali ma rimangono lì, per noi.
Nulla si fa oggi se non procurare il combustibile per le stufe nel laboratorio. E allora, spaccalegna!
Spaccalegna e spaccapaura.
Ogni colpo con la scure mi fa pensare a quel che resta dopo la paura. Il tronco spezzato e spezzato ancora salta ai lati del ceppo e rimane a terra inerte e non più compatto e duro. Le paure superate rimangono allo stesso modo. Le guardiamo increduli di averle temute e subite ed ora sono lì, come legna per la stufa, per dare calore, coraggio, per farci crescere.
Io punto la scure e Giovanni picchia con la mazza, io punto lui picchia... Le paure molto spesso si sciolgono con l'aiuto degli altri.
Che buon caldo vicino alla stufa!



CINQUE PASSI
Vivevo con la nonna mentre frequentavo l'asilo, nella grande casa sulle colline brianzole. Ricordo in quella casa un sottoscala lungo e buio ad angolo retto che era l'oggetto dei miei peggiori incubi. Partiva dalla lavanderia per finire chissà dove nelle viscere della montagna, o così a me sembrava. Passavo davanti a “lui” poche volte, il minor numero di volte possibile e forse meno ancora. Io ero piccolo e lui immenso e pauroso. Pieno di cose vecchie e strane come la balena di Pinocchio era in grado di risucchiare chiunque si soffermasse al suo imbocco. Davvero terribile!
Di tutta la casa quello era un angolo a me oscuro. Ed oscuri erano i rumori di scorrere d'acqua, di tubazioni vibranti che vi sentivo spesso scuotere il buio. Una volta mi decisi ad entrare armato di un ridicolo lungo bastone che nemmeno si poteva muovere nell'angustia del luogo. Nel mio pensiero però, poteva con la sua lunghezza proteggermi di più da ciò che sicuramente mi sarebbe accaduto.
Un passo...un altro e già la lampadina fioca della cantina non rischiarava più...un altro ancora, il cuore a mille e....una ragnatela mi si impiglia nei capelli...e un passo....e ancora uno...e poi un topo!! Attraversò il sottoscala per la lunghezza che riuscivo a vedere e mi passò tra i piedi. Mollai tutto, bastone e coraggio e volai fuori dal sottoscala, dalla cantina, dalla casa fino nel cortile dove passava la nonna Angela.
“Nonna c'è un topo in cantina” nemmeno lo nominavo quel cunicolo” vieni, vieni di corsa!”
Tradotto questo voleva dire “Vieni con me in quel maledetto sottoscala!”
La nonna Angelina mi prese la mano.
“Ven chi, nan” disse in dialetto. Vieni qui, caro.
“Dove l'hai visto?”
“Là, là nel sottoscala!”
“ Bene, dovevo proprio cercare una cosa la dentro.” Eh, la nonna la sapeva lunga!
Entrammo, lei davanti ed io come un cagnolino dietro. Era strano, ma la lampadina della cantina sembrava più luminosa. Del topo nemmeno l'ombra. La nonna credo facesse finta di cercare quella famosa “cosa”, che non trovò.
Per dirla tutta, il topo non c'era mai stato. Era la mia paura che aveva la forma del topo.
Cominciai nei giorni successivi a frequentare “l'ameno” luogo munito di una candela e lo trovai affascinante, colmo di cose dimenticate. Trovai anche uno sgabello mezzo ammuffito che pulii lo stesso pomeriggio e riportai nel sottoscala con uno scatolone che aggiustai come un tavolino. Misi la candela accesa sul tavolo mi sedetti e.....Io ero il topo!



SMS: QUANTI ARCHI HA IL PONTE DI AGLIATE? (la paura è un ponte)
Con tutte le volte che in questi anni ho guardato, attraversato, ammirato e vissuto il Ponte di Agliate, non ne ho mai contato gli archi. Che pirla! “Cinque archi, e ben tesi!” è la risposta.
Anche questo sabato il Lambro è alto, limaccioso dopo le piogge abbondanti.

Di sotto gli archi
anche le fessure
tremano
i germani
si radunano

Mentre mi avvicino conto le arcate e il ponte mi appare come mezzo per superare un ostacolo.
Per la prima volta colgo non più l'ovvietà ma la sostanza. Questa costruzione, come tante altre cose dentro me, non aveva superato il livello della banalità. Oggi, però, improvvisamentesi erge al rango di pilone centrale, di chiave di volta.
Mi sembra che la figura stessa del ponte si adatti bene alla positività della paura.
Forse per il primo albero caduto per caso appoggiatosi sul ciglio opposto di un fiume si sono aperti territori sconosciuti all'uomo. Forse il primo ponte naturale è servito per infrangere la paura di attraversare un torrente impetuoso, e questo passaggio ha aperto a nuove terre magari più accoglienti o fertili.
La paura è il ponte ed il suo superamento il mezzo per crescere.
Superare non è però sinonimo di cancellare. Se io supero una paura non significa che non ne abbia o che non ne avrò in futuro. Semplicemente ho percorso il “ponte”.









Se poi
ponti e fiumi
si confonderanno
per le nebbie
e venti e correnti
solo a tratti
ne rischiareranno
le sembianze,
aspetteremo inermi
di perire inconsci
figli del terrore
o saliremo sul carretto
dei girovaghi
a tentare la sorte
a costruire la vita?






IL CARRETTO (cartone e graffette)

Abbiamo cominciato la costruzione di un carro gitano o circense. Non ho ancora capito bene. Carro di zingari, giocolieri, girovaghi. Cosa accomuna? Qual'è il motivo che unisce? O è il carro il fulcro?
Come al solito il bello è che le cose si capiscono in “corso d'opera”.
I girovaghi per definizione non hanno dimora, lavoro fisso, non operano in modo stabile in un luogo, sfuggono quindi al concetto tutto nostro di sicurezza sociale ed economica. Proprio questo termine “sicurezza” così usato in questo periodo. è il chiavistello per aprire il lato oscuro delle paure umane. La mancanza di tale stato d'esistenza fa spavento come intimoriscono tutti coloro che la snobbano e scelgono viaggi diversi. I “vaganti”, quelli fuori dal controllo, sono proprio loro. Mentre incollo e graffetto, penso che si può essere gitani anche col pensiero e, forse, fa più paura ancora. Chi non è omologato è imprevedibile e come tale scardina le logiche comuni.
Il mezzo per continuare oltre la paura è la conoscenza. Se conosco non temo e per conoscere devo affrontare. Se non affronto soccombo, divento vittima dell'ignoranza bagno di cottura per la paura.
“Ma pensa che bello, salire tutti su 'sto carro e andare via...” chi parla è Sandro.
Guardiamo insieme il carro ed abbiamo un bicchiere di vino rosso in mano. Non scappare, andare via. E non è lo stesso.
Il carro può essere conoscenza, la sua stessa sostanza implica il viaggio, l'altrove, il diverso da, sottintende la rottura con la stabilità Oltrepassare l'incognito fuori e dentro, non averne paura, credo sia la soluzione che propone.
Il carro è dissacrante e anti-dogmatico.




SABATONUVOLO (haiku del fiume)
premono il cielo
nere nuvole bigie
annusa il cane

scivola il fiume
sotto la pioggia trema
il topo e guarda

mosse le canne
sottovoce parlano
il pesce ascolta

il vento lascia
scosse le foglie gialle
vibra l’anima






DIALOGO TRA LA LUNA E L'ALBERO

E' già buio fuori e nevica, fine fine e ghiacciato. Le ultime voci lentamente, quasi non volendo, lasciano il laboratorio della Befana e si chiude la porta di ferro e si spegne l'ultima luce. Le voci si salutano. Silenzio. Solo il Lambro canta la sua nenia notturna. Mai uguale. Sempre uguale.
Nel capannone, vicino all'uscita, ci sono un albero con i rami di colorati di rosso, giallo, verde, azzurro ed arancione finito da poco ancora con i colori freschi ed una luna abbozzata per terra col gesso, una luna piangente, con due grandi lacrime sul viso, colpita, in attesa di essere costruita con il filo di ferro.
“ Freddo, eh?” l'albero dal suo cantuccio rompe il ghiaccio.
“ Si, ma vedi, ci sono abituata e poi non sono ancora finita...”
“ Però già piangi, perché?”
“ Sarò una luna che brucia, che dovrà essere un segno di dolore.”
“ Continua!”
Sembra che la luna (mi piacerebbe chiamarla Ausonia) chiuda di più la sua falce.
“ Guardami! Sono già disarmata e colpita da una lancia. Sono testimone della stoltezza, della disattenzione, della stupidità. Sarò lì a bruciare per avvertire, sarò premonitrice di tempi foschi e chissà se qualcuno mi osserverà per quello che rappresento...”
“ Già, però intanto illumini.”
Ausonia riprende un pochino di serenità e allarga la sua curva ad abbracciare l'albero (che potrebbe chiamarsi Eolo).
“..ed io sarò illuminato da te e diversamente nessuno vedrà i miei colori così vivi. La vita necessita di essere valorizzata proprio quando il dolore, la paura la disturbano, la minacciano. Io ti starò vicino perché ho bisogno di te. Non sarai mica da sola, sai?”
“ Mi fai sperare” sorride Ausonia. L'abbraccio è ormai in atto.
“ Guarda, io sono la speranza! Da un tronco così scuro e nero d'inverno, nascono rami dei colori dell'arcobaleno, come tante dita al cielo. Dal nero i colori, dalla paura la speranza, la primavera che verrà. Senza la tua luce però, chi mi vedrà?”
“ Certo, si dovrebbe faticare ma non sarebbe impossibile.”
“ No, no, nessuno mi vedrebbe!” Eolo si stringe di più a lei. “ E poi tu voli nel cielo, superi monti e genti e cali e cresci e ti nascondi ed io? Io dove vado con le mie radici? Posso solo sognare di volare
e null'altro... Già, forse il mio sogno è proprio la speranza e questi rami colorati i sogni di tutti.”
“ Tutto esiste se esiste tutto.” sentenzia la luna.
“ Forse hai ragione non possono accadere cose solo belle o solo brutte, il mondo non può vivere senza le preoccupazioni e le gioie, le ansie e la felicità, le paure ed il loro passare.”
“ Sto meglio, Eolo.”
“ Figurati io! Non ho più nemmeno freddo, però stammi vicino. Domani ti asciugherò quelle lacrime.”
“ Lasciale pure, non saranno solo di dolore”
“ A domani, buonanotte Eolo.”
“ Buonanotte Ausonia.”


Alla luna e all'albero
alla meraviglia e al sereno
alla magia
e
al fuoco.

Aldo
Finito di scrivere ad Agliate il 20-12-2008

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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Set 06, 2010 7:28 pm

Bellissimo!
Bravo Aldo. Immagini vive e certamente frutto di esperienze vissute.

cheers
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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Set 06, 2010 7:53 pm

Concordo con Rem.
Interessantissimo e da leggere e meditare.
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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Set 06, 2010 8:50 pm

Sono rimasto affascinato nella lettura ..... bravo Aldo
Citazione :
....Immagini vive........da leggere e meditare......


(mi perdoneranno Rem e sole per aver rubato le loro parole....ma le ho trovate appropriate per un commento)



Enim
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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Set 06, 2010 8:55 pm

Io ti leggo appena posso..Aldo, promesso!! è lunga e voglia leggerla bene..dopo ti rispondo!
Bacionissimi! Smile


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Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti..(Bob Marley)



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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Set 06, 2010 10:06 pm

il racconto di te e di nonna angelina l ho rietto con piacere e con un sorriso...mi viene difficile immaginarti bambino, con i calzoni corti e sigaro in bocca aldo.
quando lo postasti....come un invito a raccontare delle proprie paure.....
gli altri sono fotogrammi di un gruppo al lavoro x offrire qualcosa di bello ai propri concittadini, un gruppo affiatato anke se si ritrovano solo dopo un anno, ma ogni volta si scoprono un po di più.
delle bellissime immagini...ma questo te l hanno già detto.
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MessaggioTitolo: Re: befana   Mer Set 08, 2010 11:16 am

Letto tutto come promesso!
Credo di avertelo già detto nel precedente commento al tuo scritto" Cinque passi", che mi piaci molto nelle vesti di scrittore perchè hai una capacità descrittiva non banale dell'attimo e delle emozioni e che a differenza delle tue poesie mostri un pò di più il tuo animo..Sei, come dire, meno ermetico e meno complicato..
Un bacionissimo!!!


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MessaggioTitolo: Re: befana   Gio Ott 27, 2011 6:14 pm

oh ...inizia il laboratorio della nuova befana!!
mi viene un'idea:
se vi incollo qui le tematiche (che comnque sono per lo più ambientali e tese a valorizzare la funzione pedagogica del fiume e la sua importanza nell'immaginario)e gli intenti del nostro laboratorio, completati da fotografie ed altro, potreste dare un contributo culturale a distanza e partecipare , se ne avrete voglia, alla attuazione del progetto?
che ne dite?
per saperne e capirne di più potreste consultare il nostro sito.
www.befanalambro.net
dai!
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MessaggioTitolo: Re: befana   Gio Ott 27, 2011 6:21 pm

[img][/img]

[img][/img


la befana 2011 ONDANERA
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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Ott 31, 2011 6:11 pm

prime fotografie del Lambro, per immergermi, respirare l'attesa della Befana....

[img][/img]

[img][/img]
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MessaggioTitolo: Re: befana   Lun Ott 31, 2011 11:04 pm

Sei bravissimo Aldo!! Hai catturato immagini bellissime...


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MessaggioTitolo: prime fotografie da laboratorio....   Mar Dic 06, 2011 10:06 pm

[img][/img]
il grande cavallo che metteremo nel fiume
[img][/img]
copricapi abbozzati per i bambini
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MessaggioTitolo: Re: befana   Mar Dic 06, 2011 10:07 pm

ah, il tema della befana di quest'anno è:

GIRAVOLTE E RAGGIRI PER APPRODI DI FESTE.
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MessaggioTitolo: Re: befana   Mar Dic 06, 2011 10:08 pm

GIRA IN TONDO
Sempre da qui si parte. Sempre da questo ponte, che supera la paura, che porta oltre, che dischiude luoghi inarrivabili. Ponte che corre nei tempi, che fa passare acque vecchie di millenni, vecchie e nuove...vecchie e nuove....ogni volta. Passaggio al di là del quale il prima diventerà poi, lo scuro sarà chiaro, lo sconosciuto si svelerà. Mi piace questa ambivalenza. Mi piace il ponte che diventa passaggio tra dimensioni diverse. Come del resto diverse sono le esperienze che hanno sempre bisogno di un ponte per realizzarsi, per collegarsi. Di più: il ponte è nella nostra mente tra un pensiero e l'altro, tra una persona ed un' altra, lo usiamo più di quanto crediamo.
Mi ci sono fermato sopra oggi, come ormai mi capita di fare da qualche anno. Ogni tanto ci passo per gettare un'occhiata al fiume. Un saluto.
Seguo con gli occhi una foglia che galleggia ondulando sull'acqua. E' arrivata da sotto un arco e si sposta verso destra in una ardita curva verso riva tanto che sembra fermarsi...invece, aumentando improvvisamente la sua velocità e stringendo la sua curva si infila in piccolo vortice vicino ad una pietra, e gira....gira....gira.... volta e gira, giravolta. Poi se ne va, indifferente, ancora ondulando e si perde, scompare dalla mia vista.
La giravolta è un momento, un istante di potenza, è mischiare il mazzo delle carte, la desiderata illusione di poter cambiare il corso degli avvenimenti. Ancora, è il guizzo fulmineo di un gesto, la meraviglia del racconto...ma dura un istante e l'istante successivo è già e ancora diverso.
Il fiume è abituato alle giravolte, al diverso alternarsi del caso. E' capace di trasformarsi, deviare, distruggere e costruire, dare la vita o toglierla.
Il ponte si fa attraversare dal fiume e dagli uomini, è il portatore di giravolte e le regala a chi è disponibile a coglierle e a viaggiarci dentro, a camminarci in tondo come in un prato dopo la prima neve i bambini.
Le giravolte sono nelle favole, in ciò che sembra e non è, in quello che credi e non sai.
Le feste, la Befana sono attimi, sono giravolte di un respiro del fiume e tutti noi ci siamo dentro, con due piedi, fino a bagnarci, immergerci in quello che a breve sarà solo eco tra gli archi.

Cantano gli archi
i racconti del fiume:
Echi di feste.

Aldo
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MessaggioTitolo: Re: befana   Mer Dic 07, 2011 9:27 am

Citazione :
Sempre da questo ponte, che supera la paura, che porta oltre, che dischiude luoghi inarrivabili. Ponte che corre nei tempi, che fa passare acque vecchie di millenni, vecchie e nuove...vecchie e nuove....ogni volta. Passaggio al di là del quale il prima diventerà poi, lo scuro sarà chiaro, lo sconosciuto si svelerà

Chissà perchè queste parole mi hanno evocato il ponte di istanbul..il fascino della fine corsa, il il sapore del collegamento visivo di due continenti..Quando ero sulla sponda di quel fiume nella mia Europa mi emozionava sentire odore di Asia....in quella continuità che l'occhio coglieva senza interruzione..
Come sempre hai una maniera molto colorita e trasportatrice di raffigurare i tuoi pensieri..
Mi piace sempre il tuo modo di scrivere...


.



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MessaggioTitolo: Re: befana   Mar Dic 27, 2011 8:33 pm

Aldo[img][/img]

LE LANTERNE

Di piccole fiamme
si costellano gli archi e le rive
quando la luce
scavalca con un passo il fiume.
Là, ecco i bambini con la lanterna,
portatori delle memorie future
ed unici, inconsapevoli
narratori del mito
per i tempi a venire.


Già, i bambini con la lanterna, gli attori veri della Befana.
La lanterna è la più potente delle invenzioni che portiamo sul fiume, la più carica di significati e di segreti. Ogni bimbo è un universo che nel momento in cui guarda il fiume coi fuochi, registra, progetta fantasticando, illumina con una miriade di pensieri diversi il buio che troppo spesso lo circonda. Noi gli diamo la lanterna, la chiave di lettura per i messaggi cifrati che incontrerà. Una delle chiavi, per carità, ma la più semplice e la più poderosa, quella che spaventa il buio e lo mette in fuga. Solo allora l'uomo che sarà potrà scegliere e tutti conosciamo il valore rivoluzionario di questo verbo che necessita di libertà per potersi esprimere e la sua necessità di abbattere barriere culturali per esistere.
La mano si “allaccia” alla lanterna e non la lascerà fino a quando si sarà consumata, quasi che, chi dietro la mano respira, avvertisse il valore di questo suo stare. Sembra magico il fare luce al fuoco nell'acqua, pare di farne parte, di accoglierne la forza per usarne il mistero. Ecco, si tiene per mano il proprio diritto, la propria volontà di rivendicarlo.
Tutto lo svolgersi della Befana sarebbe poco senza le lanterne-bambino che dipingono di ombre colorate gli occhi e le occhiaie.

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MessaggioTitolo: Re: befana   Mar Dic 27, 2011 8:34 pm

agiornamenti sul sito:

www.befanalambro.net
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MessaggioTitolo: Re: befana   Mar Dic 27, 2011 8:59 pm

Citazione :
Sembra magico il fare luce al fuoco nell'acqua, pare di farne parte, di accoglierne la forza per usarne il mistero. Ecco, si tiene per mano il proprio diritto, la propria volontà di rivendicarlo.

sì..sa di magico....


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Chi ama per gioco se ne pentirà quando per gioco sarà amato (J.Morrison)



Si sbaglia sempre..Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia..Si sbaglia per imparare.
Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti..(Bob Marley)



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MessaggioTitolo: Re: befana   Mer Dic 28, 2011 9:43 am

Citazione :
.......la più semplice e la più poderosa, quella che spaventa il buio e lo mette in fuga.
..................................
La mano si “allaccia” alla lanterna e non la lascerà fino a quando si sarà consumata, quasi che, chi dietro la mano respira, avvertisse il valore di questo suo stare.

si, condivido il pensiero di danae... sa di magico, c'è della magia........


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MessaggioTitolo: Re: befana   Mer Dic 28, 2011 9:43 am

carmineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee


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MessaggioTitolo: Re: befana   Dom Gen 15, 2012 4:39 pm

aggiornamenti ed immagini della festa su:
www.befanalambro.net

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MessaggioTitolo: Re: befana   Sab Feb 04, 2012 3:03 pm

Uff..in ritardo come al solito!!!! Scusami, Alduccio..ma non mi era arrivato il messaggio di risposta all'argomento...
Cmq.....belle foto....bellissima inizativa ( come sempre!)..Certo che c'è un lavoraccio dietro a questa manifestazione..
Mi piacciono in particolare due foto..il riflesso dello striscione sul fiume e l'uomo che portava a spalla l'albero secco!! Sono le foto che avrei scattato anche io Smile
Poi...dolcissimo il..custode silenzioso del laboratorio..Smile..Ma io sono di parte!! king

Aldo..scusa il ritardo..ma stavolta ho....metà colpe!
Bacionissimo e..continua sempre così..è un impegno che fa onore!!!


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MessaggioTitolo: Re: befana   Dom Feb 05, 2012 4:17 pm

grazie danae
purtroppo per la befana è tempo di consuntivi
non sappiamo se lanno prossimo saremo ancora in grado di fare una festa così
u po' per la stanchezza di molti, per la mancanza di sostegno economico, per l'avversione di alcune (molte)giunte comunali della valle del lambro
sapremo comunque stupire in qualche modo
lo dobbiamo alle tantissime persone che ogni anno sono presenti
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MessaggioTitolo: Re: befana   Dom Feb 05, 2012 4:18 pm

l'anno evidentemente con l'apostrofo
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MessaggioTitolo: Re: befana   Sab Feb 11, 2012 6:13 pm

questo è un video creato ad uso interno dei "befani"
guardatelo è struggente e delicato ed ogni volta che lo guardo (complice la musica) mi scappa la lacrimuccia

[youtube][/youtube]
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MessaggioTitolo: Re: befana   Sab Feb 11, 2012 6:39 pm

ora altri tre brevi video che testimoniano un rito:
qualche giorno dopo la festa tutte, ma proprio tutte le strutture che abbiamo portato nel fiume vengono distrutte e smontate per riutilizzarne alcune parti.
il momento finale è la simbolica uccisione della grande "bestia" ed ogni anno tocca a chi durante i lavori, abbiamo visto particolarmente partecipe nella sua costruzione.
quest'anno e stata la volta di alessandro, grande appassionato di cavalli e una delle colonne del nostro laboratorio.


][youtube][/youtube]
[youtube][/youtube]
[youtube][/youtube
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MessaggioTitolo: Re: befana   Dom Feb 12, 2012 3:27 pm

molto bello il video........... complimenti all'autore.....
e complimenti a tutti voi......
certo che per avere il coraggio di distruggere delle così belle opere (dopo tanta fatica) è proprio necessario "annebbiare le coscienze" con della buona grappa!

Smile ciao Aldo, un sorriso a te e a tutti gli "amici"


Enim
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