Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 i detti napoletani

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MessaggioOggetto: i detti napoletani   Dom Gen 24, 2010 1:08 am

' O strummolo a tiriteppete e 'a funucella corta.
E' un detto ancora molto in uso.
Lo strummolo ( dal greco stròbylos ) è una trottolina in legno, un giocattolino ancora in uso.
Una cordicella ( a funicella ) avvolta attorno allo strummolo determina , opportunamente usata, la rotazione dello strummolo, migliore è lo strappo della cordicella più dura la roteazione dello strummolo.
Una volta si facevano vere e proprie gare di strummolo.
Gli scugnizzi cercavano di danneggioare i loro concorrenti o meglio l'altrui strummolo facendo cadere il proprio strummolo su quello degli altri...lo strummolo colpito rimaneva " scugnato " ( dal latino excuneatus ) cioè spuntato e squilibrato , questa spaccatura determinava l'appellativo onomatopeico di " tiriteppete ....se all'attrezzo già a tiriteppete si aggiungeva l'utilizzo di una cordicella corta...era la rovina.
Cercavo da anni il significato di tiriteppete....finalmente per un puro caso lo ho trovato in una pubblicazione e mi pare molto giusta...
lo avevo già postato in Pigiama...ma senza conoscerne il significato....il vascello meritava che l'arcano fosse svelato...
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Gen 24, 2010 1:26 am

Bravissimo sole..riaprire questa sezione è stata una bellissima idea.
I detti napoletani sono molto intriganti e hanno quel sapore di antico e di popolanità che lasciano un bel sapore..


.



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Si sbaglia sempre..Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia..Si sbaglia per imparare.
Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti..(Bob Marley)



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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Gen 24, 2010 4:16 am

evviva riapre la scuola di....napoletano e dei suoi detti.....mi piace un sacco!
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Gen 24, 2010 12:50 pm

Chi fraveca e sfraveca nun perde mai tiempe...

chi costriusce e distrugge e poi ricostruisce non perde mai tempo...

e questo , anche se banale, si addice al nostro vascllo verde ramarro...

Siamo rimasti attoniti e muti...quando abbiamo visto il nostro pigiam averde afflosciarsi e morire....avevamo due opzioni....restare inerti a piangere sul pigiama impudicamente cadutoci....oppure ..darci sotto senza perdere un solo momento e ricostruuire una casa comune , trasparente, senza invidie, dove alberga solo amicizia...

Abbiamo " rifravecato " ed...ecco un vascello fatto di legno buono ed un equpaggio di naviganti in gamba....

I detti hanno tanta buona filosofia....ed ora che il varo è avvenuto e navighiamo sicuri verso mete serene....un bravo a tutti.
Non abbiamo perso tempo...ci siamo e più forti di prima....
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Gen 24, 2010 11:34 pm

ki ha contribuito affinkè restassimo in disabillè.....sono rimasti con...
'a neve in t 'a sacca.... come quel detto ke hai postato.
spero di aver scritto giusto
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Gen 25, 2010 1:24 am

Mi riallaccio ad un vecchio detto:
"Nella vita bisognerebbe fare le stesse cose almeno due volte, per evitare gli stessi errori"!
Noi l'abbiamo rifatto...speriamo che questo legno sia più stagionato e sopporti bene le tempeste che ogni tanto troveremo durante la nostra navigazione..


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Gen 25, 2010 1:44 am

il detto ricordato da Jul ---'a neve int'a sacca....è applicabile a chi ha sempre fretta...come se avesse la neve in tasca e teme che si scioglie prima di arrivare a destinazione...

Una volta quando non esistevano macchine che producessero ghiaccio....si conservava nelle grotte alle falde del vesuvio la neve ( quando nevicavca...) e dalle groote del Vesuvio veniva portato alle case dei signori o ai pasticcieri per confezionare i sorbetti...ma tutto doveva essere fatto con grande fretta...sennò arrivav ...acqua anzicchè neve...

======================================================

per danae non sono le tempeste che devono spaventarci nella vita ma solo la malafede. Si può discutere ed anche accapigliarsi ma poi chiarirsi e restare amici.

A volte si " annusa " aria di tempetsa poi ....
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Gen 25, 2010 3:28 am

allora kiedo scusa sole, pensavo potesse andare bene x dire ke in tasca non è rimasto nulla, ke sono rimasti a mani vuote
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Gen 25, 2010 11:07 am

anche questa la tua èun'interpetrazione valida, Jul.
Non ci avevo mai pensato.
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 02, 2010 9:34 pm

'a mala notte e a'a figlia femmena ( la cattiva notte e la figlia femmina)

( faccio notare in anteprima come nel dialetto napoletano non basta dire figlio o figlia...la distinzione è netta...figlia femmena o figlio masculo...)

Quando si verificano una serie di circostanze tutte sfavorevoli...a napoli si usa questo detto, che ovviamente trae origine dalla considerazone che la figlia femmena è una iattura..., devo per amore della verità dire che questo detto è in contrasto con altro detto ...." chi buone vo' comincià a figlia femmena adda fà".

Ma torniamo a noi....il massimo della sventura si verifica quando la figlia femmina nasce durante una notte di cattivo tempo...che tra le altre cose rende difficoltoso l'arrivo della mammana ( levatrice - ostetrica) .
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 02, 2010 10:32 pm

o vammana...Smile


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 02, 2010 10:58 pm

'O core d' 'a femmena
è comme a na lettera nchiusa.
Chi maie ce pò leggere?
Chi 'o pò scanaglià?
.......
'O core d' 'a femmena
è comm' 'o rilogio guastato,
ca mo 'o siente sbattere,
mo 'o vide fermà.

Salvatore Di Giacomo
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mer Feb 03, 2010 6:20 am

Citazione :
ki bone vo' comincià a figlia femmene adda fa

ke tradotto in milanese sarebbe....
"beata kela spusa ke la prima l e 'na tusa"
beata quella sposa ke il primogenito è una ragazza....

però qui se nasceva in una notte con tempo da lupi...non era sinimo di sfiga!
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Gio Feb 04, 2010 12:03 pm

'A cap' 'e zi Vicienzo ( la testa di zio Vincenzo...)

E' un detto, ancora molto in uso, per indicare una condizione di ristrettezza economica.

L'origine è meravigliosa....

Il detto deriva dalla allocuzione latina " caput sine censu ", che era il modo che i nostri progenitori latini avevano per indicare il nullatenente ....diciamo che le Fiamme gialle dell'epoca...così etichettavano chi non possedeva nulla ...il proletario di Marx..., la traduzione letterale era " una testa senza censo..." un nulla tenente...un proletario ( possessore solo di prole e niente altro..).

Il napoletano ha conservato questo modo di dire che resta integro nel significato napoletanizzando il detto latino....

Se sentite un napolertano dire....nun tene manca a capa e zi vicienzo....sentite un napoletano dire ..." non posside niente ".....

Non credete sia più bello dire... A cap''e zi' vicienzo"...anzicchè nulla tenente...?

c'è' poesia anche nella povertà se si usano farsi come questa...o no?
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Gio Feb 04, 2010 12:36 pm

Danae ha scritto:
o vammana...

C'è una similitudine con noi sanseveresi, il termine che usavamo era " 'a vammen".

Questo termine mi porta indietro nel tempo, la mia mamma con il "pancione" , la nascita dei miei fratelli...


Mou
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Sab Feb 06, 2010 8:28 pm

questa è simpatica davvero...

Appuja' 'a libbarda ( appoggia l'alabarda )

Sentita per caso dal mio barbiere da una persona molto anziana ....mi ha incuriosito e ne ho cercato il significato.

Se ti presenti a casa di un amico ad ora di pranzo, o di cena...e ti autoinviti..., il padrone di casa è autorizzato ad usare questo modo di dire antico e molto in disuso.

Il detto deriva da lontano...ai tempi dei Lanzichenecchi ...spesso capitava che i famigerati mercenari si fermassero ad un'osteria ed appoggiassero la loro lunga alabarda al muro e ....senza profferire parola ...si sedessero a tavola e ...pretendessero con villania e prepotenza di essere serviti....
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Sab Feb 06, 2010 9:00 pm

Carina, sì..!
Ho una ricerca per te, sole..
stamattina sul comodino di mio marito c'era una manciata di euro in moneta..
Scherzando, ogni volta che li trovo gli dico:" Li metto nel carusiello??" Intendendo in una scatolina da cui prelevo i dispari per la signora delle pulizie..
E mi son chiesta: chissà perchè questo termine...
Lo usiamo anche noi ad Agnone..
Attivati...se riesci.
Grazie Smile


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Sab Feb 06, 2010 10:25 pm

deriva certamente dal greco Kara ( testa ) più keiro ( radere ) cioè testa rasata

iil carusiello ,tipico assomiglia ad un cranio rapato ( il carusiello è il tipico salvadanai di terracotta ).

Dallo stesso termine deriva anche il termine carosello per indicare le giostre del XVI secolo in cui i concorrenti in monta dei cavalli dovevano colpire il simulacro di una testa. Ne sono derivati quindi il tedesco Karussel ed il francese Carrousel.

Altri termini derivati sono:

carusarse: farsi prete.

fa ‘o caruso a quaccuno: rubargli denaro o anche sparlarne;

capo-carusiello: antico contabile delle paranze di camorristi.

E poi i detti:

’O piecuro se caròsa, nun se scorteca

E la filastrocca

Caruso, melluso, miett’’a capa ‘int ‘o pertuso, ca po’ vène ‘o scarafone e te roseca ‘o mellone” con cui i ragazzi di un tempo prendevano in giro un coetaneo a cui fosse stato rasato il capo.









la stessa parola parrucchiere..... trova la sua origine nel verbo greco keire....tagliare,.....e pensare che jul...scrverebbe parukkiere....e non sbaglierebbe....

























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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Sab Feb 06, 2010 11:13 pm

fantastico!!!!!!!!


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Feb 07, 2010 1:07 am

grazie danae....il carusiello mi ha fatto pensare alla differenza tra :

scoppola
carocchia
fecuzzone
buffettone

sono tutti modi di dare una botta in testa ( sul caruso )...ma variano le modalità ed il significato non solo fisico ma morale....proverò a trovarne le differenze
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Feb 14, 2010 2:05 am

'A recotta

E' la parola che si usa , solitamente, per indicare l'illecito provento che il " protettore lenone "trae dal prostituirsi di una donna che lui " protegge".

La definizione non ha nulla a che vedere con la famosa ricotta romana detta anche di fuscella.

Trae , invece , origine da una " buatta " ( barattolo di latta ).
L'onorata società ( si fa per dire ...onorata...) faceva girare la buatta ( sarebbe più esatto dire buata ) per raccogliere , con minacce, il danaro per pagare gli avvocati che dovevano difendere i " cumparielli " delle loro cosche ...finiti in galera.

Null'altro era se non una raccolta detta in napoletano " recoveta " ( raccolta) da recoveta si passò facilmente al termine contratto ...recotta.

Una curiosità....in Emilia il lenone è chiamato, salvo errori od... omissioni, rocchettee...

Ogni mondo è paese...e spero così di aver salvato la ricotta romana...da una nomea che non meritava...
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Feb 14, 2010 3:29 am

Citazione :
scoppola
carocchia
fecuzzone
buffettone

io so che buffettone è uno schiaffo sul viso..
Carocchia è il colpo inferto con il pugno chiuso , con movimento veloce del polso, e solo con le nocche della mano sulla sommità del capo..(col medio che fuorisce di più)
Scoppola è lo schiaffo dato tra la base delle testa e il collo..
Fecuzzone..lo lascio a te! ( ipotizzo: schiaffo a mano aperta dato con la punta delle dite con movimento deciso e senza rincorsa, sulla sommità del capo.....! Chissà..!)


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Dom Feb 14, 2010 9:03 pm

Fecozza è una percossa con il pugno chiuso....fecuzzone è detto con affetto...una percossa affettuosa..., quello di cui parla danae ( il fecuzzone ) ...è invece il colpo finale della famosa ...tripletta punitiva...ma questa è roba da campioni...

Per il momento mi congratulo con Danae e ...le conferisco...laurea in napoletanità.



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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 2:09 am

Citazione :
mi congratulo con Danae e ...le conferisco...laurea in napoletanità.

ullallà!!! Sole..non sono nemmeno campana!!
Grazie ma non posso accettare..............


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 10:23 am

Sono campano di Salerno ma non ho mai sentito e quindi non conosco il significato di "fecuzza "o"fecuzzone".Complimenti a Dana ,proprio brava nella conoscenza del napoletano....

La scoppola per maggiore precisazione è uno schiaffo dato dal basso in alto sulla nuca che tende appunto fa saltare la "coppola"
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 11:58 am

soleazzurro ha scritto:
'A recotta

E' la parola che si usa , solitamente, per indicare l'illecito provento che il " protettore lenone "trae dal prostituirsi di una donna che lui " protegge".

La definizione non ha nulla a che vedere con la famosa ricotta romana detta anche di fuscella.

Trae , invece , origine da una " buatta " ( barattolo di latta ).


Infatti il lenone si chiama " 'o recuttaro"

Vorrei dire che mi sembra che la ricotta derivato del latte era di due tipi

- R. 'e fuscella
- R. 'e buatta

La fuscella è un canestrino fatto di giunchi cannucce

La buatta una scatola di latta di forma troncoconica con tanti forellini


Cè una differenza tra i due tipi di ricotta : quella di fuscella era prevalentemente di capra o pecora ed era fatta dai pecorai

quella di buatta di latte vaccino ed era fattadai caseifici..

La r. di fuscella veniva solo lasciata sgocciolare e si consumava fresca,quella di buatta veniva pressata e si consumava per più giorni.

Ma forse mi sbaglio....
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 1:15 pm

Fecuzzone è un termine che veniva usato anche da noi (prov. di Foggia), oramai sono termini "scomparsi".

Per essere preciso veniva "usato" quando uscivi dal barbiere, in poche parole dopo essere stato "tosato", ricevevi simpaticamente - 'nu fecuzzon - uno schiaffo sul collo "rasato", e non bisognava sbagliare perchè tale colpo doveva essere particolare per la sua "tonalità".


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 1:23 pm

Bellissima questa spiegazione di Al ..
Ho un aneddoto simpatico sulla "ricotta".
Non so quanti di voi sappiano che in Campania ( e non so se anche altrove) il termine "ricottaro" si riferisce ai "protettori " ( leggersi: sfruttatori) delle prostitute.

Ma certamente chi non ha mai avuto modo di sentire questo termine non può assolutamente associarlo a quel genere di individui..

Apro una parentesi e specifico che Agnone, dove sono nata , è un paese dove è molto svilutuppata la lavorazione di latticini che alcuni caseifici esportano anche in tutta italia.

Mia madre, circa 20 anni fa, venne a trovarmi e mi chiese di accompagnarla da un orefice dii fiducia perchè voleva acquistare una collana d'oro per mio fratello di cui si avvicinava il compleanno.

Il commerciante , con cui avevamo un ottimo rapporto, mostrò a mia madre vari modelli di catenina e di ciondoli.
Mia madre fece la richiesta specifica di un determinato modello che però si presentava di un peso sostanzioso...
Il gioielliere pensò di dare un consiglio a mia madre e, proprio perchè c'era un rapporto confidenziale, le disse ridendo:
" No signora, quello no....è più un ciondolo da..ricottari..!"-

A me venne da sorridere e risposi: " Mia madre non sa cos'è un ricottaro!"

E lei, punta forse nell'orgoglio:-" Certo che lo so..anche da noi ci sono i caseifici!"

Dopo 20 anni ancora mi fa sorridere con tenerezza , ricordarlo..


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 1:30 pm

No, da noi il "ricottaro" era (..e lo è ancora) quello che "sbava" alla vista di una donna, e per di più la sua mente "vola" con malignità.


Mou
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 1:39 pm

Citazione :
No, da noi il "ricottaro" era (..e lo è ancora) quello che "sbava" alla vista di una donna, e per di più la sua mente "vola" con malignità.

Daiiiiii!!! fantastico!!!!

Anche da noi si usa il termine: scoppola!


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 2:16 pm



Dana,simpaticissimo l'episodio di tua mamma.......eh le donne di una volta ! Non ti nascondo che quando vedo le ragazzine di oggi e le sento parlare con "disinvoltura" di argomenti legati al sesso rimpiango quelle di una volta,come tua madre appunto.
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 2:29 pm

Mou ha scritto:
Fecuzzone è un termine che veniva usato anche da noi (prov. di Foggia), oramai sono termini "scomparsi".

Per essere preciso veniva "usato" quando uscivi dal barbiere, in poche parole dopo essere stato "tosato", ricevevi simpaticamente - 'nu fecuzzon - uno schiaffo sul collo "rasato", e non bisognava sbagliare perchè tale colpo doveva essere particolare per la sua "tonalità".

Bellissimo Mou!,mi hai fatto ricordare quella specie di rito che si faceva anche da noi a Salerno tra compagni di scuola o del gruppo di amichetti maschi.

Da noi si chiamava "scametta o sgametta" ed era come un rito cui il tosato di turno sottoponeva volentieri la sua nuca,perchè aveva un sgnificato affettuoso e di appartenenza al gruppo.

La scametta doveva essere ben assestata e dosata in modo da farsi sentire ma non essere troppo forte.

Poi era anche un modo di comunicare tra i due attori.
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 5:00 pm

Il rituale cui fanno cenno sia Mou che Al...altro non è che la famosa legge...la legge dello scozzetto...., a Napoli è una vera e propria legge...un rituale cui nessuno può sottrarsi....


aappena il ragazzo esce dal barbiere che lo ha tosato per bene....ognuno , dai parenti agli amici, è autorizzato a dargli un bel colpetto sulla nuca...a volte anche abbastanza forte ...ma sempre acompagnato dalle parole..." è a' lòegge do' scuzzetto..."....e questo evita ogni reazione del colpito...la legge e legge....

scozzetto , credo che derivi da scazzetta che in lingua napoletana è la papalina, lo zucchetto tondo che una volta portavano i preti....e che una volta copriva anche le teste dei ragazzi....

Non onorare la nuova capigliatura con la legge dello scozetto...era quasi un offesa...talora serviva a togliersi delle soddisfazioni...o vendicarsi di una vecchia offesa...

il malcapitato doveva anche ringraziare ....era una legge...ed è ancora in vigore...sotto a chi tocca....


simpatica la storia della mamma di Danae, interessantissima la distinzione tra ricotte fatta da Al...
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 5:59 pm

soleazzurro ha scritto:
'A recotta

L'onorata società ( si fa per dire ...onorata...) faceva girare la buatta ( sarebbe più esatto dire buata ) per raccogliere , con minacce, il danaro per pagare gli avvocati che dovevano difendere i " cumparielli " delle loro cosche ...finiti in galera.

Null'altro era se non una raccolta detta in napoletano " recoveta " ( raccolta) da recoveta si passò facilmente al termine contratto ...recotta.


Ogni mondo è paese...e spero così di aver salvato la ricotta romana...da una nomea che non meritava...

Mi è capitato non più tardi di tre o quatto anni fa di essere avvicinato nella zona di piazza Carlo III da un tizio che tendenomi una buatta piena a metà di euro anche cartacei mi disse " ...pè 'e carcerate".

Si trattava della "raccolta" di cui parlava Sole.

Può essere che il termine "recuttaro" riferito al protettore sia stato preso da questa usanza mafiosa ?
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Lun Feb 15, 2010 6:47 pm

si al...è la famosa " recoveta ".....per i carcerati...raccolta per i carcerati poi la lettera v per assonanza è stata trasfornata in t...ed è diventata recotta....e quindi recottaro.....
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 16, 2010 7:43 pm

anche dalle parti miei si dice: scuzzettat' quando ti tossi i capelli quasi alla militare...

Mio figlio mi diceva che qui ( e anche da noi) lo schiaffetto dietro alla nuca viene chiamato : cuppin'..perchè dato con la mano a coppo...


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 16, 2010 7:46 pm

Fessarie 'e cafe'

Sono da riferirsi agli inutili e futili discorsi e discussioni che si svolgono seduti ad un tavolino di un bar a prendere un caffe'. Si introduce, appunto, in quelle discussioni che da inutili possono diventare serie tanto da compromettere amicizie o affari. Per rimediare e/o sospendere la cosa si dice "so' fessarie 'e cafe'".



'A sporta d''o tarallaro



'A sporta d''o tarallaro e' quel cestino che il venditore ambulante di taralli (figura oramai scomparsa dallo scenario partenopeo), porta sulle spalle o in testa. Il cestino, suo malgrado, e' costretto a girovagare insieme al suo proprietario nella speranza di svuotarsi al piu' presto. Lo si puo' riferire, quindi, ad una persona o cosa che e' costretta a continui spostamenti nella speranza che prima o poi si fermi
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Sole..se riesci, trovane l'origine..


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 16, 2010 8:25 pm

Quatt' so' 'e cose belle :'e femmene,l'argiente,'o durmì e 'o magnà

Non so se esiste la versione femminile
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Feb 16, 2010 10:03 pm

Paré 'a sporta d''o tarallaro. (Sembrare la cesta del venditore dei taralli.)

Dici bene Danae, la locuzione è usata innanzi tutto per indicare colui che, per motivi di lavoro o di naturale instabilità, si sposti continuamente, come appunto un venditore di taralli che con la sua cesta.

Ma credo che con la locuzione si voglia indicare anche e soprattutto altro :
l'abitudine di chi acquista taralli di servirsi da solo con le proprie mani ...non sempre pulite...e non solo...ma lo si sceglie tra tanti , tanti maneggiandone.

In senso figurato vuol indicare una persona che per indolenza o buonismo consente ad altri di approffitare delle sue cose......anche se poi se ne lamenta dicendo: - ma che m’avite pigliato p’’a sporta d’’o tarallaro? (Mi avete forse confuso con la cesta del tarallaio?)

sporta = cesta dal lat. sporta(m)

tarallo= ciambellina dolce o rustica; secondo alcuni deriverebbe dal latino torus ( cordone ).
E' un modo di dire che si perde nella notte dei tempi.
***

La figura del tarallaro , inteso come itinerante, non esiste più...tuttavia sul lungomare Caracciolo si possono gustare taralli eccezionali....

L'ultimo grande produttore di taralli è stato Leopoldo ( detto Liopoldo...) al rettifilo....i suoi eredi proseguono nella nobile e gustosa produzione e li inviano in tutto il mondo....anche vicino cas mia si è messo una succursale di Leopoldo...da assaggiare caldi e freschi ...sugna e pepe...con mandorle tostate alla perfezione e sempre...mi raccomando caldi....se qualcuno capita dalle mie parti....a ...sposizione...con vero piacere


Il detto..." so' fesserie 'e caffè..." è, anchem, una piccola astuzia del napoletano da utlizzare quando il dibattito sta prendendo una brutta piega...un modo di salvarsi in calcio d'angolo...sminuendo il problema in discussione..
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 5:12 pm

Puozze tènere 'e maste a casa. ( possa avere i muratori a casa )

E' un augurio...maligno.

L'espressione era stata usata da Cicerone che la scrisse all'amico Attico. Ed era scritta come imprecazione.
I muratori infatti sporcano, danneggiano , spadroneggiano quando abbiamo la ventura di dover aver bisogno del loro lavoro.

Anche tra i muratori c'è una graduatoria di specializzazione

- meza cucchiara è l'apprendista muratore ( la cucchiara è il cucchiaio usato dai muratori ( il sistma mi censura la parola esatta che è altra e non volgare... ), ma l'apprendista muratore ( meza cuchiara ) è già ad un buon livello di specializzazione.
si arriva a mezza cucchiara dopo essere stato " guaglione "- semplice operaio da fatica, quello che solleva sacchi ecc...., pr poi passare a " guaglione ' e martellina" ( passa strumenti...per la verità il martellino è il martello per squadrare il marmo...).
Fravecatore è il pasasggio importante che segue il guaglione di martinella, il fravecatore è il muratore semplice, può fabbricare ed ecco la famosa meza cucchiara , lo specializzato per finire al MASTO , maestro capo .
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 5:26 pm

Che io sappia lo strumento che serviva per squadrare il marmo aveva il nome di "scalpello", tanto è vero che quando serviva fare dei lavori sui gradini di marmo, o altro, si chiamava la persona, ed il nome era "'u scalpellin".


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 5:31 pm

credo sia la stessa cosa ma non ne sono certo.
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 5:52 pm

Sono un pò "esperto" in materia. Laughing
Dunque.
Per lavorare il marmo c'è bisogno dello scalpello, se dovessimo usare direttamente il martellino i risultati non sono di pari passo anchè perchè c'è il rischio di creare venature irreparabili.


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 5:53 pm

Citazione :
guaglione ' e martellina" ( passa strumenti...per la verità il martellino è il martello per squadrare il marmo


La cucchiara è sicuramente la cassuola ......che serve a impastare ed applicare -maneggiare le malte

La martellina una specie di picozza che si usa per "sfravecare" demolire murature,intonaci vecchi....

può darsi che nella scala di abilità e professionalitò si passasse dal semplice manovale quello capace di demolire a quello capace di "fravecare" costruire.

C'erano poi le specializzazioni ..ad es. 'o riggiularo che dovrebbe corrispondere al moderno piastrellista...
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Ven Mar 19, 2010 6:14 pm

algiuga ha scritto:
C'erano poi le specializzazioni ..ad es. 'o riggiularo che dovrebbe corrispondere al moderno piastrellista...[/color]



'A riggiola.

Il termine ha origine spagnola ed indica una piastrella, spesso dipinta a mano, che si produce ancora oggi nelle costiere amalfitana e sorrentina. La caratteristica della riggiola è di essere molto resistente e può essere utilizzata anche per pavimentare gli esterni.
L'operaio che pavimenta le stanze è appunto chiamato - 'o riggiularo - e sta a indicare una persona particolarmente esperta nelle pose delle riggiole, per quanto riguarda sia l'eventuale taglio da eseguire sia la vera e propria disposizione a terra che nessun altro è in grado di fare con tale abilità.


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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mar Lug 13, 2010 11:43 pm

campa casa....
questa è curiosa e simpatica......
L'espressione ha origine da una antichissima abitudine che avevano sacerdoti molto poveri di sostare davanti a piazza Dante dove ancora oggi vi è l'anagrafe del Comune di Napoli.

Tra scribacchini di lettere a pagamento, truffatori di cafoni e gli immancabili furfanti del gioco delle " tre carte"..., tra petulanti petenti , guardie del re , venditori di acqua ferrata ( che purtroppo non esiste più...ma chi come me ha avuto la fortuna di provarla...ne sente la mancanza..), e la famosa e prosperosa Rosina che preparava ed ancora prepara ( ovviamente ...una discendente ...ma sempre Rosina si chiama e sempre generosamente prosperosa è...) limonate eccezionali con agrumi di Sorrento..., sostavano, in permanenza , folti gruppi di " preveti" ( sacerdoti tra i più poveri di Napoli.
Sostavano in attesa di poter fare qualche soldino per tirare avanti una grama vita.
Sostavano in attesa di essere reclutati dai parenti di persone decedute che andavano in Comune a presentare la dovuta denunzia di decesso.
Con una fava..i parenti in gramaglie ...prendevano due piccioni...:
denunciavano il decesso e con pochi spiccioli si avvalevano del prete " economico" per il servizio funebre.
Capitava spesso...che spinti dal bisogno....questi sacerdoti entravano negli Uffici per informarsi se c'era " lavoro" per loro....
Spesso la risposta del funzionario era negativa....ed a tale risposta il sacerdote ribatteva..." campa casa" ...con grande delusione ...
Il modo di dire, ora molto raro, era un'esclamzione sconsolata e con un pizzico d'ironia....come a dire..." hai voglia di sopravvivere...."
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mer Lug 14, 2010 3:19 pm

sole, cos era l "acqua ferrata"?
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mer Lug 14, 2010 5:57 pm

si tratta di i un'acqua carica di sodio e frizzantina con odor di zolfo...non per niente napoli non è lontana dalla Solfatara ( da visitare ).

Si tratta di un'acqua conosciuta ed utilizzta da secoli a Napoli...., una vera e propria leccornia da "consumare" con " una scorza di limone.

Putroppo, la fonte che si trovava in zona Chiatamone, fu inopinatamente chiusa nel 1973 ( incolpata senza prove ...e frettolosamente di essere veicolo di infezioni...così come capitò alle povere cozze...che del colera non avevano colpa...ma qualcuno doveva pagare..), quando a Napoli vi fu un focoliao di colera...un piccolo focolaio che i mass media ...ingigantirono a dismisura.

Veniva venduta dagli acquaioli ed era molto apprezzata da tutti i ceti della popolazione....


Bibita digestiva e - a detta anche di alcuni medici – ricca di proprietà benefiche (per combattere anemia e carenza di ferro), l’acqua ferrata si poteva bere liscia, con l’aggiunta di succo d’arancia, limone e bicarbonato, oppure addirittura allungata con il vino.

Veniva raccolta dagli acquaioli nelle famose " mummare " ( contenitori in terracotta panciuti che la mantenevano fresca )
I turisti...una volta provata...ne andavanop pazzi e non sapevano piu farne a meno... .

Probabilmente ma ...questa è una mia malignità...il tutto fu causato dalla speculazione..., proprio sulla sorgente doveva essere costruito un hotel a 5 stelle...il Continental...

Poi la sorpresa...nel 2000....l'acqua suffregna o ferrata ...trovò la sua strada...e ricominciò a sgorgare ......sui marciapiede di palazzo reale ...

Io credo che quell'acqua meravigliosa amava troppo il popolo per essere nascosta ....ed allora il Comune non potè fingere ....e recuperò l'acqua con la realizzazione di 4 fontane.... , ma pare ...che i tubi si ostruirono e la fonte fu nuovamente chiusa...., si iniziarono interminabili lavori di ristrutturazione...ma nella Città del provvisorio...la riparazione divenne eterna...e...oggi le fontane tante amate dai napoletani con quel meraviglioso dono di Dio ...sonoa ncora chiuse...

C'è qualche maligno che crede vi siano altri motivi....in attesa che kl'acqua diventi merce e pagata a caro prezzo.

A nulla sono finora valse le proteste delle associazioni...

Mi auguro che un giorno Jul possa deliziarsi di qull'acqua.


Ultima modifica di soleazzurro il Mer Lug 14, 2010 6:15 pm, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mer Lug 14, 2010 6:05 pm

marroncina e puzzolente di uova marce???









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MessaggioOggetto: Re: i detti napoletani   Mer Lug 14, 2010 6:11 pm

noooooooooooo...quella è l'acqua di Telese..., mi scuso per i pasticci combinati....
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