Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 Dio mio no.

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MessaggioTitolo: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:47 am

Questo è un brano del 1971, e fu l'unico dell'era Battisti/Mogol ad avere avuto un trattamento particolare per alcune frasi considerate "scomode" in quel periodo.
Tanto è vero che nel programma radiofonico presentato da L. Lutazzi, la famosissima Hit Parade, il brano non veniva mandato in onda per la scabrosità di una frase: La sento la chiamo, la vedo in pigiama.
A dire il vero Lucio non ne fece un dramma, anzi, lui continuava a proporre il brano nelle poche presenze televisive mettendo in risalto un genere musicale a dir poco un pò più avanti rispetto ad altri colleghi.
In effetti Lucio ha sempre dimostrato che tutto ciò che proponeva al suo folto seguito era sistematicamente un innovamento per la musica italiana, dalla sua parte possedeva doti di assoluto valore, nel suo genere non era mai un "ripetitivo", il suo guardare avanti lo portava ad accontonare quello che aveva costruito e soprattutto non viveva sugli allori dei suoi successi.
Semplicemente un GRANDE!







Io sto già tremando d'amore
lei viene qui questa sera
è solo una questione di ore
spero di non morire
vedendola entrare
potremo restare soli.
Ho messo il vino nel frigo
cuoce sul fuoco il sugo
il macellaio dovrebbe arrivare
dovrebbe portare bistecche e caviale
ma un dubbio mi assale
lei verrà o non verrà
lei verrà o non verrà
non verrà non verrà non verrà non verrà
non verrà non verrà non verrà non verrà.
Dio mio no Dio mio no
dimmi solo che verrà
Dio mio no
dimmi solo che verrà Dio mio no.
Le voglio sfiorare i capelli
col respiro del mio cuore
le voglio accarezzare le mani
con sguardi leggeri
con frasi d'amore...
d'amore...
d'amore...
Il campanello grida ti amo
apro e stringo già la sua mano
poi la guardo mentre cammina
mentre siede vicina
intanto che mangia di gusto
la carne il caviale ed il resto.
Dopo avere mangiato la frutta
si alza e chiede dove c'è il letto
poi scompare dietro la porta
la sento mi chiama
la vedo in pigiama
e lei si avvicina e lei si avvicina
vicina vicina vicina vicina...
Dio mio no Dio mio no
cosa fai che cosa fai,
Dio mio no Dio mio no
cosa fai che cosa fai.
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Danae
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:55 am

Davvero Mou che quella frase era ritenuta scomoda??
E che c'era di improponibile?
Ma esagerando esagerando..forse un pò più maliziosa era la seguente:

Citazione :
e lei si avvicina e lei si avvicina
vicina vicina vicina vicina...
Dio mio no Dio mio no
cosa fai che cosa fai,
Dio mio no Dio mio no
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Che bigotti che eravamo! Rolling Eyes


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Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti..(Bob Marley)



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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 10:23 am

Buongiorno Mou,piacere di incontrarti,

condivido quanto scrivi su Battisti ,aggiungendo che buona parte di ciò che Lucio ha rappresentato nel mondo del canto italiano si deve al suo connubio con Mogol.

Certo la censura del testo è dovuta all'immagine di lei in pigiama ma anche al seguito,come dice Dana,ed anche al titolo che per la morale dell'epoca poteva essere un nominare Dio invano.Come io penso).

Ma a ben rileggere il testo a me non piace la chiusa che con quella invocazione quasi considera la donna una creatra del demonio che induce al peccato

E poi il classico del maschio che invita a cena e la femmina che si concede per ringraziarlo....


O sono io he non ho capito niente ?????????
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 10:33 am

Mou ha una conoscenza nel campo musicale che coinvolge.
Questo suo post ed i successivi interessantissimi commenti mi hanno portato a considerare come la musica sia sempre figlia dei tempi ...ma come ci siano precursori che sanno vedere in avanti.

E poi il rapporto con i costumi e la società: molti di noi hanno vissuto ( ahimè...) gli anni 60 e 70 e ben ricordano le lotte per una società più giusta , che liberasse l'essere donna da preconcetti e catene.

Come sottolinea Algiuga , la donna come non solo essere inferiore ma come creatura del demonio, tentatrice e peccatrice e poi...il maschilismo del maschio che ..invita a cena...ed il rito di ringraziamento e quasi di " risarcimento" nel offrirsi a lui...

Non è questa la donna che mi pare in tanti amiamo come persona...ma quelli erano i tempi.

mi chiedo è cambiato molto?


Ultima modifica di soleazzurro il Dom Gen 24, 2010 6:43 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 1:17 pm

Citazione :
E poi il classico del maschio che invita a cena e la femmina che si concede per ringraziarlo....

Citazione :
...il maschilismo del maschio che ..invita acena...ed il rito di ringraziamento e quasi di " risarcimento" nel offrirsi a lui...

scusate, ma siete sicuri ke si concede a lui come ringraziamento????
e se lo facesse solo xkè lui le piace e ne è innamorata?
se lei ha accettato l ivito a cena... e poi si mette il pigiama non credo sia x ringraziarlo ma x altro....
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 2:48 pm

esatto Jul.... esatto.........
del resto, almeno io, non vorrei essere "ringraziato" (sarebbe deprimente), ma vorrei essere "amato"...


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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 3:36 pm

credo sarebbe deprimente anke x me....accettare un invito a cena e poi sapere ke lo devo risarcire in natura.....
lui piuttosto non mi pare abbia le idee kiare....prima la desidera e poi si tira indietro xkè ha paura?
classico maskio indeciso o fanfarone...ke poi ha paura di fare brutta figura
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 6:45 pm

non generalizzerei però....tante volte è così in un mondo dove i veri valori hanno poco peso , ovviamente , ripeto, non è un discorso generale.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 7:01 pm

beh sole, non ke stai facendo una bella foto alle donne e questo mi dispiace. ribadisco, non credo ke una donna accetti un invito a cena e poi si senta in dovere di pagare il conto così, xkè non potrebbe semplicemente avere voglia di fare l amore col macho vissani ke l ha invitata?
se io ricevessi l invito a cena da richard geere, passerei direttamente dall aperitivo al dolce e......senza pigiama!
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 7:40 pm

Mah,a me sembra che il post parlasse di una canzone di Battisti del '70,'71 censurata perchè nel testo c'era lui che dopo cena la vedeva andare in camera da letto e ripresentarsi in pigiama.Questo per evidenziare come la morale è cambiata dal'70 ad oggi e come Battisti era un precursore.
Io ho aggiunto che propabilmente la censura era anche dovuta alluso del nome di Dio.Inoltre ho detto che cmq la situazione del classico invito a cena,con sottinteso il dopo cena a letto se allora poteva essere un passo avanti nella liberazione sessuale della donna oggi non sarebbe più attuale in quanto siamo andati molto più avanti.Infatti oggi non c'è più lo stereotipo del maschio che chiede e della femmina che rifiuta.Quindi è giustoquello che dici che oggi la donna non s ente più obbligata a dire di no e che se lo desidera esprime lei il deiderio di andare letto,senza bisogno di andare prima a cena.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 7:57 pm

gli anni '60-'70 sono quelli della rivoluzio anke sessuale, quelli ke vedono le femministe scatenate manifestare bruciando i reggiseni e unendo le dita gridare "io sono mia".
xkè non pensare ke l abbia scritta proprio x celebrare questa liberazione, dove la donna prende l iniziativa anzikè aspettare ke sia lui a farlo, visto ke fino ad allora era prerogativa dell uomo? e lui resta un po disorientato x essere stato preso in contropiede.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 8:19 pm

Inizerei con il termine - precursore -, ma lo uso solo per il brano postato perchè tale termine fa da padrone per ciò che Lucio voleva fare intendere.

Grazie all'ultimo pensiero di Algiuga mi sembra doveroso puntualizzare alcune vedute sul testo.

Ho "carpito" il termine "precursore" perchè metaforicamente l'intento di Lucio era quello di precedere l'incontro con la sua donna tramite l'immaginazione per quello che sarebbe accaduto dopo.
Non mette assolutamente in risalto lo scontato rapporto dopo avere mangiato, assolutamente no, che poi i risvolti prendono una ben precisa piega lo si può notare solo se poi il tutto è di comune accordo.
In effetti non sono menzionati atti di maschilismo, bensì pensieri che "accorciano" quello che possa accadere nel futuro, e lo fa senza l'obbligo dello scontato.

Ho letto i vari pensieri di Juliet, Danae, Enim e Soleazzurro, i vostri discorsi non fanno una piega, ma in parte nulla hanno a che vedere con il brano.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 8:23 pm

Certo,ma non dirmi che alla fine degli anni '70 le donne avevano ottenuto la liberazione sessuale nel senso che era già stato sdoganato il fatto ed il diritto delle donne di prendere l'iniziativa.Ancora oggi non è pienamente condiviso e gradito da tutti gli uomini e ci sono tante donne che non vogliono esser loro a prender l'iniziativa.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 8:54 pm

io alla fine degli anni '70 ero ancora un po troppo acerba x capire certe cose, ne ho solo sentito parlare.
ma come a volte succede nel rivendicare qualcosa, si finisce x eccedere.
ci sono uomini ke amano essere corteggiati e preferiscono non prendere l iniziativa, altri a cui non piace e preferiscono il vekkio modo di fare...diciamo ke oggi c è la possibilità di scelta...poi ognuno fa quello ke gli pare.
io non condivido certi atteggiamenti da femminista, ma non condanno ki li mette in pratica.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:09 pm

dipende da ke intendi x atti di maskilismo mou....
se fosse una femminista a risponderti ti potrebbe dire ke un po lo è.... lui un pensierino l ha fatto sul poi ma è rimasto spiazzato dal fatto ke lei abbia preso l iniziativa, rubandogli quello ke da sempre è stato il ruolo affibiato al maskio.
io lo interpreto come una sorpresa in modo positivo, lui ha la speranza anke del dopo cena, l ama e la desidera...ma non è sicuro se anke lei lo desideri....poi lei si presenta in pigiama...i suoi mio dio sono un espressione di felicità....
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:09 pm

Citazione :
Non mette assolutamente in risalto lo scontato rapporto dopo avere mangiato, assolutamente no, che poi i risvolti prendono una ben precisa piega lo si può notare solo se poi il tutto è di comune accordo.


Bene,ma anziutto è lei che prende l'niziativa mettendosi in pigiama ed avvicinandsi vicino vicino e lui reagisce dicendo e ripetendo mio Dio no misembra pù reale l'interpretazione data da Jul

Citazione :
io non condivido certi atteggiamenti da femminista, ma non condanno ki li mette in pratica.


Brava era quello che volevo sentirti dire...Grazie.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:20 pm

juliet ha scritto:
dipende da ke intendi x atti di maskilismo mou....
se fosse una femminista a risponderti ti potrebbe dire ke un po lo è.... lui un pensierino l ha fatto sul poi ma è rimasto spiazzato dal fatto ke lei abbia preso l iniziativa, rubandogli quello ke da sempre è stato il ruolo affibiato al maskio.
io lo interpreto come una sorpresa in modo positivo, lui ha la speranza anke del dopo cena, l ama e la desidera...ma non è sicuro se anke lei lo desideri....poi lei si presenta in pigiama...i suoi mio dio sono un espressione di felicità....

Esatto Juliet, il tutto va inteso come sorpresa positiva, altri contesti che potrebbero essere fraintesi non li condivido.
La tua analisi in questo specifico lo accetto, non espongo altro perchè (come sempre) hai saputo dare un nesso al tutto.
E' sempre un piacere leggerti.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:23 pm

grazie mou
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 9:49 pm

Perfetto,ho capito il significato del testo,ma non ho capito perhè è stato censurato.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 10:11 pm

forse xkè nominava dio...
ricordo anke un altra canzone degli anni '70 se non vado errata era di guccini, mou o enim mi correggeranno se sbaglio, ma la cantavano i nomadi e s intitola....
dio è morto, anke li ci fu qualke polemica x il titolo.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 10:56 pm

Citazione :
io alla fine degli anni '70 ero ancora un po troppo acerba x capire certe cose
Caspita Jul.....acerba? e quando sei "maturata"?? avevi quasi 20 anni e a quei tempi ci si sposava anche presto..
Io c'ero..ero tua coetanea e non mi ritenevo nè acerba nè gnoccolona.. Very Happy


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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:07 pm

Dana , penso che intendesse dire che viveva nel mondo dei sogni in attesa forse del principe azzurro.Per quello che so nel '70 erano ancora molte che si sposavano per vero con l'abito bianco.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:24 pm

mi sono rimbambita...altro ke solo stordita.....volevo scrivere agli inizi degli anni '70....la canzone è di quell epoca.
poi alla fine degli anni '70....la rivoluzione era già finita....

gnoccolona mica tanto .....visto ke mi sono sposata nell 82, dopo tre anni di fidanzamento.....ahahah
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:26 pm

Io nell'82 avevo già 2 figli... Smile

ecco...era un pò troppo parlare di "ingenuità"alla fine del '70 ..Razz


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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:31 pm

Non è questa la donna che mi pare in tanti amiamo come persona...ma quelli erano i tempi.

Jul , mi hai frainteso o meglio non mi sono riuscito a spiegare:

Per capire la storia della emacipazione femminile bisognerebbe partire da lontano.
ma per non eccedere, basta pensare al solo fatto che l'istruzione universitaria fino agli anni 50-60 era una eccezione per le donne, ed anche il lavoro era una conquista ardua e sempre in posizioni subalterne ai maschi, non dimentichiamo poi la doppia ipocrita morale per la quale tutto era consentito ai maschi mentre le ragazze avevano poca o nessuna libertà di vivere.
i ricatti morali ed economici che derivavano alle donne dalla posizione dominante del maschio erano assolutamente odiose.

Parlare contro i movimenti femninisti che rivendicarono diritti e parità è come parlare contro la civiltà.
Non facciamoci abbagliare da fenomeni estremi e folkoristici , erano solo provocazioni, talora stupide , ma solo provocazioni.

Durante gli anni ‘60 i mutamenti demografici, economici e sociali portarono in tutto l’Occidente a una nuova ondata di femminismo.
Questi mutamenti, combinati da una parte con l’inflazione (che comportò per molte famiglie la necessità del doppio stipendio) e dall’altra con l’aumentato numero di casi di divorzio, indussero un numero crescente di donne a entrare nel mondo del lavoro.
Il movimento femminista in quegli anni mise in discussione le istituzioni sociali e i valori dominanti, fondando le proprie critiche su studi che dimostravano l’origine culturale e non biologica delle supposte differenze tra uomo e donna.

Il primo documento del femminismo italiano porta la data del l° dicembre 1966 e si intitola Manifesto programmatico del gruppo Demau. Demau era l’abbreviazione di Demistificazione dell’autoritarismo patriarcale.
In realtà né il gruppo né il suo manifesto avevano molto a che fare con la demistificazione dell’autoritarismo. Il tema centrale del manifesto, come dei testi che gli faranno seguito nel ‘67 Alcuni problemi sulla questione femminile, e nel ‘68, Il maschile come valore dominante, è la contraddizione tra donne e società.

Dal femminismo viene la proposta entusiasmante di abbattere strutture e assunzioni inaccettabili, per lasciare fluire i veri pensieri e i sentimenti. Le donne non devono più adeguarsi alle opinioni altrui,

“abbiamo finalmente trovato la libertà di pensare, dire, fare ed essere ciò che noi decidiamo. Compresa la libertà di sbagliare”,
Il mio post voleva solo mettere polemicamente in risalto che tante conquiste civili delle donne oggi sono messe in seria difficoltà dal fenomeno diilagante del velinismo che riduce la donna merce da utilizzare e non a persone da rispettare nella loro complementarietà con il maschio.
I mass media utilizzano la donna come corpo , pubblicizzano i prodotti e le merci attraverso il corpo della donna e ricominciano a non considerare più che la donna è persona.
Sono solo piccoli pensieri , l'argomento è vastissimo e meriterebbe approfondimenti davvero seri e poi pensa un poco alla condizione delle donne per l' Islam , alle infubulazioni in Africa ecc....



Ultima modifica di soleazzurro il Dom Gen 24, 2010 11:33 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:32 pm

rimbambita...ho migliorato il mio status!!!
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Dom Gen 24, 2010 11:58 pm

Citazione :
Parlare contro i movimenti femninisti che rivendicarono diritti e parità è come parlare contro la civiltà.
Non facciamoci abbagliare da fenomeni estremi e folkoristici , erano solo provocazioni, talora stupide , ma solo provocazioni.

purtroppo sole di quei movimenti, di quelle manifestazioni...spesso si ricordano solo quelle ke tu dici essere essere provocazioni ma in cui molte credevano e si comportavano di conseguenza.
il femmismo putroppo è troppo spesso paragonato a quei movimenti, non alla voglia di liberarsi da antiki modi di vedere la donna, ke pur volendo avere pari opportunità non rinuncia alla sua femminilità
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 12:05 am

d'accordo con te Jul.
Ogni movimento di idee si misura dai risultati ottenuti...e credo che al dilà degli eccessi che accompagnano ogni movimento , e la condizione della donna in Italia ha avuto un'evoluzione eccezionale in senso positivo negli ultimi 50 anni e non credo sarebbe avvenuto senza quei movimenti.

Faccio un esempio : pochi ricordano il caso di Franca Viola, lo posto successivamente per memoria, nella società siciliana in particolare il matrimonuio riparatore era un obbligo per la ragazza rapita con il consenso colpevole dei genitori, Franca Viola disse di no al suo rapitore e stupratore, fece scandalo ma cambiò una mentalità.


Ultima modifica di soleazzurro il Lun Gen 25, 2010 12:08 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 12:07 am

Il caso Franca Viola

Il 26 dicembre 1965, all'età di 17 anni, Franca Viola, figlia di una coppia di coltivatori diretti venne rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) da Filippo Melodia, un suo spasimante sempre respinto, imparentato con la potente famiglia mafiosa dei Rimi, che agì con l'aiuto di dodici suoi amici. La ragazza venne violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese; fu liberata con un blitz dei carabinieri il 2 gennaio 1966.
Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l'onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, venendo additata come "donna svergognata".
Questa morale era supportata dalla legislazione italiana che, all'articolo 544 del codice penale, ammetteva il "matrimonio riparatore", considerando la violenza sessuale come un oltraggio alla morale e non alla persona. Secondo questo articolo del codice, l'accusato di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minorenne, avrebbe avuto estinto il reato nel caso avesse successivamente contratto matrimonio con la persona offesa.
Contrariamente alle consuetudini del tempo, Franca Viola non accettò il matrimonio riparatore. Suo padre, contattato da emissari durante il rapimento, fingerà di acconsentire alle nozze, preparando con i carabinieri di Alcamo una trappola. Quando il rapitore rientrò in paese, con i suoi amici e la giovane, i responsabili dell'azione furono tutti arrestati dai carabinieri.


Subito dopo il fatto, tutta la famiglia Viola, che aveva contravvenuto alle regole di vita locale fu soggetta ad intimidazioni: il padre Bernando venne minacciato di morte con una pistola, la vigna fu rasa al suolo ed il casolare annesso bruciato.
Il caso sollevò in Italia forti e alte polemiche divenendo oggetto di numerose interpellanze parlamentari. Durante il processo che ne seguì la difesa tentò invano di screditare l'immagine della ragazza, sostenendo che avesse acconsentito alla cosiddetta "fuitina", ossia una consensuale fuga d'amore, allo scopo di mettere la propria famiglia di fronte al fatto compiuto ricavandone il consenso ad un matrimonio riparatore, secondo un'usanza ancora in uso a quei tempi.
Filippo Melodia verrà condannato a 11 anni di carcere, ridotti a 10 e a 2 anni di soggiorno obbligato nei pressi di Modena. Pesanti condanne verranno inflitte anche ai suoi complici dal tribunale di Trapani, presieduto dal giudice Giovanni Albeggiani. Melodia uscirà dal carcere nel 1976 e morirà ucciso da un colpo di fucile

Franca Viola in udienza papale



Franca Viola diventerà in Sicilia, un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei subirono le medesime violenze ed ebbero, dal suo esempio, il coraggio di "dire no" e rifiutare il matrimonio riparatore.
Franca Viola si sposò nel 1968, con il giovane compaesano Giuseppe Ruisi, ragioniere, con il quale era fidanzata dall'età di 14 anni e che insisté nel volerla sposare, nonostante lei cercasse di distoglierlo dal proposito per timori di rappresaglie. La coppia ebbe due figli: si trasferì a vivere a Monreale per i primi tre anni di matrimonio, per poi tornare ad Alcamo.
Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica, inviò alla coppia un dono di nozze per manifestare la solidarietà e la simpatia sua e degli italiani.
In quello stesso anno i due sposi vennero ricevuti dal papa Paolo VI in udienza privata, quale segno di solidarietà.
Il regista Damiano Damiani, nel 1970, realizzò il film La moglie più bella, ispirato alla vicenda e interpretato da un'esordiente e giovanissima Ornella Muti.
Franca Viola ha due figli e due nipoti e vive ad Alcamo.



Ultima modifica di soleazzurro il Lun Gen 25, 2010 12:09 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 12:08 am

Citazione :
Il mio post voleva solo mettere polemicamente in risalto che tante conquiste civili delle donne oggi sono messe in seria difficoltà dal fenomeno diilagante del velinismo che riduce la donna merce da utilizzare e non a persone da rispettare nella loro complementarietà con il maschio.



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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 12:16 am

Ciao Al, buonanotte


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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 12:19 am

notte serena a tutti , vado anche io.
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MessaggioTitolo: Re: Dio mio no.   Lun Gen 25, 2010 1:10 am

ciao al, dolci sogni
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