Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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 Un giorno ho scritto.....

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Danae
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MessaggioTitolo: Un giorno ho scritto.....   Dom Ott 24, 2010 9:14 pm



Addio, locomotiva a vapore


Nel corso della vita si fanno molti pensieri, ci si pone verso la vita stessa nelle maniere più disparate: ottimisti, negativi, distratti, preoccupati, pigri e così via..
La mia vita è stato un buon vissuto. Certo, molte cose sarebbero potute andare meglio ma molte altre sono state appaganti.
Delusioni, dolori, sconfitte fanno parte del bagaglio di ognuno di noi..quindi si mettono in conto.
Non so se ritenermi fortunata ma non ho rimpianti se non per qualche carpe diem che non ho “voluto” o "potuto" cogliere . Ma forse meglio così..chissà come sarebbe stata la mia vita.
Non ho mai rinnegato le mie scelte dettate sempre dal cuore ..forse di qualcuna mi è rimasto un po’ di retrogusto ma va bene così.
Ci sono stati momenti fantastici, momenti delicati, momenti duri e momenti in cui la mia iracondia, a volte la gelosia , il mio orgoglio e la mia permalosità, la mia testardaggine mi hanno avvelenato l’anima, mi hanno tolto il sonno e appesantito il vivere quotidiano.
Ma si cresce..Non so se sia un bene o un male fatto sta che ad un certo punto della vita si tira una linea e si lascia oltre tutto ciò che non si riesce più a gestire.
Ed è successo anche a me..
Sere fa mi sono trovata di fronte ad un muro altissimo che si è erto in un attimo ad una velocità impressionante. Un ostacolo insormontabile alzato su un letto di convinzioni errate e indeclinabili, costruito con mattoni di rabbia e cemento di illazioni..da una persona volutamente cieca.
Una barriera impenetrabile che non ascoltava ragioni, che riteneva poco importante azioni deludenti perpetrate senza contegno di sorta a chi senza importanza non sembravano.
Qualche anno fa mi sarei fatta trascinare dalla rabbia, dalla cocciutaggine della dimostrazione..avrei urlato e gridato, inveito e accusato..avrei combattuto fino all’ultima stilla di forza.
Invece una gran calma e serenità hanno arato il mio essere.
Forse stanca di combattere i mulini a vento; Forse spossata da troppe battaglie inutili; Forse stremata di parlare al vento; Forse logorata dall’inutilità della propria lealtà..
Ed ho pensato, rifettuto, soppesato il mio esser divenuta e vi ho trovato una strana spiegazione.
C’è stato un lungo lasso di tempo durante il quale ho creduto di vivere.
Non c’erano dolori, non c’erano ire, non c’erano scintillii, non c’erano delusioni…. o almeno non erano vissute come tali. La chiamavo “serenità”.
Cos’è la serenità? Forse solo uno stato di grazia con un elettrocardiogramma lento..un bel piatto senza sale, un albero di natale senza luci.
Pensavo di essere arrivata ad un capolinea dopo aver percorso km e km di binari che mi avevano fatto godere delle bellezze della vita con i suoi paesaggi, con le fermate in stupende e in mediocri stazioni e a volte anche in stazioni abbandonate, ma un viaggio durato 50 anni su treni veloci, rapidi, locali
E tutto ciò che la vita mi avrebbe riservato sarebbe stato tutto un di più..
Poi improvvisamente hanno fatto capolinea delle strane paure..
Paura di Morire, paura di scoprire domani un male terrificante, paura di uscire, come è successo ad una mia amica e non tornare più a casa perché una macchina sbanda e ti trancia. Paura di non volersi più bene di sentirsi soli.
La paura di morire forse non mi è mai appartenuta ma oggi…la vivo, la sento.
Oggi che ho riscoperto che il vecchio e lento treno locale a vapore che mi ha scorrazzato negli ultimi anni si è fermato..mi ha fatto scendere ad una stazione piccola e sono salita su un intercity alla volta di colorate città.
C’era calore, colore, c’era confort, c’era allegria e musica..e c’era velocità..
Ho capito che il mio cuore è in grado di vibrare ancora, che la mia anima sa ancora sognare, che soprappensiero mi scopro a sorridere..che ho voglia di vita e di viverla al meglio, di godere delle piccoli e grandi cose, di un sorriso, di uno sguardo, di un ballo.
Ho voglia di volermi bene e di voler bene, di una stretta di mano, di un abbraccio, di un desiderio, di un baciamano, di ridere spensierata e divertita come un tempo facevo e di gioire di ogni sasso, di ogni fiore, di ogni luce.
E i muri inespugnabili non ho più la voglia e la forza di scalarli con le unghie e con i denti..aspetterò paziente semmai un giorno si sgretolino da soli insieme alle convinzioni errate che li hanno alzati perché precedentemente ho faticato tanto , ho vestito panni di scalatore provetto per valicarli trainandomi dietro come un macigno le mie difese e le mie ragioni..e a volte ne valeva la pena. Ma oggi che tutto sembra inutile e forse non m'interessa più ho deposto scarponi e funi e mi posso solo dolere di chi si è chiuso nella torre che si è voluto costruire gratuitamente rifiutando affetto.
Basta muri! Ora ho voglia di pianure immense e prati fioriti, di girotondi innocenti e fontane scintillanti in cui rinfrescarmi l’anima e nel giardino la cui strada ho imboccato…li scorgo e cammino a piedi nudi per raggiungerli con il cuore canterino…

Buon Viaggio Dana....




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