Il vascello verde ramarro di Pigiama Party

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SuonatoreJones

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MessaggioTitolo: Re: ciao   Gio Nov 11, 2010 4:17 pm

Un grande il Guccio ...... ottimo saluto il tuo Aldo
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algiuga

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MessaggioTitolo: Re: ciao   Gio Nov 11, 2010 2:54 pm

Citazione :
Cirano è la rivolta contro il potere, ma Cirano è anche la sua solitudine esistenziale, la sua bruttezza, il suo naso deforme, è anche cioè la storia d'amore impossibile per i dogmi e i canoni estetici e ideologici ieri e oggi imperanti" [P. Jachia, cit., pp. 177-178].
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MessaggioTitolo: Re: ciao   Gio Nov 11, 2010 2:17 pm

Vent'anni dopo L'avvelenata, ecco un'altra "canzone di rabbia", ma meno personale e più politica. Tant'è vero che essa ha come coautori Bigazzi e Dotti, e che - come ha dichiarato lo stesso cantautore - "l'idea di questa canzone non è venuta a lui, ma a Beppe Dati": e di questa pluralità di voci occorre tener conto per capire alcuni passi che sembrano contrastare con l'ideologia, o se vogliamo con le istanze (anti)metafisiche, di Guccini.
Tanto per cominciare Guccini apostrofa i "falsi" artisti della canzone, che non nutrono sogni e ideali ma si adoperano per arricchirsi ed essere famosi:

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.

Annota Paolo Jachia: "se qualcuno pensa a Pavarotti... possiamo dire che effettivamente è stato compagno di classe di Guccini, ma non era il primo della classe perché... ripetente" [P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Roma 2002, pp. 175-176].
Nella strofa successiva Guccini si scaglia contro i propri avversari politici e i loro accoliti di vario genere:

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un'arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherè le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.

Guccini-Cirano affonda poi la sua critica a due forme contrapposte, ma in un certo senso complementari, di dogmatismo ideologico (la religione e il materialismo):

Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, lo avete già tradito;
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

"Trent'anni dopo Dio è morto Guccini precisa dunque, in versi, come andasse letta davvero la sua canzone e cioè non come un rifiuto della dimensione ideale dell'uomo, ma come rifiuto di ogni forma di dogmatismo idolatra, un inno cioè alla libertà di fede e di pensiero. Ecco il senso di richiamare qui il titolo dell'antica e mai tradita canzone" [P. Jachia, cit., p. 175].
Ma Guccini-Cirano, dopo aver delineato le fila dei nemici, crede (o meglio spera) che ci sia un luogo dove l'incessante lotta abbia tregua:

dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.

Interrogato sul senso di questi versi, Guccini ha precisato: "la canzone non è completamente mia e quindi mi sono limitato a intervenire anche pesantemente sul testo, ma questi versi li ho lasciati. Comunque per un agnostico va benissimo".

Per comprendere il resto della canzone occorre precisare chi sia Cirano. "Cirano" è la forma grafica che Guccini adotta per "Cyrano", ovvero Cyrano de Bergerac (1619-1655), scrittore e moralista del Seicento, reso celebre dalla commedia dedicatagli nel 1897 da Edmond Rostand, da cui Guccini ha derivati molti tratti (e molti versi) per il suo personaggio. Effettivamente, in gioventù, Cyrano fu cadetto di Guascogna e divenne famoso per il suo carattere stravagante e rissoso, che lo rese protagonista di molti duelli. Lasciata la carriera delle armi, si dedicò alla letteratura e alla meditazione, divenendo allievo assiduo del filosofo Gassendi, presso il quale conobbe Molière e altri intellettuali. Non perse tuttavia il suo spirito aggressivo e si fece molti nemici, soprattutto fra i potenti, che egli avversò sempre. Cyrano/Guccini/Cirano è in definitiva "colui che non piega la testa davanti al potere [...] anche se sa che da sempre il potere schiaccia le rivolte di popolo e individuali. Ma tutto ciò non importa, perché la cosa veramente importante è il fatto di essere coerenti, di lottare con la forza dell'intelligenza e del sapere contro la stupidità e l'ignoranza, il poter dire alla fine: non ho sofferto invano. [...] Cirano è la rivolta contro il potere, ma Cirano è anche la sua solitudine esistenziale, la sua bruttezza, il suo naso deforme, è anche cioè la storia d'amore impossibile per i dogmi e i canoni estetici e ideologici ieri e oggi imperanti" [P. Jachia, cit., pp. 177-178].


http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioCirano.htm

GRAZIE ALDO PER AVERCI FATTO ASCOLTARE "CIRANO"


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MessaggioTitolo: Re: ciao   Gio Nov 11, 2010 2:15 pm

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io pi non vi sopporto,
Infiler la penna ben dentro al vostro orgoglio perch con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
Buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
Godetevi il successo, godete finch dura, che il pubblico ammaestrato e non vi fa paura
E andate chiss dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, per non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
Io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
Venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate gi le carte
Tanto ci sar sempre chi pagher le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere il mio piacere, io amo essere odiato;
Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
Io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
Che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
Si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
Che a me quasi proibito il sogno di un amore;
Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
Per colpa o per destino le donne le ho perdute
E quando sento il peso d' essere sempre solo
Mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
Ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
Amo senza peccato, amo, ma sono triste
Perch Rossana bella, siamo cos diversi,
A parlarle non riesco: le parler coi versi, le parler coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
Se c', come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete gi tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio morto e l' uomo solo in questo abisso,
Le verit cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
Tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
Io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
Ma in questa vita oggi non trovo pi la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
Dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
Dove non soffriremo e tutto sar giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
Io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
Ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
Perch oramai lo sento, non ho sofferto invano,
Se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano


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MessaggioTitolo: Re: ciao   Gio Nov 11, 2010 8:45 am

Grazie Aldo Smile

Ciao
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MessaggioTitolo: ciao   Mer Nov 10, 2010 9:16 pm

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