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 Infibulazione,Problema italiano?

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algiuga

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MessaggioTitolo: Infibulazione,Problema italiano?   Dom Mar 07, 2010 10:30 pm

Breve cenno Storico

Alcuni studiosi occidentali fanno risalire questa pratica addirittura all'epoca faraonica,
cmq quasi tutti concordi a ritenerlo iniziato e diffuso nel continente africano,successivamente
si è diffuso in medioriente,India,Bangladesh.....

I motivi ipotizzati di dette pratiche sono :

-privare le donne del piacere sessuale in modo da prevenire figliolanze spurie.
-praticare una sorta di "purificazione" ed iniziazione delle giovani.
-L'infibulazione era considerata igienica per le donne,al tempo in cui la maggior parte delle
tribù viveva nuda.
-La "cucitura" era come una cintura di castità.
-La "cucitura impediva che ,quando i villaggi venivano razziati da altre tribù ,le donne venissero
violentate con la conseguenza di gravidanze che avrebbero introdotto mescolamento etnico.

Tutti questi motivi erano comunque dettati dal maschilismo che considerava la donna una proprietà
dell'uomo.

La legislazione italiana

La I. è proibita in Italia dal Gennaio 2006.
(Legge 9 gennaio 2006, n. 7)La pena è da 4 a 12 anni.Il provvedimento prevede anche una
serie di campagne di informazione dirette alle comunità interessate residenti nel nostro paese.
Si registra la presenza(stimata ) di 40.000 / 70.000 casi in Italia.
Quello delle mutilazioni genitali femminili è un fenomeno estraneo alla nostra cultura, che tuttavia
è presente in Italia a causa della forte emigrazione dai paesi in cui ancora si praticano mutilazioni
di tal genere.
In Italia si registrano solo due strutture ospedaliere che hanno reparti dedicati ai problemi delle
donne vittime di questa mutilazione : a Firenze e Roma.


Giovanna Scassellati,dell'ospedale S.Giovanni di Roma ,che opera in questo e in altri campi come
ginecologa, è molto famosa anche per le sue battaglie a favore della Legge 194 come per le sue infuocate interviste.Ecco alcuni brani delle sue interviste:

Mi può spiegare quanti tipi di infibulazione ci sono?

Ci sono quattro tipi di infibulazione, veramente ce ne sono anche di più,
in alcuni casi, invece delle incisioni, si usano sostanze come corrosivi.
Le mutilazioni consistono nel taglio del clit , delle labbra della vagina ,e nella chiusura
dell'organo genitale femminile: solo un piccolo foro viene lasciato per far fuoriuscire l'urina.
Una volta infibulate le donne non provano piacere sessuale, hanno difficoltà a partorire e sono
ad altissimo rischio di contrarre infezioni.
Il tessuto rimane di tipo cicatriziale.

Ecco, come fanno queste donne a partorire?

In Italia noi medici abbiamo cominciato ad avere pazienti infibulate attorno agli anni Ottanta.
All'inizio le facevamo partorire col parto Cesareo.
Poi abbiamo cominciato a chiederci se ci fosse un altro modo: avevamo paura che queste donne,
magari tornando in Africa potessero avere difficoltà con i secondi parti, così come può succedere
a quelle che hanno subito parti Cesarei. Nei loro paesi si deve essere in grado di partorire più
che altro naturalmente dato che di ospedali ce ne sono pochissimi. Tenendo conto che in media gli
africani fanno dai cinque ai nove figli. Da qui l'esigenza di trovare una soluzione per fare partorire
queste donne nel modo più naturale possibile.

Ci sono donne infibulate che chiedono di essere operate per tornare ad una normale funzionalità del loro corpo?

Certo, soprattutto quelle che, essendo completamente cucite, non riescono ad avere nessun rapporto.
Un po' di tempo fa ho avuto una paziente che era addirittura una dottoressa. Ultimamente le mie
pazienti, anche essendo chiuse, hanno ancora il clitoride, evidentemente si tende a non menomarle
completamente, ma forse è soltanto perché, come le ho detto, è molto rischioso asportare
il clitoride non essendo medici e non avendo attrezzature adatte. Quello che nessun medico italiano fa, è richiuderle dopo i parti, sono moltissime le donne africane che lo chiedono. Noi non possiamo,
né vogliamo farlo, eppure non è facile convincerle di quanto sia dannoso.
Tra l'altro, le donne infibulate dovrebbero essere aperte molto prima del parto, diciamo alcuni
mesi prima, per evitare una infinità di problemi legati anche al cambiamento di dimensioni dell'utero,
oltre a quelli di una ferita aperta così grande. Sarebbe meglio partorire con la ferita già rimarginata. Noi consigliamo sempre loro di operarsi prima, ma solo di rado lo fanno, e così rischiano anche la vita.


Nei Paesi occidentali ovviamente questa pratica è vietata, secondo lei c'è gente che infibula clandestinamente?

Guardi, non lo so. Noi non ne abbiamo idea anche se sospettiamo di sì, ovviamente negli ospedali
pubblici c'è un controllo massiccio, però chissà cosa succede in alcuni studi privati.
Sicuramente ci sono molte comunità che spingono perché questa cosa venga accettata in Italia.
Mi pare che a Firenze un ginecologo somalo avesse proposto di sostituire questo rito con una
iniziazione fatta con una iniezione di liquido fisiologico.

Benché sia diffusa l'idea che la mutilazione sia prevista dai testi sacri come "purificazione" per
le donne, di questa pratica non si trova traccia né nel Corano né nella Bibbia.

In Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno
studio condotto dall'ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni.
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algiuga

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MessaggioTitolo: Re: Infibulazione,Problema italiano?   Dom Mar 07, 2010 11:08 pm

Mi ha impressionato la percentuale egiziana,perchè pensavo l'Egitto il paese africano più vicino alla nostra cultura europea.
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hermes



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MessaggioTitolo: Re: Infibulazione,Problema italiano?   Lun Mar 08, 2010 12:45 am

a me impressiona sapere che la cosa sia così diffusa e sopratutto così accettata.
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MessaggioTitolo: Re: Infibulazione,Problema italiano?   

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