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 Una storia dimenticata

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Remigio

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MessaggioTitolo: Una storia dimenticata   Dom Apr 25, 2010 3:43 pm


  • Una storia dimenticata.



  • Tra il 1960 e il 1966, la Francia ha compiuto diciassette test nucleari nel Sahara.
  • Gli abitanti della regione ne pagano le conseguenze ancora oggi.
  • E noi?
  • Qualche dato:

    1960-1961 - 4 test aerei a Reggane (Algeria francese)

    • 13 febbraio 1960 - Gerboise bleue
    • 1 aprile 1960 - Gerboise blanche
    • 27 dicembre 1960 - Gerboise rouge
    • 25 aprile 1961 - Gerboise verte



1961-1966 - 13 test sotterranei a Hoggar (Algeria francese)


Distanza in linea d’aria del poligono dalle nostre coste: 1.600 Km



Scirocco (dall’arabo shulùq) vento caldo che nasce nel deserto del Sahara; procedendo da sud-ovest verso nord, si carica di umidità sul Mediterraneo, e raggiunge umido e violento l’Europa.



Allora come la mettiamo?? Cosa ne dicono gli antinucleari che si fanno in quattro per impedire la costruzione di nuove centrali nucleari super sicure?Forse ignorano gli avvenimenti degli anni ’60 e non sanno che una esplosione nucleare equivale all’incidente di Cernobil
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Dom Apr 25, 2010 5:10 pm

credo ke su quello non ci sia molto da dire ormai rem, visto ke sono passati cinquant anni e anke se avessero molto da dire, l irreparabile è già stato fatto e non credo vi si possa porre rimedio.
si può invece fare molto x evitare ke succeda di nuovo.
vorrei invece porti delle domande:
x quanti secoli il deserto in quella zona resterà radiattivo?
lo scirocco si carica di particelle radiattive ke porta in europa?
se si qual è la carica?
è rimasta costante dopo il primo decennio dall esplosione oppure no?
e infine, sei veramente certo ke le attuali centrai siano veramente sicure....non solo come edifici o reattori.....ma x quello ke riguarda l uranio ridotto a scoria
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Dom Apr 25, 2010 5:12 pm

scusate....si scrive: radioattivo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 8:24 am

PAESE CENTRALI ATTIVE CENTRALI IN COSTRUZIONE
NUMERO POTENZA (MW) NUMERO POTENZA (MW)
—————————————————————-
Belgio 7 5.824
Bulgaria 2 1.906 2 1.906
Rep. Ceca 6 3.523
Finlandia 4 2.696 1 1.600
Francia 59 63.260 1 1.600
Germania 17 20.470 - -
Ungheria 4 1.829 - -
Lituania 1 1.185 - -
Paesi Bassi 1 482 - -
Romania 1 1.310 - -
Russia 31 21.743 7 4.789
Rep. Slovacca 5 2.034 - -
Slovenia 1 666 - -
Spagna 8 7.450 – -
Svezia 10 8.974 - -
Svizzera 5 3.220 - -
Ucraina 15 13.107 2 1.900
Regno Unito 19 10.222 - -
—————————————————————-
TOTALE 197 169.901 13 11.795


Ma crediamo davvero di essere più intelligenti di questa gente ?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 8:30 am

...non riusciamo a fare arrivare in orario i treni...
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 8:35 am

fra un po' ci riusciremo aldo, fra un po'. il tempo di fini re un paio di cosucce.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 9:52 am

Ci eravamo riusciti Aldo quindi ne siamo capaci.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 10:58 am

Citazione :
...non riusciamo a fare arrivare in orario i treni...
ti sbagli aldo ogni tanto ci riusciamo non solo con i treni ma anke con gli aerei.

Citazione :
Ma crediamo davvero di essere più intelligenti di questa gente ?
è una bella domanda al, anke xkè se dovesse succedere "qualcosa" ne saremmo coinvolti lo stesso, poco importa se non abbiamo centrali a casa nostra.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 12:10 pm

Infatti Jul.....la Francia ha 60 centrali non solo p produrre per sè ,ma anche per esportare e vendere l'energia a noi.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 12:13 pm

Citazione :
ogni tanto ci riusciamo non solo con i treni ma anke con gli aerei.

Giusta osservazione Jul ,aggiungo che ci riusciremo sempre di più
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 12:26 pm

Citazione :
L’energia nucleare può salvare l’Africa?



Il Rinascimento nucleare in corso ha coinvolto anche il continente economicamente più arretrato: l'Africa. Attualmente in tutto il continente nero gli unici reattori in attività sono i due della Repubblica Sudafricana, ma altri 10 Paesi stanno avviando o progettando l'avvio di un programma nucleare: Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Libia, Senegal, Nigeria, Uganda, Ghana e Niger.

Sono a uno stato di avanzamento maggiore i Paesi del Mediterraneo (soprattutto Egitto, Algeria, Tunisia e Marocco), che secondo gli osservatori potrebbero avere reattori in funzione già nel 2020. Anche l'Uganda, che aveva votato una legge nucleare nel 2008, conta di avere una centrale per quella stessa data. Il progetto più recente è quello Senegal, annunciato dal ministro dell'energia Samuel Sarr in occasione della conferenza internazionale di Parigi del marzo 2010.

Gli esperti internazionali mostrano un cauto ottimismo: «Fra vent'anni, molti di questi Paesi potrebbero essere pronti. Ma bisogna cominciare subito», ha commentato Holger Rogner, capo della sezione della programmazione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA).
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 4:54 pm

Ovviamente non mi convincerete mai dell'utilità del nucleare....

Tuttavia bisogna esaminare i pro ed i contro delle centrali nucleari ...senza esssere presi da entusiasmo nè per l'opzione pro nè per quella contro.

Il nucleare è presemtato come il male minore per le economie moderne che intendano svilupparsi utilizzando energia a basso costo ( ....anche su questo ci sarebbe da discutere ...ma lo rimandiamoad altro momento ).

La produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio ( minore carico sui bilanci nazionali , maggiore stabilità interna )

L'energia nucleare riduce il " ricatto" dei paesi produttori ( pensiamo all'Iraq ed all'Iran) e dovrebbe favorire la pace.

Il petrolio non è illimitato e bisogna prepararsi al suo esaurimento.

Ma ovviamente non è tutto rosa e fiori...., gli antinuclearisti non sono pazzi...

- Anche l'uranio è in via di esaurimento
- il problema delle scorie non è stato risolto. Per il momento vengo stoccate per centinai di secoli in depositi geologici o costruiti ( tutti poco sicuri ).
- gli incidenti , anche nelle centrali di ultima generazione, sono continui e le conseguenze degli incidenti sono disastrose.
- nessuna comunità vuole una centarle a casa sua nè vuole ospitare le scorie.sardegna , Puglia , Basilicta nel 2003 hanno protestato contro l'ipotesi delal localizzazione di uan centrale a casa loro...e Zaia e Cota e Formigoni...cosi come i governatori di sinistra non voglio il nucleare nelle loro regioni.

Le centrali nucleari attraggono il terrorismo. sono obiettivi facili e che portano conseguenze sulle popolazioni e sulle economie molto gravi.

non è un problema ad liquidare ...., tuttavia io credo che la via da seguire sia un'altra ....:
ricerca ( il motore ad igrodeno ad esempio ) ....oppure le energie rinnovabili di cui il nostro paese è ricco....( sole vento maree ecc ) ...l'utilizzo razionale dell'energia...ad esempio...vi siete mai chiesti quante centarli elettriche in meno sarebbero necessarie se tutti noi...non lasciassimo gli apparecchi in stendby?

E se guardassimo al tv con una piccola luce e non con 100 watt...del lampadario principale ?....se ogni tanto riprendessimo a godere della luce delal luna e delle stelle...se avessimo frigoriferi adatti al nostro bisogno e non mostri ...per comunità..., se facessimo la lavatrice solo a pieno carico...ecc


Per approfondimenti...io sono di parte ...ma ci credo..., vi consiglio di leggere Jeremy Rifkin " economia all'idrogeno "

In questo studio , Rifkin mette di fronte ai terribili esiti delal nostar dipendeanza economica e politica dal petrolio, fonte energetica in via di esaurimento e che ci rende vulnerabilissimi in un periodo di forti tensioni tra / con i paesi islamici.

Rifkin , noto economista, propone uan soluzione concreta e possibile : l'idrogeno, elemento semplice e diffuso nell'universo ( che non ha alcuno dei lati negativi del nucleare ).

L'idrogeno è la vera rivoluzione del futuro...i motivi per i quali i Paesi non lo vogliono adottare ( a cominciare dall'auto ...che sarebbe gia possibile )è un motivo semplice e tremendo allo stesso tempo...: l'idrogeno genererebbe il primo regime energetico veramente DEMOCRATICO nella storia dell'umanità.

La diatriba nuclear si nucleare no...non mi attira ...è un falso problema..., la scienza e la ricerac stanno molto più avanti...

Leggetelo....è un consiglio d'amico e ...se lo leggerete...capirete tante cose.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Lun Apr 26, 2010 8:38 pm

Se ne sa molto poco dell'energia nucleare,anzitutto è energia pulita?

Le cause dell'incidente di Cernobyl sono note?

C'è differenza tra l'incidente ed un'esplosione atomica o termonucleare?

Conosciamo gli usi civiili delle radiazioni?

Mah ,il fatto certo è che non esiste un'altra nazione tecnologicamente avanzata che non abbia energia nucleare e ripeto

Ci crediamo più intelligenti degli altri popoli?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 8:14 am

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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 9:42 am

Centrali elettronucleari in Italia[14]
Nome del reattore Località Tipo Potenza elettrica netta (MW) Inizio costruzione Prima accensione del reattore Connessione alla rete elettrica Effettiva operatività commerciale Arresto definitivo Costruttore


Latina Latina (fraz. Borgo Sabotino) GCR magnox 153 01/11/1958 27/12/1962 12/05/1963 01/01/1964 01/12/1987 Società Italiana Meridionale per l'Energia Atomica
Garigliano* Sessa Aurunca (CE) BWR 150 01/11/1959 05/01/1963 01/01/1964 01/06/1964 01/03/1982 Società Elettronucleare Nazionale
Enrico Fermi** Trino (VC) PWR 260 01/07/1961 21/06/1964 22/10/1964 01/01/1965 01/07/1990 Società Elettronucleare Italiana
Caorso Caorso (PC) BWR 860 01/01/1970 31/01/1977 23/05/1978 01/12/1981 01/07/1990 Ansaldo Meccanico Nucleare
.

Si noti che, considerata la durata media di tali impianti (25-30 anni dal momento dell'accensione del reattore), alla data dei referendum italiani (1987) la centrale di Garigliano era già stata chiusa per raggiunti limiti d'età mentre quelle di Latina e Trino vercellese lo sarebbero state entro pochi anni. L'unica centrale che è davvero stata chiusa prematuramente è quella di Caorso in provincia di Piacenza.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 11:37 am

volevo fare un paio di domande....
l italia è in grado di essere indipendente x quanto riguarda l approvigionamento dell uranio? se la risposta è no.....saremmo ancora alla mercè dei paesi produttori, quindi ke cambierebbe rispetto a ora?
poi....come si comportano gli altri paesi dove e centrali sono in funzione, col problema delle scorie?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 12:31 pm

Jul,ciao, giustamente tu hai posto il problema delle scorie ed ora quello dell'approvvigionamento dell'uranio...... è molto difficile e ci vorrebbero tante pagine, per quello che ne so ,rispondertii.comunque ti darò dei flash su entrambe le questioni.

Le centrali nucleari,ma sarebbe meglio chiamarle termonucleari,servono a produrre energia elettrica (che è quella che fa girare il mondo moderno.)

La produzione di energia elettrica avviene nel seguente modo :si riscalda dell'acqua producendo vapore ,il vapore fa girare delle turbine che a loro volta fanno girare un alternatore (come quello dell'Automobile)che produce energia elettrica da inviare alle città tramite le linee ad alta tensione.


Il combustibile nelle centrali tradizionali è il carbone,ilpetrolio,il gas.....nelle centrali nucleari è l'uranio.


Nelle centrali tradizionali,oltre al calore si producono scorie solide e gassose,principalmente ceneri e polveri + co e co2 Che hanno cmq impatto ambientale di cui l'effetto serra è il più noto.

Nelle centrali termonucleari oltre al calore prodotto dall scissione degli atomi di uranio si producono le scorie che sono uranio impoverito,ed altri materiali (comprese le tute usa e getta degli operatori delle centrali nucleari) tutte le scorie sono più o meno radioattive ed è questo il problema ! (segue)
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 1:08 pm

Concordo in parte con te Sole, ma io vedo le cose da un punto di vista diverso.
Mi rendo conto che questo argomento non può essere esaurito il pochi post ed invito tutti a proseguire il discorso ed esprimere le proprie opinioni con calma e serenità.
Io ho lavorato come impiantista e manutentore sia nele centrali elettriche convenzionali che in quelle elettronucleari. Ho visto le centrali italiane ( salvo Garigliano, già ferma quando ho iniziato) sia quelle francesi e tedesche.
Sulla sicurezza e affidabilità delle centrali nucleari nei paesi sopra indicati io non ho dubbi: le regole, procedure, salvaguardie e il personale sono quanto di meglio si può desiderare.
Pare che le centrali future saranno ancora più controllate. Quindi credo sia un falso problema.
Cernobil era condotta da personale non all'altezza, demotivato e mal guidato. Le procedure di sicurezza non erano adeguate e la manutenzione carente.
Gli effetti del disastro di Cernobil sono stati largamente strumentalizzati. Non nego che le vittime ci siano state, sopratutto tra i soccorritori e tra gli abitanti del luogo. Tuttavia alcuni gruppi di potere, con la demagogia, hanno approfittato per bloccare gli impianti nucleari a favore di certi accordi con gruppi e paesi produttori di petrolio, altri hanno fatto e continuano a fare il piccolo cabotaggio del turismo dei "bambini di Cernobil" una delle più miserabili truffe a persone nostrane di buona fede ma poco intelletto. No nego che ci siano bambini della Bielorussia e Ucraina in condizioni miserevoli, perchè sono paesi che ho visitato. I bambini Di certe fasce sociali sono in cattive condizioni per altre cause: famiglie allo sbando, alcolismo, malgoverno, ecc...le radiazioni non c'entrano!
Ritornerò sull'argomento. Per ora credo di aver attirato abbastaza fulmini
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 1:28 pm

Fulmini Rem? Io condivido in pieno il discorso che fai,lo ritengo obiettivo ed equilibrato.

Vorrei evidenziare due aspetti del problema nucleare si ,nucleare no.

L'impianto di Cernobil era stao progettato con tecnologia dell'URSS ormai abbandonata.

Il disastro è stato causato solo in parte da carenze progettuali e costruttive , ma soprattutto dall'errore umano (erano stati disattivati TUTTI isistemi di sicurezza).
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 6:33 pm

non s'era fatto un referedum che ha dato il parere negativo per le centrali nucleari?

http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm.

ieri Berlusconi e Putin si sono incontrati, Putin ci vuole dare "una mano", mi fa paura il nucleare Rem
http://blog.panorama.it/economia/2009/05/15/incontro-berlusconi-putin-lenergia-e-il-tema-centrale/.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 7:26 pm

ok al, ma ne tu ne rem avete risposto alle mie domande.

rem, da quello ke copio e incollo qui non è esattamente come sostieni tu sulla sicurezza....
Una lista di incidenti nelle centrali nucleari francesi negli ultimi mesi
pubblicato: lunedì 01 dicembre 2008 da Roberto Bosio

Quando si parla della Francia e del nucleare si parla sempre dei bassi costi di produzione. Mai o quasi degli incidenti che regolarmente si verificano. Cerchiamo, almeno in parte di colmare questa lacuna, elencandovi gli incidenti principali degli ultimi mesi. Perché il nucleare non è pulito né sicuro:
7 luglio 2008: fuoriuscita di circa 30 metri cubi di una soluzione contenente uranio nel sito nucleare di Tricastin. Una parte finisce nei fiume Gaffière e Auzon e nei pozzi d’acqua potabile. Ovviamente viene vietato il consumo di acqua e pesce - oltre al divieto di balneazione e di svolgere sport in acqua.
18 luglio 2008: rottura di una canalizzazione che genera una fuoriuscita di acque contaminate in un impianto a Romans-sur-Isere.
23 Luglio 2008: vengono contaminati cento operai per una perdita di una tubatura del reattore 4 della centrale di Tricastin. E’ il terzo incidente nucleare nella zona in una quindicina di giorni. gli operai sono stati irradiati dal cobalto 58.
6 agosto 2008: viene reso noto un incidente che in realtà è avvenuto il 4 luglio 2008 a Tricastin. Ci sono state emissioni di Carbonio radioattivo. Anche se l’incidente è stato classificato di livello 1, vengono vietati fino alla fine dell’anno tutte le attività che generano scarichi di carbonio 14, perché è già stato raggiunto - e superato del 5% - il limite annuale.
22 agosto 2008: nell’impianto di Pierrelatte viene scoperta una perdita di “piccole quantità di uranio” per una canalizzazione rotta forse da anni.
24 settembre 2008: la centrale nucleare di Chinon sversa olio industriale - non radioattivo - lungo 15 Km della Loira.
10 Ottobre 2008: fuoriuscita di materiale radioattivo all’interno del sito per la rigenerazione dei combustibili nucleari di La Hague. Il fatto si sarebbe verificato in realtà il 24 settembre. E’ il quarto incidente di livello 1 registrato nello stabilimento durante l’anno.
16 ottobre 2008: l’impianto di Romans sur Isère deve sospendere la sua attività perché gli effluenti dell’impianto nucleare hanno un livello eccessivo di uranio nelle loro acque.
7 novembre 2008: nuova fuoriuscita radioattiva nel fiume Gafière causata dall’impianto Eurodif-Areva di Pierrelatte.
19 novembre 2008: la centrale nucleare di Bugey provoca una fuoriuscita di un centinaio di litri di olio industriale - non radioattivo - che si disperdono lungo il Reno all’altezza di Loyettes.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 8:53 pm

Aspè Jul,ti rispondo sia sulle scorie che sull'approvvigionamento.

Prima mi sembra importante ricordare che l'energia nucleare fu scoperta da Fermi e che il futuro delle centrali nuleari è stato proposto da Rubbia




Importante mi sembra anche la problematica dell'impatto ambientale.

Citazione :
L'energia nucleare è stata proposta al fine di ridurre le emissioni complessive di gas serra e mitigare così l'effetto del riscaldamento globale. Favorevoli ad un utilizzo dell'energia nucleare a tale scopo si sono dichiarati, ad esempio, il chimico James Lovelock[38] ambientalista inventore dell'ipotesi Gaia, il premio Nobel per la fisica Steven Chu a capo del Department of Energy statunitense sotto l'amministrazione Obama[39] e il co-fondatore di Greenpeace Patrick Moore.

Il report The Energy Challenge[40] del Department for Trade and Industry (dipartimento del commercio e dell'industria) del Regno Unito sostiene l'opportunità del potenziamento dell'energia nucleare al fine di raggiungere gli obiettivi relativi alle emissioni di CO2. Nel documento si asserisce peraltro che l'emissione per kilowattora del processo produttivo dell'energia nucleare sia comparabile a quelle dell'energia eolica.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 10:50 pm

Le domande poste da Jul sono importantissime...e devono far riflettere...io credo che il nucleare sia il passato e non il futuro...

La fonte energetica primaria utile al funzionamento delle centrali termo-elettronucleari è ricavata, all'attuale stato dell'arte, dall'uranio, più precisamente dall'isòtopo U-235.

Riserve globali di Uranio
Quasi il 90% dei minerali contenenti uranio utilizzabile è concentrato in soli 10 paesi :

1. Australia 1143000 Tonnellate
2. Kazakhstan 816099
3. Canada 443800
4. USA 342000
5. South Africa 340596
6. Namibia 282359
7. Brazil 278700
8. Niger 225459
9. Russia 172402
10. Uzbekistan 115526

L'italia ha giacimenti per 6.100 tonnellate, sufficienti ad alimentare per 30 anni una sola centrale EPR, quindi il nucleare è inadatto a sviluppare indipendenza energetica in Italia e nella maggior parte degli altri paesi.

Densità energetica
La fissione di un grammo U-235 produce 68 GJ di energia termica, questo dato spesso lascia ad intendere che i sistemi ad energia nucleare siano ad altissima densità energetica, ma U-235 non si trova libero in natura, un grammo di U-235 si ricava, mediamente, da 7 tonnellate di minerale lavorato in miniera.
Di conseguenza il potere calorifico del minerale contenente U-235 è, mediamente, di 10 MJ/kg
Il potere calorifico del petrolio è di 42 MJ/kg, quello del carbone di 30 MJ/kg e per la legna 17 MJ/kg, quindi dire che il nucleare implica una fonte energetica ad altissima densità è per lo meno opinabile, nel migliore dei casi è comunque sullo stesso ordine di grandezza degli altri combustibili.

Mercato e costo della materia prima
Il costo della materia prima da cui si ricava il "combustibile" nucleare è aumentato dell'800% in pochi anni, questo indica che:


  • La materia prima è scarsa, alcuni analisti ritengono che il picco di estrazione dell'uranio sia più imminente del picco del petrolio
  • I pochi paesi grandi produttori possono formare un cartello per imporre il prezzo di mercato
  • I paesi non produttori sono quindi soggetti a subire i prezzi dei paesi produttori, come avviene per il petrolio.

Le attuali centrali nucleari non subiscono comunque una grossa penalizzazione dall'aumento esponenziale del costo dell'uranio, in quanto lo stesso incide marginalmente sulla componente di costo, in ultima analisi un aumento dell'800% del prezzo della materia prima incide per un 20% di aumento del costo del kWh prodotto in centrale.
Questo non esclude però che la costruzione di nuove centrali porti ad un aumento insostenibile del prezzo dell'uranio, il vero rischio sta nel fatto che il mercato non riesca a soddisfare aumenti di domanda della materia prima.

Ritornerò sul discorso di Rafkin sulla energia dell'idrogeno, l'unico tipo di energia veramente democratica e che non fa dipendere alcun Paese da altri Paesi...

Credo che bisognerebbe seriamente rifleettere sul nucleare , non concordo con Rem circa il ridimensionamento delle tremende conseguenze che gli incidenti che avvengono spessissimo in ogni centrale nucleare , spesso nascosti o sottovalutati.

Molti hanno dimenticato il famoso cesio ...che non esiste in natura e che dopo Cernobyl coprì tutta l'Europa in pochi giorni e che resta nel terreno per almeno 30 anni ...infettando tutte i prodotti della terra e le alimentazioni animali .

Ma veramente non esistono diverse possibilità di produrre energia ?...ci credete veramente o ...forse ci sono interessi troppo grandi per far affermare nuovi fonti energetiche?

Io non ci credo.

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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mar Apr 27, 2010 11:53 pm

Citazione :
Credo che bisognerebbe seriamente rifleettere sul nucleare , non concordo con Rem circa il ridimensionamento delle tremende conseguenze che gli incidenti che avvengono spessissimo in ogni centrale nucleare , spesso nascosti o sottovalutati.


Mi spiace Sole ,non condivido ,se fornisci dei dati potrei capire,in particolare a quali tremende conseguenze ti riferisci ed a qualli incidenti che avvengono spessissimo.

A me risulta che il più grave incidente è quello di Cernobil che sembra abbia procurato 67 o 68 decessi di cui tre (uno per infarto) a seguito dell'esplosione (di idrogeno,non nucleare)gli altri tra i soccorritori per alta esposizione alle radiazioni.

Quanto alla


Citazione :
Molti hanno dimenticato il famoso cesio ...che non esiste in natura e che dopo Cernobyl coprì tutta l'Europa in pochi giorni e che resta nel terreno per almeno 30 anni ...infettando tutte i prodotti della terra e le alimentazioni animali .

Vorrei capire le consequenze sulla salute degli europei e quindi anche mia e tua di questa

tua affermazione.

Se permetti io credo più a ciò che dice Rubbia e l'OMS.


Ti inviterei solo a considerare quanti morti in italia ci sono stati per le bombole di gas e quanti nel mondo per l'estrazione del petrolio e le guerre per il petrolio. E tralascio l'effetto serra.

E continuo a dire pensiamo di essere i più intelligenti dei popoli della terra?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 12:25 am

non voglio essere catastrofica però non nascodo ke mi fa un gran paura il nucleare

LISTA INCIDENTI NUCLEARI E CORRELATI (1991-oggi)



in costante aggiornamento

L'utilizzo del documento, o di parte di esso, è consentito citando la fonte

DI SEGUITO E' RIPORTATO UN ELENCO DI INCIDENTI/ESPLOSIONI NUCLEARI, EVENTI CON CAUSE RADIOATTIVE ED ALTRI CORRELATI O CONNESSI. LE ANNOTAZIONI IN ROSSO SONO TRATTE DAL SITO DEL PROGETTO HUMUS ALLA SEGUENTE PAGINA http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2 , DOVE CLICCANDO SUL LUOGO DELL'EVENTO SI HA LA DESCRIZIONE DELLO STESSO. PER MAGGIORI INFORMAZIONI, INVECE, SULLE ESPLOSIONI NUCLEARI, VEDI QUI: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity
E PER VEDERNE L'ELENCO COMPLETO QUI: http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html





LISTA INCIDENTI NUCLEARI E CORRELATI (1991-oggi)


in costante aggiornamento

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>>> INCIDENTI NUCLEARI DAL 1970 AL 1990

1991 - Avaria nel sistema di raffreddamento nell’impiato nucleare di Belleville

1991 - Francia: errore umano causa lo spegnimento della stazione di Paluel

1991 - Francia: infiltrazione nel sistema refrigerante causa spegnimento del reattore a Nogent

1991 - Francia: un’avaria tecnica crea problemi nella stazione di Belleville

1991 - Francia: violazioni tecniche nell’impianto di Cattenom

1991 - Gran Bretagna: errore umano causa incendio nella stazione nucleare di Hinkley

1991 - Germania: incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen

1991 - Bulgaria: incendio alla centrale di Kozloduy

1991 - Svezia: malfunzionamento dei macchinari della stazione nucleare di Oskarshamn

1991 - Svezia: infiltrazioni rilevate nella stazione nucleare di Barsebeck

1991 - Svezia: diffusione di vapore radioattivo per malfunzionamento nell'impianto Barsebeck

1991 - Belgio: spegnimento del reattore della stazione di Tihange per errore tecnico

1991 - Finlandia: spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto

18 Gennaio 1991 - Guerra del Golfo. Per tutta la durata del conflitto Israele si è mantenuta in stato d'allerta nucleare.

Febbraio 1991 – Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva

31 Luglio 1991 - Bush senior e Gorbachev siglano il primo trattato strategico bilaterale (Salt 1) per la riduzione delle Armi Strategiche (5.000 unità in meno nei prossimi 7 anni per entrambe le parti)

Agosto1991 - Forbach, Francia: incidente da irradiazione

Si è verificato un incidente a un acceleratore di elettroni irradiator usato per il trattamento granulato politetrafluoroetilene (Teflon). Tre lavoratori entrato nella stanza di irradiazione utilizzando l'uscita e sono stati esposti all'attuale scuro: l'acceleratore è stato spento ma acceleratore tensione era ancora sopra, il risultato di una decisione di risparmiare tempo. Tasso di esposizione è stato tra 10 e diverse centinaia rad al secondo (rispetto a un massimo 8 megarad al secondo quando l'acceleratore è accesa). I tre hanno ricevuto localizzate dosi, uno abbastanza grave per produrre le legioni di pelle. Le dosi di pelle sono state stimate a 4.000 rem (corpo intero dose 100 rem in questo caso) per il lavoratore con il danno peggiore e rem 900 e 500 per gli altri due operai.

27 Settembre 1991 - Difficoltà a caricare un missile a bordo di un sottomarino sovietico, classe Typhoon, trasportante diverse armi nucleari.

26 Ottobre 1991 - Nesvizh, Belarus: incidente da irradiazione
Si è verificato un incidente durante le riparazioni presso un impianto di irradiazione che utilizzate una fonte di cobalto-60 PBq 30 per la sterilizzazione delle attrezzature mediche. Anche se le azioni specifiche non sono completamente noto, un operatore (34 - anno vecchio maschio) non è riuscito a seguire le procedure operative ed eluso le caratteristiche di sicurezza in entrano nella stanza di irradiazione di affrontare un inceppamento del sistema di trasporto del prodotto. L'origine è stato esposto al momento, e l'operatore camminato per all'interno di 0,5 m di origine prima di realizzare il suo errore e uscire, spesa tra 1 e 2 minuti nella sala di irradiazione. Ha ricevuto una dose di tutto il corpo di 1.250 rem e localizzato dosi di rem fino a 1.800. Multilinguali di uscita da nausea e diarrea ha vissuto dopo un'ulteriore 13 minuti. L'operatore ha ricevuto cure mediche ampia ma 113 giorni dopo è morto.

Dicembre 1991 - M25 nell'Hertfordshire, Gran Bretagna (informazione tratta dall'Oxburg relazione, 1992, Gran Bretagna). Guasto meccanico di armi nucleari RAF caricare vettore. C'è stato alcun danno a qualsiasi arma nucleare.


11 Dicembre 1991 - Maryland, USA: irradiazione di incidente da un incidente di un acceleratore di elettroni irradiator derivanti da violazioni di sicurezza arrecato gravi radiazioni a una sola persona. Durante la manutenzione un operatore posto sua testa, testa e piedi nel fascio dalla corrente di elettroni scuro (mentre la tensione di filamento fonte di elettroni è stato spento ma il terminale ad alta tensione su). A causa di una dose di circa 5.500-10.800 rem alle mani, quattro dita su ogni mano hanno dovuto essere amputata circa 3 mesi più tardi. L'uomo ha anche sofferto assottigliamento dei capelli sul cuoio capelluto, dopo due settimane.



1977-1991 - Gran Betragna. incidente radiografico an radiographer industriale morì di leucemia nel 1992 associati alla prolungata esposizione cronica a fonti con cui ha lavorato. Esposizione acute sono sconosciute, ma la dose totale stimato corpo intero arco di diversi anni è stato 1.400 rad. La natura esatta delle esposizioni accidentali non sono noti, ma apparentemente si sono verificati in un periodo di 10-14 anni. L'individuo lavorato con torcia-tipo iridio-192 fonti dal 1974 al 1983 e gestiti in modalità remota origine di iridio-192 vento-fuori dal 1983 e, successivamente. Da circa 1983 per sei anni l'uomo ha subito lesioni della pelle indotta da radiazioni alle mani, che richiedono l'amputazione di una parte di due dita intorno al 1990.



1992 - Svezia: errore umano provoca un corto circuito nella stazione di Barsebaeck

1992 - Svezia: corto circuito in uno dei generatori a Barsebeck

1992 –, Texas, USA: incidente radioterapico il paziente è stato ferito da un'overdose di iodio radioattivo-131 nel corso della radioterapia.




1992 - Amsterdam, Olanda. Dispersione di DU in seguito ad incidente aereo (volo EL AL

1992 - Francia: avaria tecnica nello stabilimento di Fessenheim

1992 - Francia: avaria tecnica nel sistema refrigerante nell’impianto di Dampierre

1992 - Francia: contaminati 2 operai nell’impianto di Dampierre

1992 - Gran Bretagna: avaria tecnica alla stazione di Sizewell

1992 - Germania: avaria al sistema di raffreddamento nella centarle di Brunsbuttel

1992 - Lituania: Avaria nel sistema di spegnimento della centrale di Ignalina

1992 - Lituania: avaria tecnica centrale di Ignalina

1992/prima metà 1993 - Svizzera. Gli investigatori svizzeri scoprono tredici casi di traffico illegale di materiale raioattivo, sequestrano materiale radioattivo per oltre 50 chilogrammi e individuano 34 persone implicate nelle operazioni clandestine.



Gennaio 1992 - Iran: Giornale egiziano ha sostenuto il che Iran aveva acquistato tre testate nucleari sovietiche dal Kazakistan per 150 milioni di dollari; Kazakstan negato la relazione. In aprile russo intelligenza ha riferito l'Iran aveva ottenuto almeno due testate dal Kazakistan; nel mese di luglio ha detto un funzionario di kazako sono state le tre testate riferito mancante nella prova alberi presso il kazako test sito; a settembre una task force del Congresso di U.S. asserito Iran aveva ottenuto 4 testate sovietici (compresi 2 operativa): due 40 kt SRBM testate, uno 50 kt NGB e uno 0,1 kt AFAP. Dal 1994 Russia ha detto sono state contabilizzate le testate; funzionari israeliani suggeriscono che le testate sono stati presi in prestito per lo smontaggio e reverse engineering....

e molti altri in questo sito..



2. Ottobre 2000 - Saluggia (Vercelli), La piena della Dora Baltea lambisce il deposito nucleare Eurex, Carlo Rubbia afferma che si è stata sfiorata la catastrofe planetaria.

Di seguito lo stralcio delle dichiarazioni di Marco Fra, nel 2000 Assessore alla pianificazione territoriale della provincia di Vercelli ripreso da quei documenti.
Il file originale è quello nominato PARTE I - da 3 a 13

Quando si e` verificata l’alluvione del 15
ottobre 2000 io mi occupavo di protezione
civile. Sicuramente nella sua introduzione,
presidente, lei e` stato molto chiaro: il
rischio che ha corso non solo il Piemonte
ma tutto il nord Italia per l’allocazione di
questi due siti nucleari e` grave. Noi
abbiamo trascorso due notti veramente
d’angoscia: se il canale Farini, che e` uno
dei canali che erano stati riempiti d’acqua
dall’esondazione della Dora, avesse rotto
cinquecento metri piu` a monte e invece di
defluire in Dora, senza passare sull’impianto
dell’ENEA e lambendo solamente
una parte della SORIN, fosse passato
direttamente sull’ENEA si sarebbe prodotto
un disastro ambientale di dimensioni
sicuramente non misurabili. Infatti,
vista la quantita` di scorie, tra liquide e
barre, e di altri materiali che sono giacenti
in questi siti, non sappiamo fin dove
vi sarebbe stata contaminazione. Sicuramente
per tutta l’asta del fiume Po e forse
anche fino all’Adriatico. Purtroppo, vedo
che la preoccupazione di quei giorni ora
sta diminuendo; i sindaci sono ancora
interessati, ma, a partire dalla stampa,
negli altri l’interesse si sta gia` smorzando.
Abbiamo corso davvero un rischio che
riguardava non un comune ma un’intera
parte dell’Italia.



Comunque questo l’indirizzo dove trovare gli stenografici che parlano di quella alluvione
camera.it/_dati/leg13/lavori/stencomm/08/indag/bacino_del_po...

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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 12:39 am

poi volevo aggiungere un altra cosa...
l italia è un paese a riskio sismico, ke succederebbe se venisse un terremoto?
certamente anke il giappone lo è.... ma noi non costruiamo edifici antisismici o almeno è bassissima la percentuale di quelle costruzioni.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 12:10 pm

una domanda da ignorante:
d'accordo che altre nazioni europee producono energia col nucleare e noi acquistiamo e questo è un fatto, ma in ultima analisi, aggiungere centrali che saranno inesorabilmente obsolete, rispetto ad un incremento delle energie rinnovabili e della tecnologia dell'idrogeno, non ci complica ulteriormente la vita?
l'acquisto in questi termini mi sembra il minore dei mali

mi sembra, come al solito, che il consumo sia incentivato anzichè far passare che il futuro è nel risparmio
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 5:38 pm

Non credo che il futuro sia il risparmio energetico :penso che la crescente richiesta e consumo di energia siano essenzialmente legati a due elementi

-la crescita della popolazione mondiale
-il legittimo progetto delle popolazioni meno industrializzate ed economicamente avanzate di raggiungere il livello di benessere del mondo occidentale.

e per questo non basta il solo risparmio ,che del resto è auspicabile e si sta facendo(c'è sempre più attenzione al risparmio energetico, su cui tutti sono d'accordo).

L'attuale sistema di produzione di energia in termini di elettricità non appare in condizioni di poter sopperire alle sempre maggiori richieste delle generazioni future per due principali motivi :


-L'esaurimento dei giacimenti di carbone,petrolio,gas.
-l'effetto serra.

Per il primo problema si stanno cercando fonti alternative alle classiche(nucleare,idroelttriche,eoliche,fotovoltaiche,biomasse,termovalorizzatori...)

-Per l'effetto serra si fanno accordi internazionali dei singoli stati per ridurre le emissioni di CO2,accordi cui partecipa anche il nostro paese.
Inoltre ci sono avanzatissimi studi negli Usa,cui partecipa anche un ingegnere italiano,per cercare di "intrappolare la CO2 presente nell'atmosfera e renderla solida e stabile in modo da confinarla in depositi sotterranei.

Comunque sembra che la fonte energetica del futuro sarà l'idrogeno ,ma si calcola che ci vorranno decenni per renderla praticabile e sostenibile.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 6:20 pm

intendo risparmio in quanto fonti inesauribili non credo esistano a parte quelle rinnovabili
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:00 pm

Citazione :
A me risulta che il più grave incidente è quello di Cernobil che sembra abbia procurato 67 o 68 decessi di cui tre (uno per infarto) a seguito dell'esplosione (di idrogeno,non nucleare)gli altri tra i soccorritori per alta esposizione alle radiazioni.


Scusa Al

?????...al davvero credi a questo dato....., io no.

hanno dato i numeri piu disparati....alcuni studiosi parlano di 200.000 decessi nel tempo ...., io non conosco la verità---e non la conosce nessuno....ma alle favole non ci credo da tempo.....

Poi risponderò su altri argomenti....
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:11 pm

Non e' possibile che in una democrazia venga sco0nfessato,(a mio parere da un manipolo di affaristi ), con referendum oltre 80 per cento dei votanti ha ripudiato il nucleare.

Ciò che viene abrogato da un referendum, dovrebbe essere reintrodotto solo tornando ad interpellare direttamente la popolazione, o in alternativa, la più ampia rappresentanza della stessa, ossia il Parlamento e non Sarkozy Putin.

Durante le elezioni regionali, è stata sospesa qualsiasi campagna pro-nucleare salvo poi riprendere il discorso nella villa privata di Berlusconi.

Perfino i governatori delle regioni cadute nella trappola del centrodestra, rifiutano che sia lo Stato a decidere sull’ubicazione delle centrali.

Ora comincerà una martellante campagna per convincere che " nucleare " pè bello....e si sacteneranno almeno sei reti unificate e tante tv private....per " sensibilizzare " come ha detto il premier..., purtroppo chi è contarrio la nucleare non ha nemmeno lontanmente tali mezzi di " convincimento"

Il nucleare è fallimentare sotto tutti i punti di vista, soprattutto dal punto di vista economico.

Una centrale nucleare, infatti, opererebbe costantemente in perdita, con un impatto pesante sul debito pubblico e sulle bollette degli italiani.

Per costruirla ci vorrà circa un decennio e potrà operare al massimo per una ventina d’anni.

Le sue scorie radioattive, che avranno tempi di smaltimento millenari, le pagheremo per tutto il tempo di stoccaggio, oppure saranno affidate da politici disonesti alla ‘ndrangheta per affondarle nei mari di casa nostra.

Questo governo propone almeno quattro centrali nucleari per produrre l’8% di fabbisogno energetico nazionale: tutto ciò è demenziale ( ovviamente è un opinione )

Nella nazione d’Oltralpe ( Francia ) si sono verificati, infatti, oltre 100 incidenti in un anno .
La Francia, inoltre, affonda le scorie in acque internazionali o le stocca in Africa e in Siberia.

Se non fosse per l’utilizzo militare, lo stesso Sarkozy cestinerebbe il nucleare dall’oggi al domani.

Tutto questo perché la Francia ha venduto all’Italia una tecnologia fallimentare che segnerà il futuro di intere generazioni.

E’ importante intraprendere ora una scelta strategica e vincente in campo energetico per evitare di drenare finanziamenti, ricerca e tecnologia, alle vere ed uniche fonti del futuro: le energie rinnovabili.

Il fatto che un cittadino, con un pannello solare di pochi decimetri quadri, possa mettere alla porta l’Enel e le sue bollette, risparmiando centinaia di euro l’anno, dovrebbe bastare per far comprendere loro chi sarebbero gli unici soggetti a guadagnare con il ritorno del nucleare.

Il nucleare è io passato....l'utilizzo dell'idrogeno è il presente....non c'è alternativa.....

la domanda è sempre la stessa .." cui prodest "....a chi conviene e perchè.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:15 pm

"Un rapporto Onu, pubblicato lo scorso settembre, parla di quattromila decessi". (Repubblica)

"Per l'Accademia delle Scienze di Mosca, solo in Bielorussia si registrerebbero attualmente 270mila casi di tumore attribuibili alle radiazioni. Di questi, 93mila dovrebbero avere un esito fatale". (Repubblica)

pari all'incirac 1 per cento popolazione....

in uno stato come l'Italia l' 1 % della polazione sarebbero 600.000 persona, una volta e mezza tutti i morti della seconda guerra mondiale.

Forse sono numerei di propaganda....forse....ma i numeri ufficiali non li conosce nessuno....e comnviene rifleterci prima di esser pro o contro...

Oggi ho incontrato un amico che sta per impiantare i pannelli solari...questa è uan delle strade.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:18 pm

l'Istituto per l'energia atomica russa dichiara:
"I dati parlano chiaro: 47 persone sono morte quasi sul colpo, e 9 bambini di tumore alla tiroide". (Repubblica).
"Degli oltre 600mila "likvidatory", ossia quei tecnici, pompieri e soldati che dall'Ucraina, Russia e Bielorussia furono spediti a Cernobyl per tentare di arginare il disastro, 45mila sono morti e quasi 120mila sono rimasti gravemente invalidi". (Repubblica).
l'Accademia delle Scienze dice:

"tra il 1990 e il 2004, la nube radioattiva ha ucciso 67mila persone solo in Russia". (Repubblica).
il numero dei casi di tumore nelle regioni contaminate prima e dopo la catastrofe, conservati negli archivi di Mosca, fino al 1991, sono considerati "segreti di stato".
attivisti di Greenpeace sono stati arrestati dalla polizia russa davanti alla cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa. (Die Welt)
avevano commesso lîmperdonabile delitto di mettersi delle magliette (come Calderoli!), solo che questa volta sulle magliette c'era scritta una cosa ben più pericolosa (infatti Calderoli non lo ha fermato nessuno):


I numeri sono numeri...ma non scherziamo con 67 morti....
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:20 pm

' gente sovversiva....non leggetelo....le verità vi sarà detta dalle tv di Stato o poco meno ....da chi sa fare veramente giornalismo....

Io non mando il cervello al macero.....e spero che siano in atnti ad opporsi...ne va del futuro dei nostri ragazzi.


Vent'anni fa l'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl

Chernobyl come Hiroshima: 200mila morti. E altrettanti a rischio

19 aprile 2006 - Sabina Morandi
Fonte: www.liberazione.it
19.04.06


La mattina del 26 aprile di venti anni fa alcune migliaia di persone uscirono di casa sapendo che andavano a morire. Anche se indossavano una divisa non facevano parte di nessun esercito: erano pompieri, piloti d’elicottero, addetti alle gru. Erano gli uomini del primo intervento, quelli che dovevano avvicinarsi al reattore impazzito per seppellirlo nel sarcofago di cemento e piombo nel quale è tuttora rinchiuso. E’ grazie a loro se le conseguenze non sono state ancora più drammatiche. Oggi, a distanza di vent’anni, di questi uomini resta soltanto un monumento nella cittadina fantasma dove ha avuto luogo l’incidente e una collezione di medaglie di epoca sovietica che, per 10 euro, si possono acquistare via internet. In quanti non tornarono a casa?
All’epoca, dalle prime crepe nella censura sovietica che annunciarono - o forse provocarono - il crollo seguente, affiorò il ridicolo numero di 56 vittime, anche se immediatamente dopo l’Organizzazione mondiale della sanità parlò di almeno 4.000 decessi, e confermati nel 2005 dal Forum
Cernobyl dell’Aiea (L’agenzia Internazionale per l’energia atomica). Ma a quei tempi la logica della guerra fredda imponeva all’Occidente di controbattere cifra su cifra mentre dopo la caduta del muro, nei due decenni seguenti, in pochi si sono fatti avanti per colmare la scarsità d’informazioni. Ci prova oggi Greenpeace con un rapporto dedicato allo studio delle conseguenze sanitarie di quel disastro i cui effetti sono destinati a farsi sentire ancora per molti anni.
La storia è nota. Nella notte del 26 aprile del 1986, si verificò un incidente nell’unità numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina. Si trattava di un reattore del tipo RBMK nel quale, per rallentare i neutroni e favorire la reazione atomica controllata, viene impiegata la grafite, materiale costituito dal carbonio che, quando prende fuoco, è molto difficile da spegnere. L’incidente venne causato da un esperimento condotto dagli operatori per verificare se in caso di perdita di potenza la centrale sarebbe stata in grado di produrre sufficiente elettricità per mantenere in azione il circuito di raffreddamento fino all’entrata in azione dei generatori di sicurezza. Così il sistema di sicurezza venne deliberatamente disattivato e la potenza fu ridotta fino al 25% della capacità. Qualcosa però s’inceppò e la potenza scese sotto l’un per cento.
I reattori a grafite hanno la caratteristica di aumentare la potenza della reazione nucleare in caso di aumento della temperatura. Ed è proprio quello che avvenne a Chernobyl quando gli operatori persero il controllo del reattore, si formò una bolla di idrogeno nell’acqua del circuito di raffreddamento e si verificò un’esplosione. Le elevatissime temperature raggiunte dalla grafite incendiata - che continuò a bruciare per nove giorni - fusero le barre contenenti il combustibile, e la centrale cominciò a sprigionare radiazioni su di un’area stimata tra 125 e 146 mila chilometri quadrati dell’allora Unione Sovietica. Per spegnere l’incendio con sabbia e piombo furono necessari quasi duemila voli di elicottero mentre, nel frattempo, le autorità procedevano all’evacuazione forzata di circa 175 mila persone. Alle operazioni di contenimento, continuate fino al 1989, parteciparono un numero consistente di “liquidatori”, tra 600 mila e 800 mila. Quanti di loro si siano poi ammalati è una questione controversa. Secondo le agenzie governative di Ucraina, Biolorussi e Russia sarebbero morti circa 25 mila liquidatori, ma molti studi danno numeri decisamente più alti.
Oggi, a distanza di vent’anni, fra cinque e otto milioni di persone vivono ancora in un’area destinata a restare contaminata dalle radiazioni per molti anni a venire. Sebbene il tempo di dimezzamento del Cesio 137 sia di circa trent’anni, le conseguenze radiologiche e sanitarie dell’incidente si sentiranno per secoli. Va sottolineato che l’impatto non ha riguardato soltanto le tre Repubbliche ex-sovietiche (Ucraina, Bielorussia e Russia) perché più della metà del Cesio 137 rilasciato in atmosfera ha raggiunto anche Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Slovenia, Polonia, Romania, Ungheria, Svizzera, Repubblica Ceca, Italia, Bulgaria, Repubblica Moldava e Grecia. Eppure ben pochi di questi paesi hanno condotto seri studi sulle conseguenze sanitarie della famosa nube.
Per cercare di colmare questa lacuna - e di celebrare l’anniversario a suo modo - Greenpeace ha raccolto i contributi di una sessantina di scienziati e ricercatori delle tre repubbliche per stilare il rapporto intitolato appunto “Chernobyl, il costo umano di una catastrofe”, e che scredita le prime, ottimistiche stime. La più recente ricerca epidemiologica pubblicata in collaborazione con l’Accademia Russa delle Scienze, ad esempio, smentisce uno studio dell’Agenzia per l’energia atomica (Aiea) che nel 2005 aveva preso per buoni i quattromila morti delle veline sovietiche. Secondo le stime di Greenpeace invece sarebbero almeno duecentomila le persone morte fra il 1990 e il 2004 in seguito all’incidente, e solo prendendo in esame la popolazione delle tre repubbliche. Del resto non è stata soltanto l’Aiea a essere cauta con le stime né il disinteresse riguarda la sorte dei liquidatori, anche se è proprio attraverso lo studio di questa categoria che si può avere un quadro abbastanza preciso degli effetti delle radiazioni a lungo termine.
Dal rapporto di Greenpeace emerge chiaramente che Chernobyl ha causato un incremento considerevole dei casi di tumore. I liquidatori della Bielorussia, ad esempio, mostrano un’elevata incidenza di tumori ai reni, alla vescica e alla tiroide nel periodo 1993 - 2003. La leucemia è considerevolmente alta nei liquidatori ucraini, negli adulti bielorussi e nei bambini delle aree più contaminate.
Tra il 1990 e il 2000, l’incremento dei tumori in Bielorussia è stato del 40 % mentre in Russia i casi di cancro nelle regioni fortemente contaminate di Kaluga e Bryansk sono stati superiori a quelli registrati nell’intero paese. Nella regione ucraina di Zhytomir, invece, il tasso di cancro tra gli adulti è aumentato di tre volte dal 1986 al 1994.
L’esposizione alla radioattività è collegata anche alle malattie del sangue. Lo studio più approfondito utilizzato da Greenpeace è stato portato avanti in Ucraina dove si sono registrati aumenti consistenti di arteriosclerosi precoce, malattie coronariche e malattie del sistema circolatorio. Nei territori contaminati queste patologie sono aumentate dalle 10 alle 15 volte nel periodo tra il 1988 e il 1999. Inoltre, in un raro studio transfrontraliero, si è visto un aumento di condizioni emorragiche nei nuovi nati esposti alle radiazioni. Un altro studio si concentra invece sui danni al sistema endocrino: nel 1993 più del 40% dei bambini della regione di Gomel, in Bielorussia, hanno sofferto di un ingrossamento della tiroide mentre in Ucraina danni a questa ghiandola sono stati osservati nel 35.7% dei 3.019 adolescenti di Vinnitsk e Zhytomyr che avevano fra i 6 e gli 8 anni al tempo dell’incidente. In questo studio è stata anche osservata una reazione funzionale della tiroide subito dopo l’incidente seguita dall’emergere di tiroiditi croniche autoimmuni negli anni Novanta. In generale la morbilità relativa al sistema endocrino e al sistema immunitario sono raddoppiati rispetto al resto della popolazione bielorussa.
Com’è noto le radiazioni comportano anche il rischio di alterazioni del patrimonio genetico. Puntualmente il rapporto registra infatti che la frequenza di alterazioni cromosomiche nelle arie contaminate dell’Ucraina e della Bielorussia è fino a tre volte più alta del valore medio mondiale. In Russia la frequenza delle alterazioni cromosomiche è aumentata di 2-4 volte tra gli abitanti delle aree contaminate, mentre uno studio su un gruppo di residenti in Ucraina, analizzati prima e dopo l’incidente, mostra un aumento delle alterazioni cromosomiche di 6 volte e sembra che tale fenomeno possa essere trasmesso alla prole. Del resto aberrazioni cromosomiche che si ritengono collegate all’incidente sono state osservate anche in aree lontane come Austria, Germania e Norvegia. Stesso quadro devastante si registra a proposito delle malattie del sistema uro-genitale che, dal 1988 al 1999, sono più che raddoppiate nelle popolazioni che ancora vivevano nei territori più contaminati dell’Ucraina. Infertilità, impotenza, alterazioni strutturali nei condotti seminali e disturbi nella produzione di sperma sono stati registrati in tre quarti degli uomini esaminati nella regione russa di Kaluga mentre in Ucraina, nei gruppi esposti alle radiazioni, più della metà delle donne ha sofferto complicazioni durante la gravidanza, mentre nel gruppo di controllo le complicazioni si presentavano solo nel 10 per cento dei casi.
Va sottolineato che, mentre mancano ancora studi internazionali organici, ricerche locali condotte in tutta l’Europa occidentale e nella penisola scandinava hanno registrato un aumento degli aborti spontanei che si presume collegato all’esposizione delle radiazioni di Chernobyl.
C’è chi dice che questo elenco di orrori fa parte del passato. C’è chi, mettendo da parte il piccolo problema dello smaltimento delle scorie che abbiamo frettolosamente seppellito nei paesi più poveri del mondo, sogna una nuova stagione nucleare. C’è perfino chi, come l’Enel, si presta ad acquistare - per ultimarle - due centrali slovacche che erano già vecchie ai tempi di Chernobyl
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 8:46 pm

Citazione :
gente sovversiva....non leggetelo....le verità vi sarà detta dalle tv di Stato o poco meno ....da chi sa fare veramente giornalismo....

Io non mando il cervello al macero.....e spero che siano in tanti ad opporsi...ne va del futuro dei nostri ragazzi.

su questo sono pessimista, Sole...
temo che di "gente che ha mandato il cervello in vacanza" c'è ne sia già tanta.....


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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 10:10 pm

Sole,i tuoi post mi sembrano un pò catastrofici sull'energia elettronucleare,rispetto il tuo pensare perchè assolutamene in buona fede.

Cmq ti rassicuro che nemmeno io ho mandato il cervello all'ammasso.

Io guardo i fatti e le informazioni scientifiche sull'argomento non considero Repubblica una fonte scientifica e neutrale e nemmeno Greenpace.

Energia nucleare nel mondo
GWe > 10 Stati Uniti d'America · Francia · Giappone · Russia · Germania · Corea del Sud · Ucraina · Canada · Regno Unito
GWe > 2 Svezia · Cina · Spagna · Belgio · Taiwan · India · Repubblica Ceca · Svizzera · Finlandia
GWe > 1 Bulgaria · Brasile · Sudafrica · Ungheria · Slovacchia · Romania · Messico
GWe < 1 Argentina · Slovenia · Paesi Bassi · Pakistan · Armenia
Pianificata Albania · Algeria · Bangladesh · Bielorussia · Corea del Nord · Egitto · Emirati Arabi Uniti · Giordania · Indonesia · Iran · Israele · Italia · Kazakistan · Libia · Lituania · Marocco · Nigeria · Polonia · Thailandia · Tunisia · Turchia · Vietnam
Nessun piano Austria · Cuba · Filippine

E continuo a dire siamo più intelligenti di tutto il mondo?

Una cosa voglio dirti sui pannelli solari...quel tuo amico si è staccato dall'Enel? E l'idrogeno è già messo a punto?Lo sai che Veronesi è favorevole al nucleare ?Lo sai che Di Pietro ha già proposto tre referendum per fermare il nucleare eche il PD non ha ancora il coraggio di prendere posizione?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Mer Apr 28, 2010 11:57 pm

Altri fatti...

Citazione :
Grazie a una legislazione che prevede incentivi economici all'installazione di impianti fotovoltaici e la possibilità di vendere l'energia prodotta in eccesso al gestore della rete di trasmissione, la Germania è al primo posto in Europa per la potenza elettrica prodotta da energia solare: tale quantità, però, soddisfa solamente meno dello 0,1% del fabbisogno nazionale tedesco ed è del tutto insufficiente a sostenere il trend crescente della domanda energetica (in Germania la prima fonte di produzione di energia elettrica è il carbone, con oltre il 50%, e al secondo posto c'è il nucleare con quasi il 30%).
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 12:08 am

Citazione :
Io guardo i fatti e le informazioni scientifiche sull'argomento non considero Repubblica una fonte scientifica e neutrale e nemmeno Greenpace.

la Scienza è molto divisa sull'argomento....e troppi interessi inficiano una scelta " giusta "

Non credo che se tutti fanno una cosa...la cosa sia giusta....e comunque ognuno può pensarla come vuole....ripeto , tuttavia che per riispetto di chi ha già detto no al nucleare con un referendum...sarebbe necessario un altro referendum....poi casomai tutti hanno cambiato idea ...ma che siano le persone a scegliere dopo una corretta informazione che non può essere solo quella di un governo...

Il voler od ogni costo sottovalutare gli incidenti che continuamente capitano nelle centrali nucleari ....il nasconderle mi preoccupa....e comunque l'nergia nucleare è costosissima e non conveniente....ed i costi si pagano per decenni..., c'è un reale beneficio costi - rischi rispetto ai vantaggi ?

Io credo di no.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 12:11 am

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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 12:12 am

Leggo con attenzione e rispetto quanto riportato da Sole. Evidentemente io non ho visto tutto o non ho capito quanto è accaduto. Per motivi di lavoro ho visitato ( successivamente all'icidente di Cernobil) Ucraina, Belorussia e federazione Russa.
Gli effetti delle radiazioni hanno intressato pesantemente l'Ucraina, meno la Bielorussia e solo marginalmente le federazione Russa, Polonia e paesi Baltici. Ciò a causa dei venti dominanti in quei giorni. Non ho mai avuto sentore della strage descritta negli articoli riportati da Sole. Ma potrei sbagliarmi.
La Francia ha un moderno impianto di vetrificazione e stoccaggio delle scorie radioattive. La caverna di stoccaggio à molto profonda e geologicamente sicura. Nè la Francia , nè nessuno dei paesi europei getta via in modo indiscriminato le scorie radioattive. Ci sono delle leggi severe e le scorie non sono in mano ai privati.
Sui pericoli connessi agli effetti di terremoti, le isole nucleari, cioè la parte radioattiva di una centrale viene costruita su una piattaforma che assicura estrema stabilità al sistema. Inoltre in caso di sisma i reattori si spengono automaticamente. Un eventuale sisma di violenza tale da rompere un reattore nucleare avrebbe effetti tanto catastrofici di per se da rendere le radiazioni completamente superflue.
Le notizie riguardanti gli incidenti: fanno notizia perchè riguardano impianti nucleari. Ogni giorno sulle centrali convenzionali, come in tutti gli impianti industriali avvengono malfunzionamenti. Per fortuna, perchè un sacco di persone vive di manutenzione e riparazione.
Gli impianti termonucleari sono divisi, grosso modo, come pure gli impianti convenzionali, in calaia, BOP( balance of plant) cioè l'utilizzo del calore prodotto e servizi. La parte delicata e pericolosa negli impianti elettronucleari è la caldaia, cioè il reattore nucleare e questo organo raramente ha problemi seri (eccetto nel caso di Cernobil)
La tecnologia dell'idrogeno è ancora molto indietro: per ora non è conveniente, come bilancio energetico, produrre energia con l'idrogeno: come gas combustibile occorre energia elettrica per la sua estrazione sia per via di frazionamento che elettrochimica. Le celle a combustibile non sono ancora utilizzabili per un uso diffuso.
Con tutto questo io capisco benissimo la paura del nucleare ma trovo francamente esagerati i toni degli scritti riportati. L'energia nucleare va vista come un a tappa obbligata per arrivare agli impianti di fusione che dovrebbero essere la vera fonte energetica pulita del futuro. Poi verranno fuori altri problemi sicuramente tutti i veicoli saranno mossi da motori elettrici ed avremo quindi effetti secondari per ora sconosciuti ( ozono, emissioni elettromagnetiche, ecc).
Io consiglio gli "anti" di stare più tranquilli e sereni e pensare piuttosto ad altri pericoli molto più gravi e imminenti di qualche reattore nucleare. Mi riferisco al capitalismo di ultima generazione, spaventoso perchè acefalo e invincibile.
Ovviamente posso aver detto un sacco di stupidaggini, ma questo è il mio pensiero e non intendo, come d'abitudine, far cambiare idea a nessuno.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 12:18 am

Condivido in toto Rem.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 11:24 am

La parola nucleare fa paura e si è trascinata la parola radiazioni,il tutto associato a quanto avvenne ad Hiroscima e Nagasaki.

La parola fertilizzanti o concimi non fa paura,a meno che non si parli di nitroglicerina che viene associata alle bombe ed alle guerre (pochi sanno che la nitroglicerina fu scoperta da un'italiano)

Come al solito dico dipende dall'uso che l'uomo ne fa (e non dico niente di nuovo).

La nitroglicerina oltre che nel campo dei fertilizzanti è usata in medicina come farmaco salvavita.

Il nucleare ha salvato tantissime vite per le applicazioni nel campo medico


La fusione nucleare ,che è alla base della potenza distruttiva delle bombe termonucleari, è alla base dell'esistenza del sole ,del suo sistema planetario e dell'universo.

Prima del'11 settembre non si immaginava che un aereo potesse essere usato come arma letale contro la popolazine civile.


Oggi la scienza si rivolge all'idrogeno come soluzione finale dell'approvvivionamento energetico pulito e sostenibile,si pensa di produrre idrogeno per estrazione dal mare mediante l'energia prodotta da immense distese di pannelli solari.Ma quanto tempo ci vorrà per la soluzione dei problemi noti e realizzare la prima centrale prototipo per affrontare i problemi non noti che sicuramente verranno fuori?
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 11:59 am

si al, la parola nucleare fa paura, almeno a me...ma non x hiroshima e nagasaki....dove la distruzione fu portata x la volontà di uccidere e distruggere, la voglia di mettere in ginokkio un popolo e x la stupidità di poki uomini xkè hanno creato proprio con quell intento le bombe, ma bensì x cernobyl e x gli incidenti quasi occultati ke sono successi ovunque e non solo nei paesi dell est dove a quello ke leggo nei post di rem, gli impianti erano già vekkiotti e i tecnici poco competenti.

certamente rem, ne sa molto più di me avendo visitato l ucraina e i paesi interessati e come ha detto avendo anke lavorato nel settore.
però non posso fare a meno di avere paura lo stesso di quest energia.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 12:49 pm

sarà istintivo....ma la preoccupazione è tanta
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Gio Apr 29, 2010 5:58 pm

Comprendo....anch'io non sono proprio tranquillo.Lo sarei di più con e centrali idroelettriche.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Ven Apr 30, 2010 9:37 am

Certo così non dovremmo peoccuparci dell'approvvigionamento energetico del futuro.

Citazione :


2010-04-29 21:26:00

India: senza cibo e acqua da 74 anni

NEW DELHI - Un asceta indù sopravvive senza mangiare e senza bere da 74 anni. L'uomo, che si chiama Prahlad Jani e ha 82 anni, si trova sotto esame in un ospedale dello stato settentrionale del Gujarat, secondo quanto riporta Ahmedabad Mirror. Un team di medici del Defence Institute of Physiologist and Allied Science (Dipas), un centro di ricerca della difesa, intende scoprire qual è il segreto di questa sua straordinaria capacità di resistenza, dovuta a un'antica tecnica di meditazione yoga. Jani era già stato esaminato nel 2003 da un'altra squadra di medici, che non erano riusciti a spiegare scientificamente il fenomeno. Sembra che lo "yogi", che si trova in perfetta salute, "sia capace di produrre urina nella sua vescica e poi in base alla sua volontà di rimandarla in circolo" spiega il medico Sudhar Shah. Nato in un povero villaggio del Gujarat, il santone sostiene di aver ricevuto questi suoi poteri speciali da una divinità all'età di otto anni. La tecnica è conosciuta come "breatharianismo" e consiste nel raggiungere con il potere mentale il totale dominio delle proprie funzioni corporee.


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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Ven Apr 30, 2010 3:40 pm

Citazione :
Non ho mai avuto sentore della strage descritta negli articoli riportati da Sole. Ma potrei sbagliarmi.

caro rem, ho riportato quei dati solo per dire, in contrapposizione al dato riportato da Al ( 67 morti ) , che i numeri veri sono sconosciuti....e molti danno numeri..., chi per dimostare una cosa chi l'inverso.

Questi diversi interessi mi fanno riflettere sul fatto che il nucleare è un'argomento complesso e non può essere affrontato con leggerezza nè può essere oggetto di campagne promozionali di convincimento televisivo.

Il problema dell'energia in campo mondiale è collegato con tanti altri problemi seri.

Al ha accennato alla fame nel mondo ...è vero, concordo con lui ....ma a questo punto bisognerebbe anche rtiflettere circa l'aumento indisciminato e non controllato delle popolazzioni...la terra è piccola e sempre più stretta e le riserve cominciano ad essere insufficienti....ma forse andiamo troppo in là...., io nemmeno voglio convincere nessuno...ma i problemi del nucleare sono tantissimi e molti sconosciuti....

La domanda è ...non ci sono davvero alternative? Ed i costi in termini economici ( costrizione gestione e smaltimento...ecc lo rendono competitivo? ..io non credo.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Ven Apr 30, 2010 4:31 pm

Io vorrei solo che la gente fosse informata che le bombe termonucleari sono una cosa e le centrali nucleari un'altra cosa.

Inoltre vorrei ci fosse più informazione sulla radioattività e gli effetti sugli esseri viventi.

Vorrei che noi italiani fossimo informati sul famoso referendum che ha detto no al nucleare.Basta andare su google per vedere che il referendum non ha detto no al nucleare.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Ven Apr 30, 2010 5:00 pm

Citazione :
in contrapposizione al dato riportato da Al ( 67 morti ) , che i numeri veri sono sconosciuti....e molti danno numeri..., chi per dimostare una cosa chi l'inverso.
Credo che dovremmo fidarci dei dati del'ONU e dell'OMS
Se poi vogliamo pensare che sono dati interessati va bè allora non so a chi credere.
Citazione :
Le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostengono che soltanto 56 persone sono morte come conseguenza diretta della radiazione fuoriuscita da Chenobyl
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MessaggioTitolo: Re: Una storia dimenticata   Ven Apr 30, 2010 5:00 pm

Tutti i mezzi per produrre la quantità spaventosa di energia necessaria alla nostra civiltà sono dannosi per il pianeta e per i suoi abitanti.
Anche i sistemi apparentemente più "puliti" sono dannosi.
Inutile che ricordi le migliaia di morti e le catastrofi idrogeologiche e climatiche causate dalla produzione idroelettrica.
Da noi il Vajont, in Francia qualcosa di simila, negli USA una mezza dozzina, la diga di Assuan, La mostruosa diga delle tre gole in Cina...e così via.
Il Sole! Si copriranno milioni di ettari con i fotovoltaici e nessuno si preoccupa delle conseguenze dell'albedo e dell'impatto idrogeologico.
Il vento! ma occorrono torri e pale molto grandi. La quantità di energia necessaria per realizzare un generatore eolico è notevole e ci vogliono anni di esercizio per mettersi in pari. I generatori eolici disturbano i volatili e impegnano terreni che potrebbero essere utilizzati per l'agricoltura. Inoltre la quantità di energia così prodotta è veramente poca e incostante. In Europa solo la zona di Carcassonne può contare su un vento quasi costante.
Per l'idrogeno passeranno decenni prima che il suo uso sia conveniente dal punto di vista energetico. Ora lo è solo dal punto di vista ecologico.
Sicuramente se la popolazione della Terra fosse un decimo di quella che è attualmente , le fonti rinnovabili basterebbero per condurre una vita comoda e dignitosa, a patto però che non esistessero gli gnomi della finanza o altri personaggi tipici del capitalismo che, per la loro avidità, inventino bisogni e abitudini negative.
Il nucleare è un gradino, non è affatto l'ideale ma è necessario, in attesa che si trovi il modo di imbrigliare la fusione dell'atomo. Forse ci vorranno decenni e poi avremo un mondo diverso. Non necessariamente migliore perchè salteranno fuori altri inconvenienti che ora non riesco ad immaginare. Poi dopo qualche decennio forse anche la fusione diventerà obsoleta e potranno prendere l'energia dal moto dei pianeti o dalla loro differenza di potenziale...chissà
Per intanto la BP sta distruggendo con la sua piattaforma disastrata le coste del Golfo del Messico. Il Canadà sta spianando migliaia di chilometri quadrati di foresta per ricavare il petrolio dalle sabbie scistose.
USA e Europa ( il gatto e la volpe) stanno opprimendo militarmente due paesi (Iraq e Afganistan) e ne stanno minacciando un terzo (Iran), solo per petrolio e gas, non per esportare democrazia come affermano.
Ma pochi protestano.
Dire di no al nucleare fa fine e non impegna.
O fare come Grillo che dice di no a tutto ma non esprime una alternativa valida.
Aiutare e ospitare i bambini di Cernobil fa fine! Ma dare una mano agli abitanti di Casale Monferrato che continuano a morire per mesotelioma, portare i loro bambini a respirare un aria salubre, non è fine: si tratta solo di poveracci piemontesi che non hanno nulla di esotico.
Lo sapete che grazie ai soggiorni degli anni passati molte " bambine di Cernobil" sono tornate autonomamente in Italia e praticano una professione molto antica e esentasse.
Scusate lo sfogo sono andato anche fuori tema
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